Avete scelto di essere audaci. Difenderò le speranze d’Europa

Grande fiducia nelle istituzioni internazionali e nella comunità europea, sembrano trasparire dalle parole del neoeletto presidente della repubblica francese Emmanuel Macron, che esordisce parlando di Audacia, si Speranza e di Europa.

“Avete scelto di essere audaci. Difenderò le speranze d’Europa”

Viviamo in un epoca in cui la fiducia nell’Unione Europea vacilla, e l’imminente uscita dall’unione della Gran Bretagna porta con se due soli possibili scenari, da una parte un effetto domino che nel giro di qualche anno potrebbe allontanare dalla comunità i paesi con un economia piu’ forte, uno su tutti la Francia, che, negli ultimi anni è stata una delle vittime privilegiate del terrorismo internazionale, e dall’altra parte, potrebbe verificarsi un consolidamento delle istituzioni europee, che avrebbero l’effetto di accelerare, o meglio, riportare a velocità ottimale, l’evoluzione comunitaria che, negli ultimi anni, ha subito un forte rallentamento, causato soprattutto dalla massiccia crisi economica, finanziaria e sociale, che, nell’ultimo decennio ha messo a dura prova anche i piu’ accesi sostenitori dell’Europa.

Già in passato, e in diverse occasioni, il “nazionalismo francese” incarnato soprattutto nella figura di Charles de Gaulle, ha rallentato la comunità europea, in alcuni casi, bloccando alcuni importanti progetti, di cui la rancia stessa era stata promotrice (come ad esempio la CED, la Comunità Europea per la Difesa) e in altre occasioni ha rallentato ed ostacolato il piu’ possibile, l’integrazione in alcuni settori commerciali che per Parigi erano considerati di vitale importanza per l’economia francese.

Marie Le Pen, sembrava incarnare quel Nazionalismo ed il suo partito sembrava rappresentare un ritorno a quel triste passato fatto di concorrenza e rivalità tra le nazioni europee, un passato in cui la Francia si scagliava “da sola” contro il mondo, temendo un rafforzamento dell’asse Londra-New York che avrebbe potuto creare un ineguagliabile polo economico/commerciale. Tuttavia, le recenti elezioni presidenziali si sono concluse positivamente per il candidato di centro sinistra Emmanuel Macron, sottolineando, almeno apparentemente, una rinnovata fiducia francese per nei confronti della comunità europea. Una fiducia francese che probabilmente deve un enorme tributo alla “sfiducia” britannica nei confronti della UE, manifestatasi lo scorso giugno con un referedum consultivo in cui è emersa un apparente volontà britannica di lasciare l’Europa, ma il Regno Unito, nonostante i suoi annunci, nonostante le sue decisioni, è ancora impantanata in una fitta rete burocratica, di cui sembra non volersi liberare, e che continua a tenere il paese legato all’UE.

La vittoria di Macron, che in campagna elettorale si è detto vicino alla comunità europea, ed ha dichiarato di voler mantenere gli impegni presi dalla Francia con la comunità europea, e continuare sulla strada dell’integrazione, nonostante l’elevatissimo livello di astensione, che ha raggiunto il picco piu’ alto dal 1969, negli anni quindi delle proteste e delle manifestazioni che seguirono la scia dei movimenti operai e studenteschi del sessantotto, con una Francia totalmente immersa in un anacronistico tentativo di mantenere vivo l’impero coloniale, che di fatto costava alla Francia piu’ di quanto non desse alla francia.

Il parallelismo tra l’ostinazione francese nel voler mantenere vivo l’impero coloniale negli anni sessanta, e quello odierno nel voler mantenere viva la comunità europea tuttavia è solo apparente, e se si guarda al 1969 è da tenere a mente che quelle elezioni furono vinte da Georges Pompidou, che subentrò alla presidenza di Charles de Gaulle.

Pompidou all’epoca rappresentò il cambiamento di rotta l’abbandono del nazionalismo francese e del gollismo, la rinuncia all’impero coloniale per puntare su qualcosa di nuovo e innovativo, Pompidou sarebbe stato un acceso sostenitore della nascente comunità europea, all’epoca costituita da diverse organizzazioni comunitarie quali la CECA, CEE, ecc. Ed è in questa fiducia di Pompidou per l’europa che vi è il reale parallelismo tra le elezioni del 1969 e quelle del 2017, ma il fatto piu’ interessante e allo stesso tempo “attuale” della presidenza di Pompidou avvenne nel 1972 quando il presidente francese propose un referendum che avrebbe permesso alla Gran Bretagna di entrare a far parte della comunità europea.

Fino a quel momento il Regno Unito si era mantenuto fuori dalle istanze comunitarie preferendo un legame piu’ solido con l’EFTA, organizzazione internazionale concorrenziale alla comunità europea, ma i risultati positivi che la comunità europea aveva ottenuto in pochissimi anni, nei vari settori in cui era impegnata, rappresentavano una ghiotta occasione per la monarchia britannica, e nel 1972 in seguito ad un referendum, fu concesso al Regno Unito di entrare a far parte della comunità europea, questo ingresso fu accolto a londra dalla promessa di una maggiore “autonomia” rispetto ad altri paesi che facevano parte della comunità, ma questa autonomia era suggellata da precise condizioni per un ipotetica uscita, uno scambio di condizioni tra Londra e Parigi che in quel momento parvero impopolari (in europa) e a tutto vantaggio di Londra, ma che, quarantacinque anni piu’ tardi, avrebbe permesso all’Unione Europea di mantenere una “linea dura” nei confronti della vicenda Brexit.

Il trionfo di Macron, unito all’attuale situazione geopolitica, unita alla necessità dell’europa di munirsi di una propria forza militare continentale, potrebbe rappresentare la scintilla in grado di riaccendere la miccia della sopracitata CED. Gli equilibri internazionali sono turbati dal dilagare di importanti minacce alla sicurezza globale, minacce che le istituzioni faticano per mancanza di risorse e volontà, a contrastare in maniera efficace, e la politica isolazionistica di Donald Trump oltreoceano, rischia di mettere in crisi l’alleanza atlantica, unica alleanza militare, esterna alle nazioni unite, sopravvissuta alla guerra fredda.

La NATO tuttavia ha un futuro incerto, e già da qualche anno (per non dire decennio), il suo ruolo nel mondo è imprecisato, al punto che, qualche tempo fa, il neoeletto presidente Trump l’ha definita “un organizzazione obsoleta”. In quell’occasione scrissi un post su facebook in cui evidenziavo le opportunità che l’Unione Europea avrebbe avuto, se, mostrandosi coesa, avesse approfittato dell’intento statunitense di ritirarsi “fuori dal mondo”. Recentemente tuttavia, il presidente Trump a rivisto la propria posizione nei confronti della NATO, probabilmente perché si è reso conto che allo stato attuale, essa rappresenta allo stesso tempo, uno scudo per l’europa ma anche, lo strumento con cui gli USA possono esercitare su scala globale la propria politica di potenza. Senza la NATO, la comunità europea non avrebbe piu’ il proprio “scudo” e si troverebbe nella condizione di dover provvedere “da sola” alla propria sicurezza, di fatto creando le premesse per la creazione di una Comunità Europea di Difesa, che, fino a questo momento è stata considerata come una “inutile doppio della Nato, ma senza l’America al suo interno“.

La comunità europea odierna rappresenta una “superpotenza” economica, finanziaria e commerciale,  ma non militare, e di fatto il monopolio della forza è nelle mani degli USA, ma se la comunità europea avesse una propria forza militare, come auspicato dagli stessi USA durante la Guerra Fredda, questi diventerebbe una superpotenza a tutti gli effetti, creando così un vero e proprio polo planetario, alternativo agli USA e all’allora URSS e oggi alla Cina. E se all’epoca, in un clima di tensione internazionale e di pace armata, questa possibilità (la nascita della CED) rappresentava un’opportunità positiva per gli USA, oggi è vista con maggiore diffidenza, poiché un Unione Europea militarmente autonoma, sarebbe sì, un alleato degli USA, ma anche, un suo potenziale rivale.

Fonti : 

Si tratta di un analisi storica di un fatto di cronaca, vi prego pertanto di non chiedetemi “le fonti” perché questa volta “non ce ne sono” o meglio, tutto quello che ho letto nella mia vita fino ad oggi, mi ha permesso di “trarre queste osservazioni”, di conseguenza, tutto quello che ho letto nella mia vita fino ad oggi sono le “fonti” di questo articolo, ma, non avendo “letto” nulla di specifico appositamente per scrivere questo articolo, vere e proprie fonti non ce ne sono.
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