I Longobardi di Elena Percivaldi | Guida alla Lettura.

I longobardi un popolo alle radici della nostra storia, di Elena Percivaldi, edito da Diarkos, è un saggio storico divulgativo che racconta la storia longobarda attraverso grandi eventi e storie di vita quotidiana nell’Italia longobarda tra il 568 e il 774.

I Longobardi sono una delle tante civiltà che, durante l’età medievale, hanno contribuito a donare un voto ed un identità ai popoli italici, la loro presenza in italia è attestata fin dagli albori del medioevo, in una fase criptica e misteriosa della nostra storia in cui, innumerevoli civiltà barbariche si fondevano con ciò che rimaneva della civiltà romana.

In questa sorta di brodo primordiale che succede alla civiltà romana, inizia la storia dei Longobardi, e con la loro storia, inizia anche una parte significativa della storia italiana, soprattutto per l’italia settentrionale, ma non solo.

Il saggio I Longobardi, un popolo alle radici della nostra storia, di Elena Percivaldi, edito da Diarkos, si pone l’obbiettivo di raccontare, in modo ampio, completo, e con un linguaggio semplice e accessibile a chiunque, quella che è la genesi di questo popolo che mise in connessione il mediterraneo con l’europa settentrionale.

Il libro ha un taglio divulgativo ed è strutturato in tre parti, che ora andremo a vedere nel dettaglio, ma prima, voglio aprire una parentesi sull’autrice.

Chi è Elena Percivaldi?

Elena Percivaldi è una giovane storica italiana, laureata in lettere moderne, con una tesi in storia Medievale presso l’Università degli Studi con una tesi sulla cronica di S. Stefano di Vimercate alla metà del XIII secolo attraverso le pergamene dell’Archivio di stato di Milano, ed ha all’attivo, fin dal 1999, più di venti libri, saggi storici di carattere divulgativo, e non solo, sulla storia dell’Italia medievale, del medioevo e le popolazioni che all’epoca dimoravano in italia, oltre a diverse pubblicazioni su riviste di settore e di carattere divulgativo, sempre riguardanti il medioevo, tra cui History di BBC, Storica del National Geographic, e tante altre che non starò qui a citare.

Elena Percivaldi si occupa da diverso tempo di storia medievale e divulgazione, ed ha collabora attivamente con eventi e conferenze in alcuni degli eventi dedicati al medioevo, più importanti in italia, tra cui il Festival del Medioevo di Gubbio (Pg).

La sua attività di divulgatrice viaggia parallelamente a quella di professionista nel settore della ricerca storiografica, in quanto direttrice del Notiziario Storie & Archeologie, e membro del comitato scientifico della rivista Medioevo Italiano, della collana Storia e Libertà delle edizioni La Vela.

Questo suo legame con la divulgazione si traduce, all’atto pratico, in uno stile di scrittura estremamente fluido, chiaro e semplice da leggere, leggerezza e semplicità che tuttavia non tradisce mai un impeccabile e rigorosa attenzione a fonti di varia natura, caratteristiche che troviamo in toto nell’opera I Longobardi.

Percivaldi e Longobardi

Nel libro I Longobarid, Elena Percivaldi si sofferma sulla genesi e l’epopea dei longobardi in italia, ma questa non è la prima volta che l’autrice ha prestato attenzione al popolo longobardo. Essa è infatti ideatrice del format “alla scoperta dei longobardi” e coordinatrice scientifica di diverse manifestazioni dedicate ai longobardi, inoltre, nel proprio percorso da scrittrice divulgativa, ha dedicato ai longobardi diversi libri tra cui “Il Seprio nel Medioevo. Longobardi nella lombardia settentrionale” , pubblicato 2011.

a questo curriculum non credo sia un problema definire Elena Percivaldi come una storica esperta del Medioevo italiano, oltre che un eccellente e apprezzatissima divulgatrice, e con queste premesse, non possiamo che aspettarci un libro che sia puntuale e ricco di fonti, ma allo stesso tempo fluido nella scrittura e semplice da leggere.

Dopo aver letto quest’opera due volte in meno di una settimana, posso affermare con tutta tranquillità che tutte le aspettative sono state mantenute. Il libro è esattamente come lo immaginavo, ovvero preciso, accurato, e si legge con estrema semplicità.

Se volete sapere di più su Elena Percivaldi, sui suoi libri e le sue pubblicazioni, collaborazioni e conferenze, vi rimando al sito Perceval-Archeostoria, si tratta del sito personale di Elena Percivaldi, in cui potrete trovare tutte le sue pubblicazioni, eventi e contatti social.

Detto questo, passiamo ora al libro vero e proprio, e cerchiamo di capire come approcciare alla lettura e come leggerlo.

Guida alla lettura del saggio sui Longobardi di Elena Percivaldi

Cominciamo con il dire che il saggio I Longobardi, un popolo alle radici della nostra Storia, è un saggio di carattere divulgativo, e, per quanto accurato e preciso nelle informazioni che ci fornisce, non è un manuale di storia medievale o storia longobarda, non troveremo quindi una cronaca punto per punto di tutta la storia longobarda, ma, al contrario, troveremo un racconto generale, di ampio respiro, sulla storia longobarda, che si sviluppa su tre livelli, ben espressi dalle tre sezioni principali del libro. Le tre parti del libro ci raccontano la storia longobarda sul piano storico evenemenziale, microstorico culturale e storiografico.

Vediamo le tre sezioni nel dettaglio.

I longobardi, parte prima

La prima parte del libro è dedicata alle vicende storiche, e in questa sezione si ha quasi l’impressione di trovarsi tra le mani un manuale di storia longobarda, tanto preciso quanto chiaro.

La prima parte si sviluppa in sei capitoli che raccontano la storia longobarda, fin dalla prima discesa in italia nel 568, e spingendosi fino al declino della civiltà longobarda in italia nell’ottavo secolo, quando i franchi di Carlo Magno sconfissero i Longobardi di Desiderio, ultimo re longobardo.

Il saggio nei suoi capitoli iniziali sviscera la storia longobarda, soffermandosi in modo particolare sulle ragioni della discesa in italia, ragioni che poi verranno spiegate, in modo più ampio attraverso l’analisi di fonti e testimonianze.

I longobardi, parte seconda

La seconda parte del saggio è dedicata all’analisi storiografica, portando l’attenzione del lettore sulle varie fonti utilizzate, dalle fonti documentarie prodotte dai longobardi e non, oltre che dalle fonti successive, vengono inoltre prese in esame le croniche contemporanee e postume, e non manca un accurato e ampio spiegone sulle fonti materiali e la loro importanza nella ricostruzione della storia della civiltà longobada.

Questa parte è la meno incisiva, oltre che la più compatta, e si rivolge principalmente a lettoni non addetti ai lavori, i quali potrebbero non aver totalmente chiare le meccaniche della ricostruzione storiografica.

Se non siete storici questa sezione è molto interessante perché fornisce una panoramica completa, con tanti esempi, di come funziona il lavoro di ricerca e ricostruzione di uno storico, e si configura come una piccola guida alla metodologia storiografica.

Con questa sezione, l’autrice ci ricorda che prima di essere una divulgatrice è una storica, e il suo intento è quello di fornire una storia completa della civiltà longobarda nell’Italia del sesto, settimo e ottavo secolo, una storia puntuale e priva di pregiudizi, basata esclusivamente sull’analisi delle fonti. Come è giusto che sia.

I longobardi, parte terza

La terza parte, a mio avviso, è quella più interessante, perché se da storico, ho già una certa conoscenza delle principali vicende storiche che hanno caratterizzato la civiltà longobarda, ed ho un ampia familiarità degli strumenti e della metodologia storiografica, non essendo un medievalista, e avendo solo una conoscenza generale di quella che è la storia longobarda, ho trovato in questa parte del libro tantissime informazioni che mi hanno proiettato nel mondo dei longobardi.

In questa sezione l’autrice si sofferma sulla società e la quotidianità della civiltà longobarda, ne evidenzia gli aspetti peculiari, ne evidenza le tradizioni e ci racconta storie di longobardi.

La terza parte si apre con una panoramica sull’organizzazione dello stato longobardo, cui fa seguito una panoramica sul mondo religioso e spirituale, attraverso il racconto del culto dei morti, per poi raccontarci l’organizzazione sociale del popolo longobardo, questo iconico popolo guerriero, raccontato come un popolo in armi, ma nel quale, come è facile intuire, non tutti erano armati e preparati alla battaglia.

Fanno poi seguito alcuni capitoli estremamente interessanti sulla quotidianità dei longobardi, in particolare i capitoli intitolati “cose da donna”, “vestire alla longobarda” e “longobardi al desco (dal medico)” ci mostrano realmente come vivevano i longobardi, e lo fanno raccontandoci non le grandi imprese, non le grandi battaglie, ma eventi e momenti ordinari della vita quotidiana di questo popolo e questa civiltà.

Conclusioni

Il saggio di Elena Percivaldi, I longobardi, un popolo alle radici della nostra storia, edito da Diarkos è un saggio storico di carattere divulgativo, che si rivolge ad un pubblico molto ampio, che può andare bene sia per appassionati alle prime armi, sia per storici e studenti di storia che vogliono sapere di più sulla storia del popolo longobardo.

Nel complesso il saggio risulta estremamente piacevole da leggere, i contenuti sono validi, la struttura è definita magistralmente, le fonti consultate e citate dall’autrice sono tante, e si vede, e il testo è ben scritto.

Se c’è una parte che mi ha colpito e interessato più delle altre, forse questa è la terza parte, questa sezione mi ha colpito non solo per la chiarezza incredibile con cui sono raccontate determinate vicende, ma soprattutto per la ricchezza di fonti utilizzate per descrivere e raccontare un mondo in cui le fonti, se pur abbondanti, non sono particolarmente numerose e varie. E la maggior parte delle vicende, si sofferma su aspetti generali della storia longobarda, prestando relativamente poca attenzione agli aspetti “minori”. Aspetti minori che invece non vengono assolutamente tralasciati dalla Percivaldi, e anzi, diventano in questo libro, il cardine per definire la società longobarda.

La quantità enorme di fonti documentarie citate e riportate da Elena Percivaldi ci svela l’enorme e complicato lavoro di ricerca che si nasconde dietro questo libro.

Ciò che emerge da questo libro è che la storia longobarda, la storia di questo popolo guerriero, si compone, anche, e non soltanto, di battaglie e di conquiste conquiste, in piena ottemperanza agli insegnamenti della scuola degli Annales di Marc Bloch e della Microstoria.

Nel caso specifico dei longobardi, è solo grazie ad una lettura a 360 gradi della loro civiltà che possiamo averne un immagine nitida e precisa della loro storia, ed è esattamente quello che fa questo libro. Intrecciando la storia dei grandi eventi alla storia di eventi minori e condendo il tutto con una minuziosa anali si delle fonti, Elena Percivaldi è restituisce al lettore un immagine nitida del mondo longobardo, una vera e propria fotografia dinamica di quel popolo, che come l’autrice non manca di ricordare, è alle radici della nostra storia, in quanto, la sua arte, la sua cultura e le sue tradizioni, sono state determinanti per quella che sarebbe poi stata la storia, la cultura e la tradizione dei popoli italiani, in età medievale, moderna e fino ai nostri giorni..

Se volete leggere I Longobardi, un popolo alle radici della nostra storia, di Elena Percivaldi, edito da Diarkos, non vi resta altro che acquistare il libro, personalmente ne consiglio la lettura, soprattutto a chi è interessato alla storia longobarda e dell’italia settentrionale tra il sesto e l’ottavo secolo. In ogni caso vi lascio il link per acquistare il libro su Amazon, e vi auguro buona lettura.

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