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Lei (non) è Giorgia, ma era una Donna che lottava per i dei diritti civili.

Durante una manifestante per i diritti dei gay di fronte al Weinstein Hall, nel campus della NYU (Università di New York) nello stato di New York, la fotografa Diana Davies scattò questa foto che sarebbe diventata l’immagine simbolo di quella manifestazione e delle lotte per i diritti civili.

fonte : https://digitalcollections.nypl.org/items/510d47e3-57d9-a3d9-e040-e00a18064a99#/?uuid=510d47e3-57da-a3d9-e040-e00a18064a99

Questa immagine semplice, nella sua semplicità ci dice tantissimo e lo fa attraverso un cartellone, con quelli che non sono solo degli slogan, ma la base di quello che sarebbe diventato il manifesto per le lotte per i diritti civili, e leggendo tra le righe di quelle poche frasi, ci viene detto che orientamento sessuale, colore della pelle, etnia di appartenenza, panorama culturale di riferimento, titolo di studio o rango sociale, non significano assolutamente nulla quando si parla di diritti civili.

Appartenere all’una o all’altra categoria non deve precludere nessun tipo di diritto civile poiché, gli esseri umani se bene siano diversi e vi siano differenze tra uomo e donna, tra ricco e povero, queste differenze che danno identità, sono o meglio, dovrebbero essere nulle di fronte alle leggi.

Era il 1970 quando questo pensiero esplodeva nelle strade e nelle piazze di tutto il mondo, sembra ieri, e pure, da allora è passato quasi mezzo secolo e in questo mezzo secolo, quell’idea che essere diversi non precludesse l’accesso ai diritti civili, sembra essere sparito, ed oggi, nelle piazze, si grida non più alla richiesta di maggiori diritti per tutti, ma alcuni chiedono minori diritti per gli altri…

Era il 1970, il mondo occidentale stava conoscendo un progressivo processo di emancipazione della donna e delle minoranze etniche e di genere, nel mondo sovietico in teoria non ve n’era bisogno poiché sulla carta era già così, oggi però, quel processo sembra essersi interrotto bruscamente.

Era il 1970 e sette anni dopo, in italia, sarebbe nata Giorgia, una donna, una madre, bianca, cristiana, una donna che oggi può scendere in piazza e parlare da un palco grazie alle lotte e le battaglie per i diritti civili degli anni 50, 60 e 70, battaglie che in italia hanno incontrato l’avversione del Movimento Sociale Italiano, i cui fondatori sono considerati dalla signora Giorgia come dei Patrioti e di cui, il suo partito è figlio (come evidenziato dal richiamo alla fiamma tricolore, storico simbolo dell’MSI).

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