I processi di Norimberga tra vincitori e giustizia

I processi post-bellici sono spesso utilizzati dai vincitori come strumento di pressione sugli sconfitti, per proseguire la guerra ben oltre il cessate il fuoco, ne abbiamo parlato in un articolo sulle nuove guerre e voglio parlarne in maniera più approfondita in questo articolo riguardante i processi di Norimberga.

Durante i processi di Norimberga, sul piano giuridico, vi furono molte irregolarità, a partire dal fatto che sotto la veste della corte internazionale vi fosse in realtà un classico tribunale dei vincitori sui vinti e che furono introdotte nuove leggi per punire vecchi crimini le cui dimensioni erano diventate troppo grandi per essere punite secondo i canoni tradizionali, tuttavia, questo procedimento ha portato ad un contraddittorio giuridico che fece venir meno uno dei principi fondamentali del diritto, la non retroattività dei crimini, creando un precedente pericoloso nel mondo che si andava a costruire da quel momento in avanti.

Finita la seconda guerra mondiale con la sconfitta del Terzo Reich da parte delle Nazioni Unite (meglio note come Alleati), ovvero Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito, fu costituito un tribunale internazionale nella città di Norimberga. Norimberga fu scelta per il suo valore simbolico in quanto era una delle città più iconiche del Reich ed era una delle città simbolo della dittatura nazista, inoltre era la città in cui, nel 1935 in occasione del 7° raduno nazionale del partito Nazista, furono varate la “legge per la protezione del sangue e dell’onore tedesco” (RGBl. I S. 1146), la “legge sulla cittadinanza del Reich” (RGBl. I S. 1146) e la “legge sulla bandiera del Reich”, note al mondo come le leggi di Norimberga.

Tavola illustrata del
Tavola illustrata del Blutschutzgesetz (Leggi sulla purezza della razza) del 1935

Il tribunale militare, costituito dagli alleati a Norimberga si proponeva al mondo come una corte internazionale, giusta e imparziale che tuttavia si componeva esclusivamente di membri delle potenze vincitrici della guerra, configurandosi de facto come un vero e proprio tribunale dei vincitori.

History Fact:


Inizialmente fu scelta la città di Berlino (presidiata dall’Unione Sovietica) come sede del Tribunale Militare Internazionale, successivamente si decise di svolgere i processi a Norimberga pur mantenendo la sede del TMI a Berlino.
Le principali ragioni per cui i processi si svolsero a Norimberga e non a Berlino sono le seguenti:

1) Norimberga era situata nel settore statunitense di competenza degli USA in base a quanto stabilito durante la conferenza di Potsdam (in cui i territori del terzo Reich furono divisi in quattro settori controllati dalle nazioni vincitrici, USA, UK, URSS e Francia).
2) Il palazzo di Giustizia di Norimberga era molto spazioso e quasi completamente illeso dai bombardamenti, era uno dei pochi edifici presenti in Germania a non essere stato distrutto, inoltre ospitava al proprio interno un grande prigione.
3) Norimberga era stata riconosciuta dalle potenze alleate e dallo stesso popolo tedesco come la città delle “Celebrazioni del Partito del Reich” (Reichsparteitag), aveva quindi un grande valore simbolico per la storia tedesca e svolgendo lì i processi, si volle rendere Norimberga come la sede della sconfitta finale del partito nazista.

Le quattro principali potenze vincitrici della guerra, Francia Regno Unito, Stati Uniti e Unione Sovietica, nell’organizzare il tribunale stabilirono che ognuno dei vincitori avrebbe nominato due giudici, uno principale ed un sostituto, e furono nominati due procuratori, che avrebbero avuto il compito di giudicare e punire i criminali di guerra del terzo Reich.

Elenco dei Giudici:


Geoffrey Lawrence (britannico, giudice principale e presidente)
Norman Birkett (britannico, sostituto)
Henri Donnedieu de Vabres (francese, giudice principale)
Robert Falco (francese, sostituto)
Francis Beverley Biddle (statunitense, giudice principale)
John Parker (statunitense, sostituto) 
Iona Timofeevič Nikitčenko (sovietico, giudice principale)
Aleksandr Fëdorovič Volčkov (sovietico, sostituto)
Robert Houghwout Jackson (statunitense, procuratore)
Hartley Shawcross (britannico, procuratore).

Già dalle premesse il tribunale di Norimberga appariva come un tribunale politico, sembrava più un tribunale dei vincitori volto a proseguire in aula la guerra, più che un tribunale internazionale volto a fare giustizia, fu tuttavia concesso agli imputati che non vollero ricorrere ad un avvocato difensore privato, di poter disporre di un avvocato “d’ufficio”, e vista l’entità e la portata delle imputazioni e dei capi d’accusa, la vita degli avvocati difensori non fu semplice e in previsione degli anni a venire, avere nel proprio curriculum la difesa di un ex gerarca nazista di sicuro non avrebbe giovato agli affari. Ad ogni modo, i processi si svolsero con una certa regolarità, in quell’aula di tribunale era presente il mondo intero, tutti aspettavano la sentenza e nessuno si aspettava assoluzioni o perdoni, possiamo anzi dire che l’esito dei processi di Norimberga era già scritto prima ancora che si iniziasse a pensare a Norimberga, prima ancora che si iniziasse a pensare ai processi, tuttavia fu necessario realizzare uno show internazionale e svolgere un regolare processo farsa.

Se da una parte l’esito dei processi non sorprende, non sorprende la severità con cui furono puniti gli imputati e non sorprendono le condanne emesse, ciò che sorprende è il modo in cui si giunse a quelle sentenze, poiché a Norimberga non si fece ricorso a leggi vigenti in Germania, anche perché secondo la legge tedesca del terzo Reich i nazisti avevano agito nel pieno della legalità, ne si fece ricorso ai codici militari statunitensi, francesi, britannici o sovietici, nei quali erano previste punizioni per i crimini commessi dai nazisti durante la guerra, tuttavia i vari codici militari e civili prevedevano pene differenti per lo stesso crimine e in quel determinato contesto politico utilizzare un codice penale anziché un altro aveva un enorme peso politico, gli statunitensi non volevano che venissero applicate le norme statunitensi, i sovietici le norme sovietiche, i francesi volevano che i criminali nazisti fossero privati dello stato di diritto e messi fuori dalla legge, ma mentre si dibatteva e si discuteva per decidere cosa fare c’era la necessità impellente di processare, giudicare e punite i criminali tedeschi e allora si trovò una soluzione “alternativa” particolarmente originale, si decide di fare ricorso alle norme internazionali contro la pirateria, definendo così i criminali nazisti come hostis generis humani, nemici del genere umano, e partendo da questo principio si costruirono nuove leggi per punire vecchi crimini che avevano raggiunto una dimensione tale da rendere sproporzionata ogni possibile condanna tradizionale.

Nacque così il concetto di crimini contro l’umanità e fu stabilita la natura retroattiva delle norme volte a perseguire e punire i criminali che si erano macchiati di quei crimini. I crimini contro l’umanità erano nati nel 1946 ma si applicavano a chiunque, o quasi, si applicarono agli sconfitti, si applicarono a Norimberga prima e Tokyo poi.
La natura retroattiva di queste norme che si applicavano quindi a crimini commessi prima che quelle stesse leggi stabilissero l’esistenza di quei crimini, ha rappresentato una problematica etica e giuridica, da una parte si sentiva la necessità di punire quelli che il mondo intero riconosceva come crimini, tuttavia erano crimini senza precedenti erano crimini compiuti nel rispetto della legge e della legalità dello stato in cui erano stati compiuti, ed era difficile decidere come comportarsi. Il mondo chiedeva giustizia, le vittime chiedevano giustizia ma il confine tra giustizia e vendetta era molto sottile, quasi impercettibile e per molti era difficile concepire una giustizia ottenuta violando le leggi.

Alla fine comunque si decise di rendere effettivamente retroattive quelle nuove norme e di punire i criminali nazisti sulla base di un neonato diritto internazionale che in quell’occasione sarebbe stato retroattivo.
questa decisione produsse condanne importanti, molti furono condannati a morte, altri all’ergastolo, altri ancora furono condannati a scontare 20 e 10 anni di carcere e solo pochissimi imputati alla dei processi fine furono assolti.

I sette condannati da pene detentive (dai dieci anni al carcere a vita) dalla corte militare internazionale di Norimberga, furono trasferiti nel 1947 nel carcere di Spandau dove avrebbero scontato la propria condanna.

Il primo a varcare in uscita i cancelli di Spandau fu Konstantin von Neurath, condannato a 15 anni di detenzione e rilasciato per motivi di salute nel 1954,  von Neurath morì 2 anni più tardi, nel 1956, e sempre per motivi di salute, nel 1955 Erich Raeder lasciò la prigione nonostante la sua condanna a vita. Nel 1956 fu il turno di Karl Dönitz, uscito dal carcere dopo aver scontato per intero la propria condanna a 10 anni di detenzione e l’anno dopo, nel 1957 a lasciare la prigione fu Walter Funk, condannato al carcere a vita e uscito anch’esso per ragioni di salute.
Gli ultimi due prigionieri a lasciare Spandau furono Albert Speer e Baldur von Schirach, entrambi condannati a 20 anni di detenzione ed entrambi rilasciati nel 1966 una volta scontata la pena.
L’unico condannato a vita che non avrebbe mai lasciato fu Rudolf Hess, che scontò la sua pena fino al 1987, anno della sua morte in carcere.

History Fact:


Rudolf Hess è stato l’unico detenuto del carcere di Spandau per più di 20 anni e dopo la sua morte il carcere fu demolito

Fonti :
L.Baldissara, P.Pezzino, Giudicare e Punire
R.H. Jackson, Il tribunale dell’umanità. L’atto di accusa del processo di Norimberga
C.Schmitt, Risposte a Norimberga
D.Zolo, La giustizia dei vincitori, da Norimberga a Baghdad

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