Il Mito di Carlo Magno. Chiacchierata con lo storico Davide Esposito

Carlo Magno, un uomo, un simbolo, un mito. Le sue gesta hanno ispirato innumerevoli poeti e cantori e la saggistica storica pullula di testi riguardanti la sua biografia, e spesso il mito di Carlo Magno ha preso il sopravvento sulla vita e la storia di questo personaggio incredibile, centrale nelle dinamiche che avrebbero portato alla definizione dell’europa così come la conosciamo.

Ho avuto modo di tenere una lunga ed interessante chiacchierata telefonica con Davide Esposito, laureato in storia e specializzato in storia medievale all’Università degli studi di Napoli Federico II, attualmente impegnato in un dottorato di ricerca in quella stessa università.

Ho telefonato a Davide per un intervista incentrata sul suo saggio storico, intitolato “il mito di Carlo Magno: alle origini della società francese” derivato dalla sua tesi di laurea magistrale, ma non sono riuscito a trascrivere fedelmente le risposte, di conseguenza, in questo articolo cercherò di riassumere il più fedelmente possibile la nostra conversazione telefonica, e per farlo è opportuno ricostruire i motivi che hanno spinto Davide nel concentrare i propri studi sul di Medioevo e sulla figura di Carlo Magno.

Cominciamo quindi con l’individuare la base su cui poggia l’intera tesi e di conseguenza il suo libro.

Ho chiesto a Davide di spiegarmi cosa ci fosse alla base del suo rapporto con il medioevo, e nel rispondermi mi è stato citato Marc Bloch, probabilmente lo storico più autorevole e celebre del secolo scorso, e la sua “la società Feudale“, come ispiratore di quell’interesse e passione che lo avrebbero spinto a studiare e approfondire le dinamiche medievali. Questo interesse si è poi evoluto in qualcosa di più ampio, un interesse nel comprendere le dinamiche e le strutture della nostra società, e in questo mi citava Mauro Pesce, secondo il quale, le discipline umanistiche dovrebbero avere una funzione sociale, una funzione volta a comprendere meglio la nostra società. Potremmo quindi dire che secondo Pesce, studiare il medioevo può servire a migliorare la propria vita quotidiana.

Fatta questa premessa sulle origini degli interessi di Davide per il Medioevo, è giunti il momento di soffermarci sul tema centrale del libro, ovvero, il Mito di Carlo Magno.

Secondo lo storico Anthony Smith, esiste nel medioevo un “mitomotore” , una sorta di radice comune costituita da simboli, usi, costumi ecc ecc attorno a cui si sarebbero sviluppate e formate le future identità nazionali. Questa tesi è molto interessante e allo stesso tempo molto discussa e in alcuni casi criticata, un interessante critica a questa tesi è stata mossa dallo storico italiano Giuseppe Serchi, ed è proprio dalla critica di Serchi che parte il lavoro di Davide il quale si inserisce nella questione ipotizzando nella sua tesi che Carlo Magno sia il Mitomotore alla base della successiva cultura ed identità francese.

Nel suo saggio si sofferma sul ruolo politico assunto dal mito di carlo magno soprattutto nel dodicesimo e tredicesimo secolo, nell’orbita della propaganda Capetingia impegnata nella ricostruzione di un’antica linea dinastica, volta a creare quello che al termine del medioevo sarebbe divenuto lo stato nazionale francese o per meglio dire, il regno di Francia.

Possiamo osservare che in questa lettura del mito di Carlo Magno, la letteratura assuma un ruolo soprattutto politico che rende difficile la separazione tra storia, mito e propaganda, e proprio la propaganda politica nei secoli centrali del basso medioevo diventa un elemento centrale, cardine di quello che è attualmente il lavoro di ricerca di Davide, il cui dottorato di ricerca è incentrato sulla natura politica e propagandistica della Chanson de Jerusalem in cui viene narrata la presa di Gerusalemme durante la prima crociata.

Il Mito di Carlo Magno alle origini della società france è attualmente disponibile solo in formato digitale, se vi interessa potete acquistarlo cliccando qui

Davide Esposito – Il mito di Carlo Magno

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