CHE COS’È IL CICISBEISMO ?

Il cicisbeismo è un fenomeno esclusivo del VIII secolo e diffuso quasi esclusivamente in Italia. Il cicisbeo è una figura che in questo periodo è presente in gran parte delle corti e nei ceti nobiliari in genere. La sua funzione principale è quella di accompagnatore delle nobildonne, inizialmente nato come guardiano per proteggere le donne da malintenzionati diviene nel corso del 1700 un compagno per le uscite con le amiche mentre il marito era assente o occupato a corteggiare altre donne, si sviluppa come un ruolo esclusivamente a scopo ludico. Il dizionario della Crusca del 600 definisce cicisbeare come sinonimo di “galanteare”, probabile anche l’origine onomatopeica, dal suono del “cincischiare”, l’etimologia è stata anche accostata al Chicchibio del Boccaccio. Il compito del cicisbeo era pubblico, è un triangolo amoroso ufficializzato che non viene mai visto come adulterio., anche se non erano rari rapporti intimi tra il cicisbeo e la moglie. L’origine del fenomeno è da collocare probabilmente alla fine del 1600 in una società dei Lumi molto più aperta a comportamenti libertini e con solo scopo ludico. Il cicisbeo diventa un ruolo diffusissimo con il grande sviluppo della vita mondana femminile. Dall’altro lato è un’istituzione che nasce inizialmente a causa del matrimonio combinato tradizionale, come detto sopra la sua funzione originaria era quella di guardiano della donna quando il marito non era presente. Il rapporto tra il cicisbeo e il marito è assolutamente pacifico, accompagna spesso la coppia di nobili a cene, eventi, a teatro, è parte integrante del rapporto. In “Cicisbei: morale privata e identità nazionale in Italia” di Roberto Bazzocchi si trova la storia di Costantino de Nobili, un aristocratico di Lucca, cicisbeo della dama Luisa Palma e il marito Lelio Mansi di cui conosciamo gran parte delle attività sociali grazie alle testimonianze scritte della dama. Addirittura il triangolo è cosi solido che spesso ricevono inviti per tutti e tre e quindi la presenza del cicisbeo non è rara ad eventi in cui è presente anche il marito.

I nobili celibi nell’Italia dell’epoca erano circa il 50-60%, c’era quindi un gran numero di giovani pronti ad avventure galanti. Il cicisbeo era spesso più giovane del marito di una decina di anni, era vissuto come un avviamento alla vita amorosa, non erano rari però cicisbei sposati.
Alcune storie di cicisbei ci arrivano dalla letteratura, nel opera satirica il Giorno di Giuseppe Parini il nobile protagonista è il cavaliere di una nobildonna sposata. Anche Vittorio Alfieri racconta come a 24 anni diventò il cicisbeo di Gabriella Faletti, in un diario scritto in francese racconta delle mattine che passa sempre con lei e delle loro passeggiate pomeridiane. Giovanni Verri era il cicisbeo di Giulia Beccaria, elemento che rende più probabile l’ipotesi che Verri fosse il padre di Alessandro Manzoni.


Il cicisbeo non era una figura esclusivamente italiana, in Spagna era noto come cortejo e in Inghilterra c’era il gallant, ma nell’immaginario comune del settecento diventa un luogo comune che il resto d’Europa vede negli italiani. È l’epoca del Grand Tour, intellettuali e non intraprendono viaggi da tutta Europa per visitare l’Italia, e sono proprio questi viaggiatori che riportano questa singolare figura presente nelle corti italiane. Per il Settecento la figura del cicisbeo ha fatto parte di quell’immaginario collettivo europeo che vedeva l’Italia come un paese estremamente libertino. Sono numerosi gli sguardi critici come quello di Jacques di Campredon, un diplomatico francese che nel 1737 scrive che il cicisbeismo è il motore principale degli intrighi politici delle città italiane, è una tesi assai probabile visto la rilevanza politica dei nobili del tempo.


Con la Rivoluzione francese i cicisbei iniziarono a diminuire fino alla scomparsa definitiva nel corso dell’Ottocento. Anche se è un fenomeno esclusivo della nobiltà è interessante per capire il rapporto tra i sessi dell’epoca. L’istituzione del cicisbeo viene creata principalmente per il divertimento delle nobildonne, che si affacciava per la prima volta alla vita mondana. Le donne sono ancora fortemente legate alla volontà del padre prima e del marito poi, ma l’istituzione del cicisbeismo è un esempio di come il Settecento sia stato un secolo in cui le differenze tra i sessi si siano limate rispetto al passato.

 

Bibliografia:

Roberto Bazzocchi, “Cicisbei: morale privata e identità nazionale in Italia” , la terza editore, 2008

Carlo Capra, “Storia Moderna”, le monnier editore, 2004

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