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Cintura di Castità Medievale, la vera storia del falso storico

La cintura di castità medievale è uno dei falsi storici meglio documentati, noi oggi sappiamo perfettamente che i cavalieri e nobili del medioevo, non costringevano le proprie donne ad indossare questo strumento, ma c’è qualcosa di strano nella sua storia, una storia controversa e ricca di contraddizioni, una storia giunta fino a noi attraverso la tradizione orale, e che forse, nasconde ancora qualche segreto.

Cerchiamo allora di capire cosa si nasconde dietro la cintura di castità, o meglio, dietro il falso storico della cintura di castità medievale.

Da quel che sappiamo, fatta eccezione per opere letterarie da cui non siamo in grado di capire se si tratti di un oggetto reale o solo di un elemento folkloristico e di fantasia, il più antico documento che fa riferimento alla cintura di castità, è il compendio di tecnologia militare contemporanea dell’ingegnere militare tedesco Konrad Kyeser dal titolo Bellifortis, del 1405.

Kyeser nel suo compendio fa riferimento ad uno strumento in metallo, che chiama Congegno Fiorentino e che, stando alle informazioni in suo possesso, era fatto indossare dai Cavalieri e Mercanti fiorentini, alle proprie donne, quando partivano per lunghi viaggi di affari o per la guerra. Il congegno descritto da Kyeser è una cintura di castità a tutti gli effetti, tuttavia, lo stesso Kyeser ci dice che non ne ha mai visto uno e che le sue informazioni si basano esclusivamente su quanto riportato oralmente da alcuni militari con cui ha avuto contatto.

Congegno Fiorentino, raffigurato nel Bellifortis di Konrad Kyeser, anno 1405.

Prima di Kyeser non abbiamo praticamente nessun riferimento storico alla cintura di castità o di altri strumenti con funzioni analoghe ma nomi diversi, dopo la “pubblicazione” del Bellifortis tuttavia, il congegno fiorentino, appare più frequentemente, oltre che nelle opere di fantasia, anche nelle cronache, tuttavia, questi riferimenti non sono accompagnati da alcun manufatto.

Detto più semplicemente, tutti ne parlano, ma nessuno ne ha mai visto uno.

A partire dal XVI e in modo particolare nel XVII iniziamo ad incontrare riferimenti ad altre cinture, con forme diverse da quella descritta da Keyser e che non sono legate alla città di firenze, in particolare, nel XVII secolo, incontriamo i primi manoscritti in cui si fa riferimento alla Cintura Veneziana.

Riproduzione del XIX secolo di una Cintura Veneziana del XVII secolo

Diversamente dal congegno fiorentino, la cintura veneziana è molto più leggera, meno ingombrante, secondo le fonti del XVI secolo, erano in cuoio e metallo, riprendendo uno stile molto simile a quello delle ipotetiche cinture di castità del mondo antico, che, secondo la tradizione orale, erano interamente in tessuto o al massimo in cuoio. Secondo le fonti del XVII secolo invece, le cinture fiorentine erano interamente in metallo.

In entrambi i casi, i due fori presenti sulla cintura, che avevano il compito di permettere a chi la indossava di urinare e defecare, erano “decorati” con una dentellatura che, oltre a donare una texture particolare alle feci, rendeva sconveniente ed estremamente doloroso, introdurre qualsiasi cosa, in entrambe le aperture.

Confrontando la cintura fiorentina e quella veneziana possiamo inoltre osservare che, la cintura fiorentina descritta da Keyser, non precludeva in alcun modo, eventuali pratiche anali, diversamente dal congegno veneziano.

Come per la cintura fiorentina però, anche della cintura veneziana, oltre a qualche riferimento letterario, non se ne hanno tracce e la più antica cintura di castità “medievale” mai ritrovata, che secondo la tradizione era appartenuta a Caterina de Medici, e che per molto tempo si è creduto essere una cintura del XVI secolo, in realtà, si è scoperto essere stata forgiata non prima del 1840.

Concludendo, la tradizione orale ci racconta di cinture diffuse in tutto il medioevo e in tutta europa, le fonti documentano una possibile diffusione di cinture, limitate alla zona di firenze, a partire dal 1405, praticamente l’ultimissima fase del medioevo, e la più antica cintura mai trovata, che secondo la tradizione risalirebbe all’età moderna, è una cintura del XIX secolo.

L’ipotesi più probabile è che, nel medioevo e probabilmente anche nel mondo antico, fossero in uso si delle cinture di castità, ma che queste, avessero un ruolo prevalentemente simbolico, probabilmente delle fasce in cuoio o in tessuto, oggetti che non avevano alcun potere costrittivo su chi le indossava e anzi, che molto probabilmente potevano essere “sfilate” come delle comuni, moderne mutandine, tuttavia, nel XIX secolo, il desiderio di dipingere il mondo medievale come primitivo e la richiesta di oggetti di antiquariato da parte dell’alta borghesia, ha portato mercanti d’arte e artigiani, a produrre e forgiare falsi oggetti antichi, così da soddisfare la richiesta di antiquariato proveniente da un mondo ormai perduto.

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