La guerra aerea

Durante la seconda guerra mondiale l’aviazione militare e civile giocheranno un ruolo decisivo per le sorti del conflitto. Basti pensare al ruolo importantissimo che ebbero compagnie come Pan American World Airways, meglio nota come Pan Am, nella gestione, l’organizzazione ed il trasporto di rifornimenti alle truppe alleate impegnate in europa, o ancora, gli innumerevoli bombardamenti, ricognizioni e raid aerei che divennero centrali nel secondo conflitto mondiale. Certo, avevano già fatto la propria apparizione durante la prima guerra mondiale, ma è nella seconda che raggiungeranno la piena efficienza distruttiva che sarebbe culminata nello sgancio delle due bombe atomiche sul Giappone, il 6 ed il 9 agosto del 1945 sulle città di Hiroshima e Nagasaki, la cui esplosione avrebbe segnato definitivamente la fine del conflitto anche sul fronte del pacifico.

Già negli anni venti il teorico della guerra italiano, Giulio Douhet, avanzava l’idea che l’aviazione rappresentasse l’arma definitiva, la cui centralità nei conflitti sarebbe dovuta andare crescendo progressivamente. Nelle sue pubblicazioni, molto apprezzate in tutto il mondo, Douhet teorizzò un ampliamento dei poteri dell’aviazione, fino a diventare l’unica forza armata di un paese, mentre esercito terrestre e marina militare avrebbero fatto da supporto logistico e strategico, e questo perché allora come adesso, i costi per difendersi dall’aviazione sono estremamente più alti dei costi necessari al mantenimento della stessa aviazione.

Tra e teorie più apprezzate di Douhet, fu particolarmente apprezzata l’idea del bombardamento strategico e preventivo delle città nemiche, questa linea d’azione sarebbe stata largamente applicata a partire dalla seconda metà della seconda guerra mondiale, con incessanti bombardamenti “terroristici” da parte di RAF e USAF sulle città Italiane, Francesi, Tedesche e Giapponesi e sulla stessa linea l’attacco giapponese alla base navale di Pearl Harbor alle Hawaii (USA).

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La spirale di violenza causata dall’uso massiccio dei bombardamenti culmina nei più massicci e distruttivi bombardamenti di cui si abbia traccia nella storia, e l’utilizzo della bomba atomica da parte dell’aviazione degli stati uniti d’america nei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, dando vita ad un nuovo modo di percepire la guerra.
Una percezione che era andata mutando progressivamente negli ultimi conflitti mondiali, che, con strategie e mezzi totalmente nuovi, avevano prodotto fin dalle guerre Napoleoniche, un sempre maggiore coinvolgimento della popolazione civile che, nella seconda guerra mondiale, per la prima volta nella storia, avrebbe contato un numero di vittime, immensamente superiore alle vittime militari, e questo senza contare le vittime dell’olocausto e dei vari deportamenti avvenuti in europa e non solo, che andrebbero ad alzare ulteriormente l’asticella delle vittime civili.

Alla base dei bombardamenti terroristici, vi era un altra teoria/intuizione di Giulio Doueth, ovvero, la convinzione, dimostratasi esatta che un maggiore coinvolgimento dei civili nel conflitto avrebbe garantito una vittoria più rapida, poiché questi, diversamente dai militari, i civili hanno una minore resistenza e preparazione, e quindi, più semplicemente e con meno risorse possono essere piegati e spinti alla resa.

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Questa condotta, poco rispettosa dei codici e dell’etica militare, era giustificata, in linea teorica, e del tutto priva di una qualche legalità, dalla missione che i nemici dell’asse si erano dati, ovvero sconfiggere il male assoluto rappresentato da Hitler ed i suoi alleati, ivi compreso l’imperatore del Giappone Hirohito.
Questi uomini rappresentavano, agli occhi degli alleati, il male assoluto, erano l’incarnazione della crudeltà e se fossero riusciti a vincere la guerra, allora il mondo sarebbe sprofondato in un vortice oscuro che avrebbe divorato la libertà e l’anima di ogni essere umano sul pianeta.

 

Il compito degli alleati era impedire una simile deriva tenebrosa, per fare ciò sarebbero ricorsi ad ogni mezzo a loro disposizione, e quando il progetto manhattan fu ultimato e gli stati uniti d’america entrarono in possesso della prima bomba atomica, non esitarono ad utilizzare quell’arma dalla potenza smisurata.

Così, il 6 ed il 9 agosto del 1945, rispettivamente sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, furono sganciati il primo e l’ultimo ordigno nucleare mai utilizzati in un conflitto armato.
Gli effetti distruttivi sul corpo e sulla mente dei coinvolti avrebbero mutato per sempre gli equilibri di potere su scala globale, e si sarebbe inaugurata una nuova era per l’umanità. Il mondo era entrato a tutti gli effetti nell’epoca del nucleare, dove il flash accecante del’ordigno atomico, genera ombre più oscure che mai.

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Con l fine della seconda guerra mondiale il volto della guerra è cambiato per sempre, non si tratta più di uno scontro diretto tra eserciti, così come lo era stato per secoli, la guerra diventa a tutti gli effetti terroristica. Tutte le parti concorrono alla supremazia attraverso la paura utilizzata su più livelli e con armi e mezzi differenti.
Obbiettivo privilegiato dei nuovi conflitti inaugurati dai bombardamenti terroristici culminati nei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, sarà la popolazione civile che meno di chiunque altro, sarà in grado di difendersi da un attacco a sorpresa, sia questo un attacco aereo, un autobomba o un cecchino che spara sulla folla.

Commenti

Nagasaki, 9 agosto 1945

Il 9 agosto 1945 l’aviazione militare degli stati uniti d’america sganciò la seconda ed ultima bomba atomica sul Giappone. Ore 8:45 a.m. […]

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