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Ma davvero devo difendere Giorgia Meloni per difendere la Scuola?

Posso dire che, per quanto non apprezzi Giorgia Meloni, attaccarla perché si è diplomata, presumibilmente, in un istituto alberghiero, è un qualcosa di una bassezza infinita, esattamente come lo era attaccare Di Maio per il suo lavoro da Steward all’ex stadio San Paolo ora stadio Diego Armando Maradona, anzi, persino più infido.

Nel caso di Di Maio si denigrava un lavoro, umile ma onesto (cit.), nel caso della Meloni si denigra un percorso scolastico che sul piano formativo non ha nulla da invidiare ad altri percorsi di studi (e questo al di la degli scempi che la stessa destra, attraverso le riforme Moratti e Gelmini ha provato a realizzare).

Per essere precisi, non è certo dove Giorgia Meloni si sia diplomata, se in un istituto Alberghiero o in un liceo linguistico, ma, detto francamente, la cosa, per quanto mi riguarda, è del tutto irrilevante.

In ogni caso, focalizziamoci sulla scuola, che è meglio (cit.)

In un Istituto alberghiero il programma di “italiano e storia” o per essere più formali, discipline letterarie, non è diverso da quello di un liceo, così come non lo sono altri programmi, anche se è in opportuno parlare di programmi e sarebbe più consono parlare di obbiettivi formativi, visto che i famosi “programmi ministeriali” in realtà non esistono, esistono invece degli obbiettivi formativi da conseguire entro l’anno determinati dal ministero, che possono poi essere articolati o disarticolati dal docente, ma questo è un discorso tecnico in cui non voglio addentrarmi in questa sede.

Purtroppo in Italia c’è un culto irrazionale per i Licei a discapito di istituti tecnici e professionali, c’è l’assurda, infondata ed errata convinzione che un istituto tecnico sia una scuola di serie B rispetto alla serie A dei licei, e peggio ancora, i professionali siano scuole di serie C.

Questa prospettiva è terrificante, deleteria, meschina e discriminatoria in maniera a dir poco smisurata, perché discrimina non solo gli studenti, ma anche gli insegnanti.

Mettiamo allora a confronto due classi di concorso “simili” ovvero la classe A11 e A12 , rispettivamente Discipline letterarie e latino per licei e Discipline letterarie e storia negli istituti tecnici e professionali.

Prendo ad esempio la mia classe di laurea (LM-84), Laurea magistrale in Scienze Storiche. Per poter accedere ai concorsi per la classe A11 e A12 ho bisogno, rispettivamente, dei seguenti crediti.

Per l’A-11 servono CFU nei seguenti settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO.

Per l’A-12 servono CFU nei seguenti settori scientifico/disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO.

Notate qualche differenza? Esatto, non ce ne sono.

Andiamo nello specifico però, qualche differenza la incontriamo, per l’A11 infatti devono essere ripartiti in questo modo 24 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN/01, 12 M-GGR/01, 12 L-ANT/02 o 03, 12 M-STO/01 o 02 o 04 mentre per l’A12 devono essere ripartiti in questo modo 12 L-FIL-LET/04, 12 L-FIL-LET/10, 12 L-FIL-LET/12, 12 L-LIN/01, 12 M-GGR/01, 24 tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04

La sola differenza che incontriamo riguarda il settore L-FIL-LET/04 che per i licei richiede 24 CFU mentre per tecnici e professionali ne richiede “solo” 12.

Questo settore si identifica con “lingua e letteratura latina”, materia che, nei licei è insegnata, ma nei tecnici e professionali no, e potremmo discutere per ore sull’utilità o inutilità di questo settore necessario per l’A-12, ma il punto è che c’è, quei CFU sono lì, sono necessari, e questo rende praticamente “identici” i percorsi di studi, le conoscenze e le competenze di un insegnante di Italiano che insegna in un liceo, in un tecnico o in un professionale.

E se le competenze del docente sono le medesime e gli obbiettivi didattici che devono essere conseguiti dagli studenti nell’anno sono le medesime, allora perché un tecnico, o peggio ancora, un professionale, vengono considerati di “qualità” inferiori ad un liceo?

La risposta è banalmente, pregiudizio, ignoranza, stupidità.

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