Chi sono Joseph e Aseneth ?

I personaggi di Joseph e Aseneth appaiono per la prima volta nella letteratura apocrifa tra al I secolo avanti cristo ed il I secolo dopo cristo, in un testo apocrifo, scritto in greco, dell’antico testamento. Si tratta di una sorta di espansione o ampliamento del testo della genesi, nel quale il faraone dà sua figlia Aseneth in sposa al sacerdote Joseph (personaggio presente anche nella letteratura canonica) e dal cui matrimonio sarebbero nati due figli chiamati Manasse ed Efraim che secondo la letteratura biblica sarebbe divenuto il primo re di Israele.

Guido_Reni_(Italian_-_Joseph_and_Potiphar's_Wife_-_Google_Art_ProjectIl mito è stato successivamente ripreso e rielaborato in ambito cristiano sul finire del V secolo, alimentando una delle visioni alternative e non canoniche del testo sacro.
In questa rielaborazione Joseph e Aseneth diventano Gesù di Nazareth e Maria Maddalena, i quali, proprio come nel testo “originale” si sposeranno ed avranno dei figli.

Nel testo risalente al V secolo tuttavia non si fa esplicito riferimento al parallelismo tra Joseph e Aseneth lasciando quindi all’interprete il compito di stabilire se effettivamente Joseph è il Giuseppe nipote di Abramo o invece si tratta di Gesù di Nazareth.

Testi sacri e apocrifi a parte, passiamo ora alla storia e alla scienza. Nel 2015 l’archeologo Aryeh Shimron sostenne di aver rinvenuto il sepolcro di cristo, luogo in cui, Gesù di Nazareth condivise la tomba con sua moglie, Maria Maddalena ed il loro figlio Judah. Questa scoperta ha riportato l’attenzione su un documento presente negli archivi del British Museum fin dal 1848, un frammento di papiro risalente al V secolo, di un autore sconosciuto, scritto in lingua siriaca, sul quale sarebbero presenti i nomi di Joseph e Aseneth, i quali, secondo un gruppo di ricerca, i quali sostengono che incrociando le radici aramaiche dei nomi e la giusta interpretazione, questi confermerebbero la tesi secondo cui Joseph e Aseneth sono in realtà Gesù e Maddalena.

GIUSEPPE E ASENETH

Se così fosse le basi della mitologia cristiana verrebbero messe in discussione, c’è però da sottolineare l’enorme rilevanza data all’interpretazione, utilizzata per creare ponti e connessioni tra il ritrovamento di un sepolcro familiare ed un documento nel quale si fa riferimento a due nomi che , nei fatti, non sono quello di Gesù ne di Maddalena.
Concludo dicendo che, la ricerca e l’analisi delle fonti storiche non è solo interpretazione, certamente riuscire ad interpretare correttamente una metafora o un allegoria, e riuscire a leggere tra le righe è molto importante, ma è altrettanto importante per uno storico non cedere alla tentazione di lasciar correre troppo la fantasia nel tentativo di dimostrare la propria tesi, mettendo in discussione una tesi “canonica”.

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La scoperta del sepolcro e gli studi sul testo di Joseph e Aseneth sicuramente molto importanti, e ci permetteranno in futuro di comprendere meglio le origini del cristianesimo ed affrontare in maniera più completa la lettura e l’analisi storica dei testi biblici, oltre che la letteratura cristiana prodotta nel V secolo. E che si tratti di una valida ed attendibile fonte storica, o di semplice letteratura poetica, il documento avrà sicuramente qualcosa da aggiungere, senza necessariamente andare stravolgere ciò che già conosciamo o crediamo di conoscere.

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