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Gli articoli che hanno rotto il cazzo, secondo la scienza.

è ufficiale, lo disce la scienza, gli articoli che nel titolo dichiarano che lo dice la scienza, per poi non presentare reali argomentazioni scientifiche, hanno rotto il cazzo.

In effetti è proprio la frase “lo dice la scienza” che ha rotto il cazzo, principalmente perché non è vero, non lo dice la scienza, la scienza è muta, non parla, non si esprime, chi parla, chi scrive, chi si esprime non è la scienza, e se vogliamo essere pignoli, non sono neanche gli scienziati, quelli con il camice bianco, asiciali oltre ogni limite, esperti in qualsiasi cosa tranne che nelle relazioni umane, e nel prendersi cura delle proprie piante, come dimostra la pianta grassa morta da dodici anni sulla loro scrivania. Questo perché gli scienziati così descritti in realtà non esistono.

La scienza, non è una scienza unica e univoca, a meno che non mi sia perso il momento in cui è stata dimostrata la teoria del tutto, ma, a quanto ne so, quel momento è ancora lontano dall’essere.

Prendiamoci un attimo e cerchiamo allora di capire che cos’è la scienza e cosa la scienza dice e cosa non dice, ma soprattutto cerchiamo di capire la scienza, qualunque cosa essa sia, come si esprime e attraverso chi e quali strumenti comunica al mondo.

Come dicevo, la scienza non è una scienza unica e univoca, esistono infinite scienze diverse tra loro, ma per comodità, e un po’ di pigrizia, tendiamo ad accumulare sotto la macrocategoria scienza e scienziati, qualunque cosa abbia a che fare, in un modo più o meno diretto, con il metodo scientifico, avete presente? quello formulato ufficialmente da galilei e perfezionato da mille altre persone prima e dopo di lui.

Il metodo scientifico è ciò che si trova alla base delle scienze, ed è l’elemento più ampio e generico, che indica fondamentalmente il metodo di lavoro degli scienziati. Possiamo quindi dire che , in un certo senso, chi su approccia ad un problema utilizzando il metodo scientifico è uno scienziato. Volendo essere pignoli e scrupolosi, potremmo dire che questa affermazione non è del tutto esatta, e vi sono innumerevoli persone che, quotidianamente, nel proprio lavoro o nella propria vita, applicano il metodo scientifico, magari inconsciamente, ma questo non rende loro degli scienziati, degli uomini di scienza.

Per quanto possa voler bene al mio pizzaiolo di fiducia, il fatto che lui, prima di mettere sul menù una nuova pizza, teorizzi il sapore che potrebbe avere una certa combinazione di ingredienti, la sperimenti e dopo alcuni tentativi e qualche errore, arrivi a definire la pizza che poi metterà in commercio, di fatto applicando il metodo scientifico alla creazione di una nuova pizza, non lo rende uno scienziato, lo rende un ottimo pizzaiolo, non a caso è il mio pizzaiolo di fiducia, ma, con tutto il rispetto e la stima che posso provare per lui, ciò non lo rende un biologo, ne un chimico organico o un ingegnere della pizza.

La scienza, quella vera, necessita di alcuni passaggi aggiuntivi necessari affinché possa essere ritenuta tale. Ed uno di questi passaggi, anche se molti non sono d’accordo, è la competenza dell’uomo di scienza.

Prendendo ancora ad esempio il nostro pizzaiolo, lui è estremamente competente in quella che possiamo definire “scienza gastronomica”, e questa competenza pratica, oltre che teorica, sviluppata attraverso lo studio di libri, manuali, o attraverso la sperimentazione, è il primo passo, insieme alla sperimentazione stessa, che il nostro pizzaiolo può compiere verso la trasformazione da un comune puzzaiolo ad un pizzaiolo di scienza.

Il nostro pizzaiolo, per essere un uomo di scienza deve quindi acquisire ed accumulare conoscenze e competenze specifiche per il proprio settore, affiancarle al metodo scientifico, e in fine, dare in pasto al pubblico le proprie scoperte, che nel suo caso sarà letterale come passaggio visto che le sue scoperte saranno probabilmente ricette e il modo in cui il mondo avrà esperienza delle sue scoperte sarà assaporando le sue pizze.

Ed è qui, che avviene l’acclamazione a scienziato, qualunque cosa significhi questa parola.

La competenza, la sperimentazione, la produzione di risultati ecc infatti da soli non bastano ancora, e il nostro pizzaiolo, per essere riconosciuto come scienziato della pizza ha la necessità che altri esperti nel suo settore e nei settori complementari, ne riconoscano il valore, e la credibilità, insomma, è necessario che altri pizzaioli dicano che la sua pizza è buona, ma non solo, è necessario anche che esperti nutrizionisti dicano che la sua pizza è sana, ecc ecc ecc.

A queto punto, quando la sua pizza sarà riconosciuta valida dal mondo scientifico, sia accademico che privato, il nostro pizzaiolo potrà essere riconosciuto a sua volta come uno scienziato, e in quel caso, parlando della sua pizza e citando gli studi fatti dal pizzaiolo, i suoi esperimenti riusciti e falliti, alla luce del riconoscimento “accademico”, potremmo asserire che la scienza dice che la sua pizza è buona e sana, o quello che vi pare.

Il punto è che, quando la scienza parla, quando la scienza si esprime, lo fa in un modo e in un modo soltanto, ovvero attraverso la pubblicazione di studi e ricerche riconosciuti da altri esperti nel settore, ai quali magari, chi ha compiuto determinate ricerche, sta anche un po’ sul cazzo.

Questo riconoscimento generalmente avviene attraverso quelle che in gergo vengono definite “review”, una sorta di recensioni o revisioni, che vengono pubblicate da altri “scienziati”, su una o più riviste, e sono queste “review” la vera voce della scienza, l’elemento cardine che costituisce e compone la comunità scientifica.

Per ogni settore esistono innumerevoli sottocategorie estremamente specifiche e centinaia di riviste più o meno specifiche.

Nel caso del nostro amico pizzaiolo, una rivita di settore potrebbe essere una rivista sulle pizze, su cui scrivono solo pizzaioli, in cui il nostro pizzaiolo ha pubblicato un suo studio sulla lievitazione, sui lieviti e i tipi di farina da utilizzare, o qualsiasi altra cosa. Ma potrebbe anche essere una rivista molto pià specifica, che si occupa esclusivamente di tecniche di lievitazione, e sulla quale non scrivono solo pizzaioli ma anche fornai, panettieri, pasticcieri ecc.

Tornando alle origini, perché secondo la scienza gli articoli che dicono “lo dice la scienza” hanno rotto il cazzo ?

Semplice, perché la maggior parte degli articoli che hanno un titolo del genere, non presentano al proprio interno nessuno degli elementi sopracitati.

Non si basano su articoli, studi, ricerche, e quando lo fanno, non citano gli autori della ricerca ne dove è stata compiuta la ricerca, insomma, parlano a caso di un qualcosa, dicendo che un ipotetico scienziato, da qualche parte nel mondo, ha fatto una ricerca di cui comunicano i risultati la cui attendibilità, è prossima allo zero, insomma, è come se il mio pizzaiolo di fiducia pubblicasse un articolo sulla fusione nucleare.

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