Passaggi biblici sovrascritti dal corano- il mistero del primo palinsesto islamico

Sono stati scoperte tracce residue di inchiostro in alcuni antichi manoscritti islamici, copie del corano, segno che quella “carta” in precedenza ospitava altri testi e si è scoperto che, quelle pagine, prima di diventare pagine del corano ospitavano dei passaggi biblici, si tratta fondamentalmente di un testo palinsesto, ovvero un foglio di carta, rotolo di pergamena o libro che è stato cancellato completamente per essere riutilizzato. Questo tipo di pratica va detto che era molto diffusa tra i copisti cristiani nel tardo medioevo e questo documento, per la prima volta, ci mostra che la pratica era diffusa anche nel mondo islamico.

La notizia di questa sensazionale scoperta è stata commentata con grande stupore e sorpresa, ed è giusto così, è una scoperta inaspettata e qualcuno ha addirittura alzato l’asticella, scrivendo che si tratta di una scoperta straordinaria, e forse è il caso di ridimensionare l’entusiasmo e cercare di fare un po di chiarezza.

La scoperta è sicuramente una scoperta sensazionale e molto interessante, che avrà importanti ripercussioni sia filologiche che nella storia economica dell’impero islamico, ma da qui a dire che è una scoperta straordinaria, forse è un po eccessivo.

Una scoperta straordinaria è una scoperta che esula dall’ordinario, è un qualcosa di raro, è anomalia e non è questo il caso, non totalmente almeno, in quanto i testi palinsesti sono in realtà molto diffusi, l’unico elemento “anomalo” in questo caso è legato al fatto che, il testo palinsesto sia un testo islamico e non cristiano, e questa scoperta può sorprendere perché per molto tempo il mondo islamico godette di una sorta di “monopolio” della produzione di pergamene e di conseguenza ci si aspetterebbe che, nel mondo islamico la pergamena fosse molto diffusa e a basso costo, e questa scoperta ci dice che, probabilmente, non è sempre andata così e anche i copisti islamici ebbero qualche difficoltà nel reperire rotoli di pergamena.

Cominciamo col dire che nel XII secolo, cancellare dei testi antichi per “riciclare la carta” (in realtà si trattava di rotoli di pergamena) e utilizzare il foglio ripulito per scrivere dei nuovi testi era una pratica molto comune e molto diffusa tra i copisti cristiani, in particolare i copisti cristiani erano soliti cancellare testi antichi o comunque testi pagani per poi ricopiare nuovi testi teologici o comunque testi religiosi in quanto i copisti cristiani ricopiavano prevalentemente testi teologici e religiosi, per i copisti islamici oltre ai testi teologici e religiosi c’era una varietà maggiore, di fatto si copiavano anche testi poetici, “trattati scientifici”, testi pagani e opere greche e latine, tutte opere che molto probabilmente non sarebbero mai giunti fino a noi se non fosse stato per i copisti islamici, visto che i copisti cristiani li cancellavano per copiare testi sacri, teologici e anche testi laici ma di autori rigorosamente cristiani.

In questo processo di ripulitura e sovrascrittura della carta o pergamena, che la filologia chiama “palinsesto” perché in un singolo foglio si trovano più testi “sovrapposti”, i cristiani hanno cancellato intere collezioni di opere antiche, rischiando di distruggere totalmente la memoria di opere di letteratura greca e latine e, più in generale, hanno cancellato una quantità impressionante di testi “pagani”, per far spazio, come dicevamo, ai testi sacri, teologici e laici.

Questo processo, va detto che non aveva tanto il fine di distruggere la letteratura non cristiana, o almeno non aveva totalmente questo scopo. L’obbiettivo principale era quello di sopperire alla carenza di rotoli di pergamena, e per farlo, dovendo scegliere cosa salvare e cosa invece poteva andare distrutto, i copisti cristiani sacrificarono tutto ciò che non era cristiano o precedente all’avvento del cristianesimo.

Il problema della carenza di pergamena deve aver colpito anche il mondo islamico, e molto probabilmente i copisti islamici si ritrovarono a dover fare la stessa scelta tra cosa salvare e cosa poteva andare distrutto, e questa scoperta ci conferma questa teoria, avanzata per la prima volta più di cinquant’anni fa.

E, mi permetto di aggiungere, che molto probabilmente non è un caso se i copisti islamici scelsero di sacrificare copie della bibbia piuttosto che altro, il motivo non credo sia religioso e questo è dimostrato dal fatto che nelle antiche biblioteche islamiche vi fossero copie tradotte in arabo, della bibbia e dei testi teologici prodotti e copiati dai cristiani, ed è proprio perché i cristiani copiavano queste opere che quindi erano molto diffuse in europa che, ipotizzo, i copisti islamici le sacrificarono per far spazio ad altro.

Cancellando testi in prosa o poetici, persiani, greci, latini (precedenti l’avvento del cristianesimo) ecc c’era il rischio di distruggere per sempre quelle opere, questo stesso pericolo però non esisteva con la sovrascrittura della bibbia, abbondantemente copiata dai copisti europei.

Va detto inoltre che, tra il secolo VIII e il secolo XII, i copisti islamici avevano un bisogno di carta, immensamente superiore a quello dei copisti cristiani, principalmente perché più numerosi dei copisti cristiani e perché i copisti islamici copiavano molto di più dei cristiani, nel senso che copiavano molte più opere di quante non ne copiassero i cristiani e in questo senso è grazie ai copisti islamici che molti testi antichi, del mediterraneo e non, si sono salvati e sono giunti fino a noi. Ricordiamo inoltre che, nel secolo X, la più piccola delle grandi biblioteche islamiche, quella di Cordova, ospitava circa mezzo milione di opere e contava una varietà di oltre centomila testi differenti, nello stesso periodo, la più grande biblioteca europea, quella del Vaticano, ospitava poco più di diecimila testi, ed una varietà di circa cento testi differenti.

Come dicevo, la scoperta di questo testo palinsesto islamico è sicuramente molto interessante, in primis perché ci dice che anche gli islamici ricorsero alla tecnica della ripulitura delle pergamene, inoltre questo ci da un informazione importantissima sull’economia del tempo, perché significa che, molto probabilmente ad un certo punto i produttori di pergamena non riuscirono più a soddisfare la domanda continua di pergamena, probabilmente perché la domanda aumentava più rapidamente della produzione, o perché per qualche motivo, si iniziò a produrre meno pergamena, magari in seguito ad una crisi agraria.

Questa scoperta come abbiamo già detto è sicuramente molto interessante, importantissima e sicuramente molto affascinante, ma da qui a dire che è qualcosa di straordinario mi sembra leggermente eccessivo, diciamo che è straordinaria solo a metà, poiché la ripulitura della pergamena era qualcosa di estremamente ordinario soprattutto per i copisti cristiani, e questa scoperta ci dice che, per qualche ragione, in un certo periodo, si diffuse anche, tra i copisti islamici e come ogni scoperta storica che si rispetti, ci fornisce un informazione aggiuntiva che, invece di dare finalmente una risposta, solleva altre domande.

Perché i copisti islamici ricorsero alla ripulitura della pergamena? per quanto tempo è stata utilizzata questa pratica nel mondo islamico? quali e quanti testi sono stati cancellati? e perché proprio quei testi?

L’ultima domanda è forse quella a cui è più semplice rispondere, oppure no, la mia teoria sulla disponibilità di testi biblici che quindi rappresentavano una perdita meno dolorosa, potrebbe essere in realtà una teoria errata confutata dal ritrovamento di altri palinsesti islamici.

Fonte : https://www.theguardian.com/books/2018/apr/25/passages-from-the-bible-discovered-behind-quran-manuscript-christies?CMP=share_btn_fb

Bibliografia :

G.Genette, Palinsesti. La letteratura al secondo grado, Einaudi 1997
L.Canfora, Per una storia delle biblioteche, il Mulino
F.Barbier, Storia delle biblioteche. Dall’antichità a oggi

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