storia della scopa

La storia del gioco della Scopa, un gioco da Pirati!

La storia del gioco della scopa ha origini antiche, nel mediterraneo del XV secolo. Il gioco era praticato inizialmente da marinai, contrabbandieri e pirati.

Il gioco della Scopa è, insieme alla briscola, il gioco di carte Italiano per eccellenza. Praticato nei circoli anziani, nei club politici, e nelle feste di natale per far passare le lunghe pause tra una portata e l’altra nell’attesa della mezzanotte. Ma il gioco della Scopa, ha una lunga ed interessantissima storia alle spalle, e voglio raccontarvela.

Faccio una premessa, in questo racconto, la differenza tra scopa e scopone scientifico, non esiste, oggi sono giochi differenti, ma in passato erano la stessa cosa, e non ci interessa più di tanto sapere quando si sono separati. Comunque, se proprio vi interessa, si sono separati agli inizi del novecento, ma come dicevo, questo è irrilevante, perché la storia della Scopa, inizia almeno quattro secoli prima.

Il contesto storico in cui è nata la scopa

Siamo in pieno rinascimento italiano, il medioevo è al tramonto e l’età moderna si affaccia sul mediterraneo, fino a quel momento il centro imperturbabile del mondo, in quelle acque per gran parte del medioevo e quasi tutta l’età moderna, pirati e corsari, europei e ottomani si sono affrontati in duri scontri per la supremazia.
Quando si parla di età moderna e di pirati, siamo abituati a pensare ai pirati caraibici, ma anche nel mediterraneo la pirateria era molto attiva, e oltre ad assaltare navi mercantili, era solita praticare anche numerose razzie terrestri, ma questa è un altra storia.

Se vuoi approfondire la storia dei pirati nel mediterraneo, ti consiglio il libro Pirati. Avventure, scontri e razzie nel Mediterraneo del XVII secolo di Adrian Tinniswood, se invece

In quel mondo fatto e popolato da marinai, corsari, pirati e contrabbandieri, qual’era il mediterraneo del XV secolo, nei porti delle grandi metropoli europee, il fronte del porto aveva tratti e panorami simili a quelli di città caraibiche, in quel momento Napoli era una delle tre città più grandi e popolose d’europa, seconda solo a Londra e Parigi, e nel suo porto, reso immenso dal golfo, vi erano ancorate decine e decine di navi battenti ogni sorta di bandiera e sulle sue banchine, e ancora di più nelle sue locande, pirati, corsari e contrabbandieri, facevano affari tra loro e con i mercanti locali. Qualcuno, un pirata, prova a rivendere ad un mercante il proprio bottino, conquistato con un assalto ad un’altra nave della stessa compagnia, qualcun’altro beve e scommette.

Il bottino dei pirati del mediterraneo era costituito principalmente dalle merci saccheggiate dalle navi depredate, ma spesso si componeva anche di oro e di schiavi, ovvero, marinai membri dell’equipaggio della nave assaltata.

Se vuoi approfondire il tema della schiavitù nel mediterraneo, in età moderna, ed il legame tra schiavitù e pirateria, ti consiglio il libro Schiavitù mediterranee. Corsari, rinnegati e santi di età moderna di Giovanna Fiume.

Alcol e gioco, in questo momento storico, sono la rovina di pirati e corsari, perché divorano tutte le loro ricchezze e conquiste.

Molti pirati amano il gioco, amano scommettere, amano il rischio, hanno scelto quella vita per amore del rischio, rischiano in mare ogni giorno, e rischiano ai tavoli della taverna, puntando il proprio bottino ad una partita a carte contro altri pirati, mercanti e contrabbandieri.

I giochi dei pirati

I giochi in questo momento non sono tantissimi, ed hanno come protagonisti soprattutto i dadi, ma non tutti i pirati amano i dadi. Non quando sono in una taverna, con i dadi possono giocarci ogni singolo giorno della propria vita, nelle taverne invece, preferiscono le carte.

Ovviamente non sono carte moderne, sono molto grandi, molto simili ai tarocchi nella forma, ma hanno una particolarità, che le accomuna alle moderne carte italiane, hanno quattro semi e ogni seme conta dieci carte.

Uno dei più antichi giochi praticati dai pirati, nei porti italici, viene descritto con regole e meccaniche di gioco, molto simili a quelle del moderno gioco della scopa, anche se, per molto tempo, non gli viene attribuito un vero nome, in alcuni porti il gioco è chiamato in un modo, in altri porti è chiamato in modo differente, e non sempre si gioca con le stesse regole.

La Primiera e il Scarabucion

Sempre in questo periodo, nel XV secolo, mentre nei porti italiani si gioca una versione primordiale della scopa in cui i giocatori mettono sul tavolo le proprie carte e gli avversari possono prendere le carte con un punteggio pari a quello di una delle carte nella propria mano, in Spagna, si giocano altri giochi, come la Primiera, una sorta di poker primordiale in cui i punti si fanno collezionando 4 carte dello stesso valore numerico, o come il Scarabucion, un gioco in cui bisognava collezionare quante più carte di un seme specifico.

La primiera, di sette, ed eventualmente di sei, permette oggi ai giocatori di scopa di avere dei punti extra, così come permettono di ottenere punti extra le carte di denari, un seme specifico, come nello Scarabucion.

Quando è nato il moderno gioco della scopa?

Non sappiamo dove, come o quando, questi giochi, tutti praticati prevalentemente da marinai nelle taverne, siano stati fusi in un unico gioco, sappiamo però che nel XVII secolo, in Spagna, era praticato un gioco chiamato Escoba, le cui regole risultano essere un mix tra questi tre giochi. E sappiamo anche che, nel secolo successivo, l’Escoba è molto diffusa tra i militari spagnoli, e soprattutto, è ampiamente diffuso anche nell’italia meridionale, dove prende il nome, tradotto, di Scopa.

Purtroppo la storia di questo gioco non è molto documentata, ci sono documenti del XVII secolo che attestano il gioco dell’Escoba in spagna e documenti che parlano di un suo analogo nell’italia meridionale del XVIII secolo, e la più antica fonte sulla Primiera risale al XV secolo, questa fonte in particolare, è una nota, di un mercante ispanico, che annota un importante vittoria al gioco, anche se, purtroppo, non ci dice chi fosse il suo contendente e alcuni ipotizzano che il gioco, fosse in realtà solo un pretesto dei contrabbandieri, pirati e corsari, per “ripulire” un carico conquistato in battaglia.In ogni caso, questa era, più o meno la storia del gioco della scopa, spero l’abbiate trovata interessante.

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