Crisi dello Yemen : Mig 29 nelle mani dei ribelli

La crisi dello Yemen si fa sempre più profonda e l’aria diventa sempre più calda, la tensione cresce e la speranza che si giunga ad una soluzione “pacifica” è sempre più lontana.

Nelle ultime ore lo scacchiere è mutato ulteriormente con un intensificarsi degli scontri tra ribelli e forze “governative”. L’esercito e la popolazione si sono rapidamente mostrati insoddisfatti del “nuovo governo” degli sciita Houthi, insofferenza dimostrata con il rifiuto da parte dei capi militari di obbedire agli ordini del “nuovo governo”.

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L’esercito sembra restare fedele all’ex presidente i cui uomini , sostenuti da milizie partigiane mantengono il controllo dell’area meridionale del paese, mentre l’area settentrionale è ormai completamente in mano alle forze ribelli.

Nelle ultime ore le forze ribelli sono entrate in possesso di tre caccia Mig 29 dell’esercito yemenita che stanziavano nell’aeroporto militare di Hodeida, base si importanza strategica per il controllo del Balh dove è presente il primo impianto di liquefazione del gas naturali, principale risorsa economica dello Yemen. La base di Hodeida aveva tra gli altri il compito di tenere al sicuro l’impianto da eventuali attacchi delle milizie di Aqap, particolarmente attive sul territorio, e i tre caccia rappresentavano un importante deterrente.

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I tre Mig insieme a numerosi vettori terra terra e terra aria a medio termine sono ora nelle mani dei ribelli Houthi che stanno trasferendo mezzi ed uomini nella loro roccaforte a Saada, dove probabilmente stanno riorganizzando le forze in previsione di un nuovo scontro, e un attacco su più fronti alle truppe governative.

 

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