I GRECI – Le origini della civiltà Greca, dai Minoici alle Polis

La storia dei greci non inizia in Grecia o meglio, non inizia nella Grecia continentale, ma sull’isola di Creta dove verso la fine del terzo e l’inizio del secondo millennio a.c. si sviluppa la civiltà Minoica, non sappiamo esattamente quando questo popolo si sia effettivamente insediato a Creta, ma diverse fonti archeologiche ci dicono che molto probabilmente i minoici popolassero l’isola già dal neolitico.

Intorno al secondo millennio avanti cristo la civiltà minoica inizia a crescere molto rapidamente, riuscendo in breve tempo a diventare una delle più grande potenza navali dell’antichità, le loro navi costruite con legno di cipresso solcano le acque del mediterraneo orientale arrivando a commerciare con l’Egitto, da cui si ipotizza che i minoici abbiano appreso la scrittura e siano stati fortemente influenzati sul piano artistico, e in questo senso molti colgono un qualche legame tra la raffigurazione delle divinità egizie e la figura del minotauro, entrambi raffigurati con il corpo di uomo e la testa ti animale.

Mentre le navi minoiche solcano il mediterraneo sulla terra ferma si sviluppa la così detta civiltà dei palazzi, in questo periodo vengono edificati grandi palazzi a Cnosso, Hanghia, Festo e Triada, che rappresentano l’epicentro della civiltà minoica, possiamo immaginare questi palazzi come delle fortezze medievali, almeno per quanto riguarda l’organizzazione, al loro interno vi erano stanze destinate ad artigiani, luoghi religiosi, depositi e magazini ecc, successivamente, in seguito all’eruzione del vulcano dell’isola di Tera (odierna santorini) avvenuta intorno al 1750 una serie di violenti terremoti avrebbe raso al suolo i palazzi costringendo i minoici a lasciare l’isola, ma vi sarebbero ritornati non molto tempo dopo.

Si ipotizza che i racconti dei profughi minoici sulla grecia continentale per quanto riguarda gli effetti dell’eruzione di Tera, possano essere alla base del mito delle origini della civiltà greca, in cui Dei e Titani si combattono in una guerra all’ultimo sangue, provocando violenti terremoti, maremoti e piogge di fuoco sulla terra, coerenti con quanto vissuto dai minoici in fuga.

Il ritorno dei minoici sull’isola di creta avviene presumibilmente intorno al 1600 e in questa seconda fase la loro civiltà diventa ancora più splendente, il numero di palazzi aumentano notevolmente anche se in questa fase abbiamo palazzi più piccoli e la loro “flotta” si pone in diretta competizione con la flotta fenicia che nel frattempo aveva iniziato a muoversi tra le acque del mediterraneo.

La grande ricchezza dell’isola di Creta e la crescente diffusione della navigazione d’altura tra i popoli ellenici, avrebbero fatto di Creta la meta ideale per le scorribande dei pirati, e l’isola di Creta sarebbe stata più volte depredata e in fine conquistata dagli Achei, la cui città più importante era Micene, presumibilmente intorno al 1400 a.C., cui seguirono tra il 1200-1100 a.C. i Dori.

Achei e Dori sono due delle quattro popolazioni provenienti dall’Asia che nel secondo millennio si sarebbero stabilite nella penisola greca, ma di loro parleremo più avanti. Il duro colpo inferto dalle invasioni ed alcuni cataclismi naturali di portata minore rispetto all’eruzione del 1750 avrebbero portato alla definitiva scomparsa della civiltà minoica lasciando molti misteri per quanto riguarda il reale livello di conoscenza tecnica dei minoici e alcuni ipotizzano che la scomparsa di questo popolo abbia in qualche modo ispirato il mito di Atlantide.

Per quanto riguarda la storia continentale della Grecia, come già accennato, la penisola greca fu meta di periodiche migrazioni da parte di numerosi popoli.

Nel II millennio a.C. diverse popolazioni indoeuropee provenienti da oriente, si sarebbero stabilite nella penisola greca ribattezzando con il nome di Ellade, tra queste popolazioni Ioni, Eoli, Achei e Dori saranno quelle più importanti.

Il primo popolo che si insedia nella penisola greca è il popolo guerriero degli Ioni, che si sarebbe stabilito in Grecia intorno al 2000 a.C., successivamente, intorno al 1600 sarebbero arrivati Eoli e Achei che avrebbero spinto gli Ioni verso l’Attica e la Tessaglia mentre Eoli ed Achei avrebbero occupato rispettivamente la Beozia e il Peloponneso.
Tra le varie città achee la città di Micene sarebbe stata quella più grande e importante che in poco tempo sarebbe riuscita a prendere il controllo su gran parte della penisola e grazie alla navigazione d’altura sarebbero riusciti ad entrare in contato con i minoici, commerciando e saccheggiando.

Intorno al XI secolo con l’arrivo dei Dori si la penisola greca è attraversata da una nuova fase migratoria che avrebbe portato alla scomparsa quasi completa scomparsa degli Achei mentre gli Eoli si stabiliti sull‘isola di Lesbo e sulle coste anatoliche in Eolide, infine i Dori si sarebbero stabiliti nell’area settentrionale della Grecia espandendosi poi in Acacia e nel Peloponneso

La scomparsa della civiltà micenea coincide con l’inizio di un periodo di decadenza della cultura greca che la storiografia generalmente indica con il nome di “medioevo greco” o “secoli bui” tuttavia questi secoli vedranno l’introduzione in Grecia di nuove tecniche di costruzione e di lavorazione dei metalli, si avrà inoltre una grande diffusione dell’alfabeto fonetico importato dai fenici.

Convenzionalmente la fine dei secoli bui viene fatta coincidere con i primi giochi olimpici avvenuti secondo tradizione nel 776 a.c. la cui istituzione viene coincide con l’inizio dell’età delle polis la cui nascita e la cui autonomia è favorita dalla particolare configurazione geografica le cui catene montuose e numerose isole rendono difficile l’unificazione dei villaggi in un unica entità statale.
Tra il VIII al VI secolo a.C., la civiltà greca inizia ad espandersi anche oltre la penisola greca con la fondazione di numerose colonie in tutto il mediterraneo, queste colonie mantengono invariata la tradizione, la lingua e la cultura della madre patria se bene ogni colonia mantenga una notevole autonomia che avrebbe fatto delle colonie delle vere e proprie nuove polis.

Tra il VI e il V secolo la Grecia attraversa una fase detta “periodo dei tieanni”, in quest’epoca l’intensificazione delle vie commerciali soprattutto tra madre patria e colonie avrebbe portato alla diffusione dell’economia monetaria, inoltre si sarebbe sviluppato un nuovo ceto benestante, fatto di mercanti e artigiani che grazie alle opportunità offerte dal commercio con le colonie aveva acquisito un grande potere economico.
Queste famiglie, che etichetteremo un po anacronisticamente con il termine borghesia greca”, analogamente a quanto sarebbe successo alla borghesia europea nel XVIII, avrebbero iniziato a chiedere maggiore presenza e rappresentanza a livello politico e sfruttando il malcontento popolare, dovuto all’oppressione dei ceti più poveri della società riusciranno ad indirizzare quelle energie popolari contro la nobiltà. Da questa contrapposizione sociale tra nobiltà e classe popolare, la “borghesia greca” grazie all’appoggio popolare sarebbe riuscita a ribaltare i governi presieduti dalla classe nobile, promettendo in cambio alcune importanti riforme sociali.

Per sedare i disordini sociali ed intermediare con il popolo, i nobili sono costretti a chiedere aiuto alla classe “borghesia greca” concendendo loro il governo autocratico che sarebbero diventati noti con il nome di tirannidi.

La sola instaurazione delle tirannidi rappresenta agli occhi del popolo un importante vittoria contro il precedente potere assoluto degli aristocratici, inoltre la nuova classe benestante ha origini umili e, a differenza dell’aristocrazia, non è una classe sociale chiusa, si tratta invece di una classe aperta all’ingresso da parte dei ceti sociali inferiori.
I tiranni impareranno presto a gestire il potere continuando a cercare il consenso popolare e questo avrebbe portato ad una sempre maggiore partecipazione popolare nella gestione della politica e della vita pubblica, e nel V secolo le tirannidi iniziano a trasformarsi in nuovi governi composti da più soggetti politici assumendo generalmente due modelli di riferimento, da una parte si afferma l’Oligarchia e dall’altra si afferma la Democrazia.

Nei governi oligarchici vi è un numero ristretto di soggetti politici, che è comunque maggiore rispetto alle tirannidi e alle monarchie assolute, in questo sistema di governo gli aristocratici mantengono i propri privilegi di casta, e partecipano al governo della polis con cariche a vita.

Nei governi democratici vi è una moltitudine di soggetti politici che avranno il compito di rappresentare il popolo, di fatto il potere è riconosciuto al popolo. Diversamente dall’oligarchia nei sistemi democratici, tutti i cittadini della polis, indipendentemente dalla propria classe di censo, possono partecipare all’assemblea primaria e al consiglio, i cui membri sono eletti oppure sorteggiati e le decisioni pubbliche sono prese a maggioranza popolare.

Queste due forme di governo che si sono sostituite alla tirannide non riusciranno a convivere tra loro e nelle guerre del Peloponneso ci sarà un duro scontro tra le polis democratiche guidate da Atene e quelle oligarchiche guidate da Sparta.

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