Boudica, “the ultimate warrior queen”

“Era una donna molto alta e dall’aspetto terrificante. Aveva gli occhi feroci e la voce aspra. Le chiome fulve le ricadevano in gran massa sui fianchi. Quanto all’abbigliamento, indossava invariabilmente una collana d’oro e una tunica variopinta. Il tutto era ricoperto da uno spesso mantello fermato da una spilla. Mentre parlava, teneva stretta una lancia che contribuiva a suscitare terrore in chiunque la guardasse.”

Cassio Dione Cocceiano, storia romana

Il suo nome significa “vittoria”, sfidò Roma, è ricordata come una potente e carismatica regina.

Stiamo parlando di Boudica (conosciuta anche come Boadicea), eroina celtica che dopo un’umiliazione da parte dei romani decise di non abbassare la testa.

Gaio Giulio Cesare fu il primo a sbarcare in Britannia e l’invasione fu portata avanti da Claudio e poi Nerone, completata infine da Adriano che tra il 122 e il 128 d.C. vi costruì un muro di 117km (il noto vallo di Adriano), simbolo della potenza romana e finalizzato a mantenere l’ordine segnando i confini romani in Britannia.
Il console Gaio Giulio Cesare, dopo aver romanizzato la Gallia ed aver reso il Reno la sua frontiera est, puntò lo sguardo verso la Britannia; durante le campagne del nord era giunto sulle rive della Manica e sapeva per certo che esistesse una grande isola dal nome “Britannia”, abitata da barbari dai romani immaginati come feroci e paragonati ai Galli, sconfitti poco prima. L’interesse per quest’isola crebbe durante le campagne di Cesare in Gallia, ove si informò nel dettaglio sulle risorse presenti sul luogo: piombo, ferro, cuoio, oro, bestiame.

Cesare vide l’incursione in Britannia come la logica prosecuzione della sua campagna in Gallia, teme questi popoli descrivendoli come “orribili sul campo di battaglia”, dicendo che per rendersi anche più orribili hanno l’usanza di dipingersi la pelle di azzurro.

Nell’agosto del 55 a.C. la prima flotta romana approda sulle coste britanniche, al cospetto di migliaia di guerrieri riuniti sulla spiaggia ad attenderli. I bretoni vengono sconfitti ma non vinti definitivamente, Cesare ritirò le sue truppe in Gallia e l’anno seguente, nel 54 a.C. si ripresentò la stessa scena, riuscendo però a rendere le tribù del sud regni clienti di Roma.

Fu l’imperatore Claudio, appena salito al trono, a ritentarne la conquista, per dimostrare di essere superiore addirittura al grande Cesare: i britanni vennero sconfitti e l’imperatore Claudio fece il suo ingresso a Camulodunum (odierna Colchester) su di un elefante, la città divenne una fortezza di legionari. Il popolo di Britannia non era del tutto sottomesso, alcune tribù combatterono, altre divennero clienti dell’impero.

La prima tribù cliente a comprendere che Roma non sempre manteneva la parola data fu quella degli Iceni.

Ci troviamo a Norfolk, Inghilterra orientale, attorno al 60 d.C.: nata da una famiglia di nobili origini, addestrata dalle tribù celtiche anche nell’arte militare, Boudica fu data in sposa a Prasutago, eletto in seguito re della tribù degli Iceni. Ebbero due figlie, probabilmente nate pochi anni prima dell’invasione dei romani.

Secondo il testamento di Prasutago, marito di Boudica, alla sua morte il regno sarebbe stato ereditato da lei, le due figlie e l’Impero romano, come co-erede. Era usanza di Roma lasciare in vita ed indipendenti i regni clienti, a patto che lasciassero poi il regno in eredità all’Impero. Quando Prasutago morì, non riconoscendo l’eredità per linea femminile, il regno fu annesso come conquista dall’impero. Tutto fu conquistato e i nobili trattati da schiavi. Boudica non poteva accettarlo.

“Tanto il regno quanto la casata furono saccheggiati quasi fossero bottino di guerra”

Tacito

Con la morte del consorte ella si trovò in una posizione a dir poco pericolosa, Claudio aveva un accordo di clientela con il defunto marito ma non appena anche questo imperatore morì (avvelenato), salì al potere Nerone e fu guerra. I legionari romani giunsero in forze per acquisire il dominio assoluto e Boudica, dopo aver espresso dissenso per ciò che stava accadendo, dinnanzi a tutti venne frustata, le due figlie furono stuprate, da lì la vendetta accecò il suo giudizio.

Il proconsole romano Gaio Svetonio Paolino, governatore della Britannia, stava conducendo una campagna contro i druidi dell’isola di Anglesey (Galles settentrionale), in concomitanza a ciò Iceni e Trinovanti furono i primi a coalizzarsi e ribellarsi sotto la guida di Boudica, ora loro sacerdotessa, profetessa e condottiera, regina del popolo degli Iceni, ben intenzionata a farsi valere ed a vendicarsi sull’Impero.

Cominciò da Camulodunum (oggi Colchester) luogo pieno di risentimento contro Roma a causa del trattamento subìto (erano stati cacciati dalle loro case e resi prigionieri e schiavi).

“…e, per giunta, questa rovina venne ai romani da una donna, fatto che causò loro la più grande vergogna.”

Paolino non aveva sufficienti truppe per affrontare i ribelli e vennero rase al suolo anche Londinium (oggi Londra) e Verulamium (st. Albans), Boudica operò uccidendo chiunque incontrassero lungo il cammino.

La resa dei conti si ebbe con la nota battaglia di Watling, in Anglia orientale : i romani vinsero nonostante l’inferiorità numerica, a giocare a loro favore furono le loro abilità tattiche. I morti furono tantissimi, compresi donne e bambini giunti sul campo di battaglia per assistere dalle retrovie ad una schiacciante vittoria che, purtroppo, non arrivò mai. Boudica si suicidò, avvelenandosi pur di non cadere loro prigioniera e finire in schiavitù; delle figlie non è nota la sorte.

Questa battaglia segnò la conquista della Britannia da parte dell’Impero Romano e la fine della ribellione delle tribù che misero a dura prova Roma.

Un’enorme statua bronzea raffigurante la regina degli Iceni fu voluta dalla regina Vittoria, fu realizzata nel 1850 e la rappresenta in veste di guerriera su un carro trainato da due cavalli, brandendo una lancia, attorniata dalle figlie. Si trova a Westminster, a pochi passi dal Big Ben.

Boudica verrà ricordata come “prima regina d’Inghilterra”, anche se tecnicamente è un riconoscimento improprio, dato che non vi regnò affatto.

Bibliografia e fonti:
Tacito
Cassio Dione Cocceiano
www.historynet.com
f
otografie: https://www.flickr.com/photos/carolemage/7269459568/in/album-72157629895081514/

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