STORIA DELLA CINA – dai primi insediamenti alla nascita del primo impero cinese

L’età arcaica della Cina, come spesso accade quando si tratta di antiche civiltà, e in particolare del periodo in cui queste popolazioni non conoscevano ancora la scrittura, è avvolta da una fitta coltre di mistero e molto di quello che sappiamo dei primi millenni di storia cinese è derivato soprattutto da ricostruzioni archeologiche.

A complicare enormemente le cose una serie di incendi e di roghi che intorno al secondo secolo a.c. portarono alla distruzione di un enorme fetta della storia di quei popoli. Sul piano storiografico la cina ha una propria tradizione analitica che inizia proprio nel secondo secolo a.c. con Sima Quin, un autore che, secondo la tradizione, di continuare a fare il suo lavoro, scelse l’evirazione, aneddotica a parte, Sima Quin è noto principalmente per essere stato il primo “storico” cinese, e nelle sue opere avrebbe messo per iscritto secoli di tradizione orale, lasciando ai posteri un immensa raccolta documentaria per quanto riguarda l’età arcaica e questo fa di lui, l’Erodoto della storiografia cinese e proprio come Erodoto anche Sima Quin aveva una visione molto descrittiva della “storia”, nei suoi scritti da molto spazio anche a numerosi popoli stranieri, di fatto tracciando il profilo “internazionale” della Cina durante la sua epoca e nelle epoche passate.

Questa Mappa carta indica la divisione della cina arcaica introno alla metà del III secolo, i confini esterni rappresentano il confine dell’intera Cina arcaica

La narrazione di Sima Quin parte dal 3500 a.c. in un epoca che chiama dei tre augusti e cinque imperatori, si tratta di un epoca in cui storia e mitologia si intrecciano in maniera molto forte, analogamente a quanto accaduto in Egitto nell’età pre-dinastica e se si considera che la prima “dinastia” successiva a quest’epoca è quella Xia la cui presenza è attestata intorno al 2100.a.c. ci ritroviamo ad avere un età pre-arcaica di circa 1300/1400 anni.

In ogni caso, secondo la ricostruzione fornita da Sima Quin, è con la dinastia Xia, o meglio, il popolo Xia, poiché in questa fase non abbiamo una vera e propria casa regnante, nel senso “moderno” ed “europeo” del termine, la corona di fatto non ha un vero e proprio potere politico, ma il re è una figura più religiosa, di fatto il suo compito è relegato allo svolgimento di pratiche e cerimonie religiose, che nulla hanno a che fare con l’amministrazione politica delle città.

Durante la dinastia Xia secondo la tradizione si sarebbe sviluppata la prima forma di stato in Cina, ed è sempre in quel periodo che si sarebbero affermate le cariche di governo e si sarebbe consolidata la successione ereditaria secondo modalità che sarebbero giunte almeno fino alla fondazione del primo impero cinese, intorno al 220 a.c. con l’ascesa della dinastia Qin in seguito ad un lungo periodo di guerra civile e disordine militare. Comunque, tra il 2100 ed il 1600 circa, la dinastia Xia estende progressivamente il proprio potere lungo la valle del fiume giallo conquistando le regioni di Henan, Shandong, Shanix, Hubei e Hebei che più o meno corrisponde alla fascia centro settentrionale della cina, immediatamente a sud est della mongolia. La società cinese in questa fase ha un ordinamento molto vago, è presumibile che, vista la vicinanza con il fiume giallo, l’agricoltura fosse una delle attività principali, seguite dall’artigianato, e dall’allevamento.

Il racconto di Sima Quin sembra essere confermato da alcuni ritrovamenti archeologici nel sito di Erlitou, odierna Yanshi nella regione di Henan, probabile luogo di origine della civiltà Xia, in particolare il ritrovamento delle fondamenta di alcuni palazzi datati intorno al II millennio, sembrano essere la prova tangibile dell’avanzato livello di sviluppo sociale della società Xia, poiché per realizzare opere pubbliche o private di quella portata è necessaria la presenza di molti operai edili, uomini liberi o schiavi è indifferente, e questi operai in qualche modo devono essere nutriti e questo implica la presenza di una classe di contadini impegnati in un agricoltura non di sussistenza, dunque è necessario che vi sia un sistema fiscale di tassazione e un apparto amministrativo, entrambe identificative di un livello di sviluppo della società abbastanza avanzato.

Purtroppo la narrazione di Sima Quin non ci fornisce molte informazioni su come la dinastia Xia sia caduta in declino, e l’archeologia non è ancora riuscita a trovare indizi che possano spiegare cosa sia successo, quel che sappiamo è soltanto che, a partire dal 1600 circa e fino al 1040 circa, l’epicentro della civiltà cinese si sposta alla corte della dinastia Shang detta anche dinastia Yin che risiedeva nell’area nordorientale della Cina e che in questi sei secoli avrebbe controllato la valle del fiume giallo.

Come per il gli Xia anche il regno gli Shang hanno un economia basata prevalentemente sull’agricoltura, ma a differenza dei loro predecessori, sembra che in quest’epoca l’allevamento fu praticato in maniera molto più estesa, sappiamo inoltre che è durante durante la dinastia Shang che la società cinese compie due importanti passi in avanti, sul piano tecnico saranno i primi (in oriente) ad entrare nell’età delle leghe riuscendo a lavorare il bronzo, e come accaduto anche per sumeri ed egizi, il passaggio all’età del bronzo coincide con l’introduzione delle prime forme di scrittura e la produzione delle prime ceramiche ornamentali.
Secondo Sima quin, in quest’epoca la capitale fu spostata diverse volte e intorno al 1350 fu trasferita per l’ultima volta nella città di Yin-Xu, è molto probabile che questo cambio di capitale sia dovuto ad un cambio al vertice del potere e che la dinastie Shang e Yin siano in realtà due dinastie separate, come erano popoli separati Assiri e Babilonesi, se bene condividessero lingua e divinità, secondo altre ipotesi invece i due nomi indicano la prima e l’ultima capitale di questo popolo. Probabilmente non lo sapremo mai, ciò che sappiamo però è che il trasferimento della capitale portò molta fortuna al regno e gli ultimi due secoli sono considerati una sorta di l’età d’oro della dinastia Shang-Yin.
Nel 1056 in seguito alla battaglia di Muye sarebbe emersa la dinastia Zhou, un antico popolo, originario della parte più orientale del regno, che avevano sempre goduto di una certa autonomia territoriale e che, in un certo senso, per secoli era stato in lotta contro la dinastia regnante degli Shang-Yin, la rivalità tra i due popoli sarebbe svanita con la caduta di Shang nella battaglia di Muye, segnando così l’inizio di una nuova fase della storia cinese.

Il regno degli Zhou è considerato da alcuni il più longevo dei regni della cina arcaica, durato per oltre otto secoli, ovvero fino alla metà del terzo secolo, secondo altri invece, la frammentazione del regno a partire dal quinto secolo segnerebbe la fine della dinastia. In ogni caso, durante quest’epoca assistiamo alla massima espressione del classicismo cinese, il regno Zhou avrebbe dato i natali a personalità del calibro di Confucio e Laozi fondatori rispettivamente del confucianesimo e del taoismo, due culti filosofici che rappresentano le fondamenta di tutto il pensiero e la cultura cinese, un po come Socrate, Platone ed Aristotele rappresentano un importante tassello nelle fondamenta culturali dell’occidente europeo.

Come anticipavo poco sopra, negli ultimi due secoli il regno Zhou è tutt’altro che unito, e la dinastia si spezzerà in tre diversi stati indipendenti, questi saranno lo stato Han, lo stato Wei e lo stato Zhao e successivamente questi tre regni si sarebbero frammentati ulteriormente dando origine a sette principati, Han, Zhao, Wei, Yan, Qin , Qi e Chu, che sarebbero stati perennemente in guerra tra loro per oltre due secoli, ovvero dalla spaccatura dello stato Zhou fino al trionfo dei Qin su tutti e sette i regni. Questa fase di anarchia militare e instabilità politica è detta età dei regni combattenti e in seguito al trionfo dei Qin la Cina sarebbe stata riunificata e rivoluzionata con la creazione del primo impero cinese.

La divisione della cina tra i sette principati al tempo dei regni combattenti

Le tradizionali istituzioni gerarchiche e cariche politiche vengono stravolte e il re che fino a quel momento aveva assolto a compiti prevalentemente rituali, con l’ascesa dei Qin diventa il principale depositario del potere politico e militare.

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