Di Battista cita Mussolini… ma la citazione è FALSA

“Attenzione al pericolo giallo”, così scrive Vittorio Di Battista, padre dell’ex deputato M5S Alessandro di Battista, in un suo post, in cui attribuisce la paternità di queste parole all’ex dittatore italiano Benito Mussolini.

Di Battista senior, a proposito dell’emergenza coronavirus, ha scritto su facebook

LA PROFEZIA. 
"Attenzione al pericolo giallo. Nei prossimi decenni ci dovremo guardare dall'espansionismo cinese. Invaderanno il mondo con la loro smisurata prolificità, con i loro prodotti a basso costo e con le epidemie che coltivano al loro interno".
Benito Mussolini, discorso di saluto a Galeazzo Ciano, nominato rappresentante italiano a Shangai. Discorso pronunciato a Roma nel 1927, anno V° EF. E mo? E mo, Speranza…

Con queste parole, il fascista più liberale conosciuto da Alessandro di Battista lascia intendere una profetica visione di Mussolini con la quale il duce degli italiani, non solo avrebbe “previsto” l’espansione economica cinese, ma anche l’epidemia di corona virus.

Nel suo post Di Battista Senior ci fornisce anche un indicazione ben precisa del momento in cui Mussolini avrebbe pronunciato quelle parole. Il discorso di saluto a Galeazzo Ciano, nominato rappresentante italiano a Shangai, nel 1927.

Comparando questa informazione con con il percorso diplomatico di Ciano notiamo alcune incongruenze.

Nel 1927 Ciano non si trovava a Shangai, ma a Pechino dove era stato inviato come segretario di legazione, alle dipendenze dell’ambasciatore Daniele Varè. In quell’occasione Ciano era poco più di un semplice funzionario statale, di basso livello, e il suo legame con Mussolini era prevalentemente privato e dovuto alla relazione sentimentale con Edda Mussolini, figlia del duce. Non vi è peraltro traccia (come è normale che sia) di un discorso pubblico di saluto a Ciano nel 1927.

Già questo sarebbe sufficiente per etichettare la citazione fatta da Vittorio di Battista a Mussolini, come falsa o inesatta. Vi è però una fase della carriera di Ciano in cui il diplomatico fascista è stato effettivamente a Shangai, e alla sua partenza vi è stato un saluto pubblico da parte del Duce, ovvero, nel tra il maggio del 1930 e il luglio del 1933.

Nel maggio del 1930 Galeazzo Ciano venne nominato Console italiano a Shangai, e partì, insieme alla consorte, Edda Mussolini, figlia di Benito Mussolini, a pochi giorni dal proprio matrimonio, avvenuto il 24 aprile 1930. In occasione della loro partenza, il duce tenne un discorso pubblico in cui salutava il nuovo console, non tanto in funzione del proprio ruolo diplomatico, ma quanto più perché marito di Edda. In questo discorso Mussolini si rivolge soprattutto alla coppia, e non affronta questioni politiche.
L’anno successivo Ciano venne trasferito da Shangai a Pechino, dive ottenne l’incarico, nel 1931, di Ambasciatore Plenipotenziario a Pechino.

Continua a non esserci traccia, nei discorsi di Mussolini, al “pericolo giallo” citato da di Battista.

Facendo un passo in dietro, e andando a ricercare tra i documenti della Camera, scopriamo però che, il 26 Maggio 1927, Mussolini tenne un discorso alla Camera dei Deputati, oggi noto come “Discorso dell’ Ascensione“, in cui, affrontando, tra le altre cose, il tema della sanità e della salute pubblica, Mussolini pronunciò le seguenti parole:

[...]Sotto la diretta sorveglianza degli organi della Sanità pubblica si sono derattizzati novemila bastimenti, cioè si sono uccisi quei roditori che portano dall'Oriente malattie contagiose: quell'Oriente donde ci vengono molte cose gentili, febbre gialla e bolscevismo. [...] 

Questo discorso è molto celebre, perché è il punto di origine del mito per cui Mussolini avrebbe sconfitto la Mafia, in quanto, in questo stesso discorso, Mussolini presenta i numeri relativi ad alcuni interventi statali e di polizia, grazie ai quali, un elevato numero di “delinquenti associati” sono stati individuati e arrestati. Ma questa è un altra storia.

Il discorso dell’ascensione è l’unico discorso, pronunciato da Mussolini nel 1927, in cui si fa un esplicito riferimento all’oriente, e alle “malattie” provenienti dall’oriente. Non vi è però, alcuna connessione, tra questo discorso e la nomina di Ciano a Console a Shangai o di Ambasciatore a Pechino, e la frase, messa tra virgolette da Vittorio di Battista, non è mai stata pronunciata da Benito Mussolini.

Si tratta quindi di una Falsa Attribuzione, probabilmente il frutto di una distorta interpretazione del discorso dell’ascensione, dal quale sono stati estrapolati alcuni concetti, quali la diffidenza e la preoccupazione espressi da Mussolini nei confronti della Cina, per poi adattare quei concetti alla quasi contemporanea partenza di Ciano per la Cina.

Fonti:
V.Moccia, La Cina di Ciano, La diplomazia fascista in estremo oriente
G.Ciano, I diari di Ciano: Testi originali
G.B.Guerri, Galeazzo Ciano, Una Vita(1903-1944)
B.Mussolini, Discorso dell’ascensione presso la Camera dei Deputati, 26 maggio 1927

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