Chi corregge Wikipedia ?

Quando nel 2001 nasceva il progetto di Wikipedia , ovvero quello di un’enciclopedia libera, accessibile a chiunque tramite internet e che desse la possibilità a qualsiasi utente di aggiungere, modificare, aggiornare e correggere le voci della suddetta, sembrava potesse nascere uno strumento rivoluzionario, ma la paura che quella stessa libertà portasse alla creazione “volontaria” di contenuti fraudolenti e non veritieri si diffuse forse più rapidamente della stessa enciclopedia.

A distanza di quasi 15 anni dalla sua fondazione wikipedia è un “istituzione” riconosciuta, un portale conosciuto ed utilizzato in tutto il mondo, ma lo spettro dell’inesattezza e la paura di errori, se bene in misura molto più contenuta rispetto ai primi anni, persiste e attecchisce sugli utenti più “esperti” e scettici della piattaforma.

Sono proprio gli addetti ai lavori, gli utenti regolarmente iscritti che non si limitano a consultare, ma che contribuiscono effettivamente alla realizzazione di contenuti il più accurati e corretti possibile, a dubitare dell’affidabilità del mezzo, innescando un meccanismo contorto in cui, i “correttori” più di chiunque altro, sono a conoscenza dei molteplici errori.

Recentemente, tra il 2014 ed il 2015 gli studiosi della University of Oxford hanno condotto una ricerca incentrata proprio sull’enciclopedia libera, la cui esistenza è molto cara agli studiosi britannici, al punto che, annualmente la Royal Society, organizza un’evento volto a risolvere lo squilibrio interno all’enciclopedia, promuovendone l’utilizzo da utenti attivi, e invitando alla individuazione e correzione degli errori.

Lo studio condotto ad Oxford e diretto dal professor Mark Graham si è occupato dell’individuazione dei suddetti “correttori”, detto più semplicemente, è stata effettuata una ricerca per individuare la nazionalità di quegli utenti che quotidianamente contribuiscono alla creazione e manutenzione di contenuti per il portale.

Terminata la raccolta dati, lo studio ha permesso la creazione di una “mappa culturale” individuando i paesi più attivi nell’opera di correzione degli articoli presenti sulla popolare enciclopedia. Questa mappa mostra un “occidente europeo” particolarmente attivo, con una top five di paesi tra cui anche l’Italia, particolarmente attenti, e al contrario, una quasi totale indifferenza registrata nel resto del mondo, per fare un’esempio, i Paesi Bassi, tra i meno attivi in europa, producono comunque più correzioni di quante non ne vengano effettuate in tutti i paesi dell’Africa.

Lo studio mostra in maniera estremamente chiara come la cultura su internet sia veicolata (in maniera non dissimile da altri mezzi di comunicazione) dall’occidente europeo.

Ovviamente lo studio tiene conto anche delle diverse possibilità di accesso ad internet, tenendo quindi in considerazione la quantità delle correzioni in rapporto alle consultazioni e non alla popolazione complessiva.

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