fbpx

Papa: Tra un anno si aprirà l’archivio segreto di Pio XII

Papa Francesco ha dichiarato che dal 2 marzo 2020 verrà aperto alla ricerca l’archivio segreto contenente tutta la documentazione di e su Pio XII. L’archivio comprende tutta la documentazione prodotta dal pontefice, diari personali, lettere ricevute, copie delle lettere inviate e tanto altro ancora. Si tratta di una vera e propria miniera d’oro che, permetterà di guardare sotto una luce nuova il ruolo della chiesa durante la seconda guerra mondiale.

Non so se vi rendete conto della portata epocale di questa dichiarazione, o forse si, ma fingiamo che di no.

Il Papa ha annunciato l’apertura, più o meno al pubblico (più precisamente di aprire alla consultazione dei ricercatori) la documentazione archivistica attinente al pontificato di Pio XII, dalla sua elezione alla sua morte. Documentazione che verrà usata da storici e ricercatori di tutto il mondo per ricostruire il ruolo della chiesa durante la seconda guerra mondiale e che di conseguenza, produrrà una quantità sterminata di articoli, conferenze e libri, che porteranno quelle informazioni “segrete” al grande pubblico oltre che agli addetti ai lavori.

Sul piano storiografico è qualcosa importantissimo, perché l’apertura di questo archivio ampia enormemente le informazioni in nostro possesso, sia per quanto riguarda la seconda guerra mondiale che gli anni immediatamente successivi e l’occupazione sovietica dell’europa orientale.

Papa Pio XII è stato pontefice in un periodo paradossale, sul quale abbiamo tante informazioni, tante fonti, ma allo stesso tempo, sappiamo ancora pochissimo a causa di un enorme vuoto dovuto alla mancanza di informazioni su cosa accadeva nelle retrovie.

Sappiamo cosa facevano i cristiani in questo periodo, ma non sappiamo come lo facevano, non sappiamo perché, non sappiamo quali erano gli ordini partiti da Roma e se c’erano degli ordini o delle indicazioni partite da Roma, non sappiamo come funzionavano le reti di contatti che furono usate dai cristiani durante la seconda guerra mondiale per salvare le vittime del reich dalla deportazione e nel dopoguerra, per salvare le vittime dell’URSS dall’occupazione sovietica dell’est europa e la deportazione, ne sappiamo se queste reti esistevano davvero ed erano supportate da Roma, o se invece erano organizzazioni aliene alla volontà del papa e di fatto erano organizzazioni laiche.

Non abbiamo un idea chiara di quale fosse la reale posizione di Roma, in effetti non abbiamo idea di quale fosse la posizione di Roma e della chiesa, abbiamo solo mille domande che da oltre settant’anni giacciono senza risposta, domande a cui non è stato possibile dare una risposta perché non c’erano fonti o meglio, non c’erano fonti accessibili visto che l’archivio era blindato, e ora questi dubbi mai sradicati, con l’apertura di questo archivio segreto, finalmente possono essere risolti. Finalmente è possibile fare chiarezza sulla posizione della chiesa, almeno durante il mandato di Pio XII.

Papa Pio XII, nato Eugenio Maria Giuseppe Pacelli, detto Pastor Angelicus, è stato in carica dal 12 marzo 1939 al 9 ottobre 1958 e l’apertura del suo archivio segreto, ci fornirà una quantità di informazioni uniche su quegli anni, in particolare sul ruolo della chiesa durante la seconda guerra mondiale e nei primi anni della guerra fredda.

Faccio una piccola considerazione personale, visto che il ruolo di Pio XII è spesso (per non dire da sempre) al centro di polemiche, da alcuni accusato di collaborazionismo, da altri di essersene lavato le mani, da altri ancora è proposto come un eroe che ha salvato migliaia di vite, ipotizzo, che Papa Francesco abbia incaricato una commissione ecclesiastica per verificare il contenuto di questi documenti prima di darli in pasto agli storici e solo dopo aver stabilito se Pio XII aiutò (direttamente o indirettamente) il nazifascismo o lo contrastò (direttamente o indirettamente) siano giunti alla decisione di aprire l’archivio.

Personalmente non credo che Papa Francesco abbia predisposto l’apertura di un archivio che potrebbe in qualche modo “macchiare” la reputazione del suo predecessore e della chiesa senza aver prima presto le dovute precauzioni, credo invece che, credo invece che questa mossa sia di natura “politica” e che abbia un ruolo fondamentale nel dettare la linea d’azione dei cattolici nella società contemporanea.

Ipotizzo, e ci tengo a precisare che le mie sono solo congetture, perché non ho ovviamente visto cosa c’è nell’archivio, che da quell’archivio verrà fuori molto materiale che dimostrerà il ruolo attivo del papato e della chiesa, nella “lotta sotterranea” al nazifascismo prima e al comunismo sovietico dopo, una lotta che vedrà la chiesa impegnata più nelle retroguardie che in prima linea, a difendere il diritto alla vita di atei, ortodossi, ebrei, musulmani, insomma, produrrà l’immagine di una chiesa che negli anni quaranta e cinquanta si è impegnata nella difesa di culture aliene al cristianesimo romano, e fare questa mossa, in anni in cui molti leader politici si fanno portatori di una “moderna crociata” contro culture non cristiane, o semplicemente puntano il dito contro i poveri e gli oppressi, aprire questo archivio, in questo contesto storico, che da molti è proposto come una riedizione in chiave moderna della crisi degli anni trenta e quaranta, rappresenta una presa di posizione importante e forte per la chiesa, che esce dalla sua confort zone, e si mobilita al fianco degli ultimi.

Se questi documenti dovessero dimostrare che, durante la seconda guerra mondiale, Pio XII, da Roma, si è impegnato a contrastare le deportazioni, il razzismo, l’intolleranza culturale, e sono sicuro che il materiale presente in quell’archivio dimostri esattamente questo, perché in caso contrario gli archivi non sarebbero stati aperti, e noi neanche sapremmo della loro esistenza, si tratterebbe di fatto di una chiamata alle armi per i cristiani, l’invito definitivo, da parte del pontefice, ad aiutare “il prossimo” e per prossimo non intende in senso di “prossimità” come qualcuno ha dichiarato recentemente, ma il prossimo è inteso nella sua forma originale cristiana come colui che viene dopo, il prossimo di cui dobbiamo prenderci cura in qualità di cristiani è l’ultimo, il povero, il malato, l’oppresso, il perseguitato, il prossimo è colui che affronta un esodo, attraverso il deserto e attraverso il mare, come fecero nei testi biblici gli ebrei in fuga dall’Egitto.

E questo invito è rafforzato, dall’esempio storico di Papa Pacelli che si è mobilitato per gli ultimi in un momento storico estremamente duro, in cui l’europa era avvolta dal velo oscuro del totalitarismo, e se ci hanno provato in anni in cui aiutare un Ebreo significava mettere a rischio la propria vita e quella dei propri cari, oggi che, aiutare qualcuno non comporta rischi diretti per la propria sicurezza, in teoria, dovrebbe essere più facile.

Personalmente non ho dubbi su cosa verrà trovato in quegli archivi, perché ripeto, se quel materiale rischiasse di compromettere l’immagine di Pio XII gli archivi rimarrebbero chiusi, lo scopo di questa apertura, a mio avviso, è quello di ripulire e fugare ogni dubbio sul ruolo della chiesa durante la seconda guerra mondiale, e credo che il papa voglia realizzare questa ripulita, questa operazione di riqualificazione del cristianesimo e del papato, nell’unico modo possibile, ovvero consegnando alla storia questi episodi ed affidando agli storici il compito di ricostruire, nella maniera più completa e oggettiva possibile ciò che è successo in quegli anni.

La narrazione cristiana non è sufficiente a ripulire i cristiani e il papato, per via di un evidente conflitto di interessi, ma una narrazione storica, aliena ad ogni qualsiasi pregiudizio, una narrazione oggettiva e superpartes, supportata da fonti e documenti di ogni tipo, quella è difficile da non accettare.

Sul piano della ricerca quel materiale rappresenta una vera e propria miniera d’oro, il loro valore è inestimabile e può letteralmente riscrivere ciò che sappiamo di quegli anni, aggiungendo alle voci già note, una nuova voce molto importante che, fino ad oggi era rimasta inascoltata, la voce del papa, la voce della chiesa, la voce dei cristiani.

Dal 2020, grazie alla decisione di Papa Francesco, potremmo finalmente definire in maniera inequivocabile e al di la di ogni ragionevole dubbio, quello che è stato il reale ruolo della chiesa, durante la seconda guerra mondiale e durante i primi anni dell’occupazione sovietica della Polonia e dell’est europa, aggiungendo un nuovo capitolo alla nostra storia.

Un capitolo che ha anche un risvolto politico, perché ci costringerà a guardare sotto una luce diversa anche l’attualità.

Commenti
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi