La Seconda Guerra persiana

Alla morte di re Dario, il figlio Serse diventò nuovo re di Persia, ed organizzò subito una nuova spedizione in Grecia, che avrebbe dato inizio alla seconda guerra persiana, questa volta la campagna era finalizzata a conquistare tutta la Grecia. A tale scopo furono Inviati dei rappresentanti alle varie Polis per invitare i governanti ad arrendersi e sottomettersi al grande impero persiano, solo ad Atene non furono inviati rappresentanti, poiché era già deciso che Atene sarebbe stata distrutta. Nella città di Sparta i rappresentanti persiani vennero uccisi. A questo punto Serse cominciò effettivamente ad organizzare l’esercito per la spedizione, dall’altra parte, le Polis Greche si allearono per fronteggiare il nemico comune.

Stando ad Erodoto, Sparta ed Atene non riuscivano a mettersi d’accordo sulla strategia da utilizzare, Sparta premeva infatti per degli scontri via terra, in quanto l’elite delle forze congiunte era rappresentato dall’esercito spartano, Atene premeva invece per degli scontri navali, in quanto il grosso della flotta era costituito da navi Ateniesi.

Alla fine si decise di tentare, per la seconda guerra persiana, uno scontro terrestre, Leonida re di Sparta, ed i soldati d’elite Spartani si posizionarono presso le Termopoli, mentre il resto dell’esercito greco si preparava agli scontri. La flotta greca era di stazza nella baia di Oreo, e quasi contemporaneamente, si combatterono le battaglie navale nel canale di Oreo e delle Termopoli.

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Alle termopoli dopo tre giorni di combattimento, i persiano riuscirono ad aggirare il blocco spartano e ad accerchiare Leonida, sconfiggendolo. La battaglia navale non ebbe un esito diverso, ed i greci ricevettero una pesante sconfitta, ma vista la natura più piccola ed agile delle trireme rispetto alle navi persiane, la flotta riuscì a mettersi in salvo.

Plan GA3

Superate le termopoli, i persiani avevano la strada spianata per raggiungere Atene, Temistocle decise di far evacuare Atene, facendo rifugiare la popolazione sulla vicina isola di Salamina. I persiani raggiunsero Atene, la saccheggiarono e la diedero alle fiamme, successivamente la flotta persiana fu attirata nella rada di Salamina, dove con un imboscata la flotta greca riuscì ad avere la meglio sulla flotta persiana, sfruttando le natura impetuosa delle correnti della baia, la scarsa manovrabilità delle navi persiane, e la superiore velocità ed agilità delle trireme.

Serse assiste alla battaglia conclusiva della seconda guerra persiana, uno scontro navale svoltosi nella rada di Salamina, e decide di ritornare in patria mente Mardonio, un generale dell’esercito di Serse, rimane in Grecia e un anno dopo attaccò nuovamente Atene. La città venne nuovamente evacuata, e Temistocle richiese l’’aiuto di sparta, ma sparta in un primo momento rifiutò di intervenire, successivamente, sotto la minaccia di una possibile alleanza tra Atene e d i Persiani, Sparta intervenne nella battaglia di Platea, dove il generale spartano Pausania, sconfisse i persiani nell’ ultimo scontro tra greci e persiani in territorio greco.

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Finita la guerra , Temistocle convinse la popolazione ateniese a rinforzare la propria posizione, convincendo così l’assemblea a sfruttare l’argento delle miniere del Laurion per finanziare la costruzione di 180 nuove trireme. Mosse anche i primi passi verso la nascita della lega di Delo, prima di essere allontanato dalla città nel 471.

Bibliografia 

Storia dei greci, Dalle origini alla conquista romana. di Claude Mossè e Annie Schnapp-goubeillon

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