Ritratto di Edmond de Belamy, un opera d’arte realizzata da un intelligenza artificiale e venduta a 432000$

Il dipinto ritratto di “Edmond de Belamy” e stato venduto a 432000$ presso la casa d’aste Christie di New York, ma la vera notizia non è il prezzo in se, quanto il suo autore e questo perché ritratto di Edmond de Belamy non è stato realizzato da un essere umano e questa notizia è allo stesso tempo strabiliante e inquietante, perché stiamo parlando della prima opera d’arte, degna di tale nome, ad essere stata concepita e realizzata interamente da una macchina, da un’ intelligenza artificiale.

Avete letto bene, Ritratto di Edmond de Belamy è stato realizzato da un intelligenza artificiale dotata di un sofisticato algoritmo di Machine Learning che ha permesso al computer di imparare, studiando per tre mesi alcuni artisti, apprendendo da essi tecniche di pittura, prospettiva, progettazione, apprendendo l’uso del colore e in fine, ha dato dimostrazione delle capacità acquisite realizzando un opera originale.

Si tratta di qualcosa di assolutamente sorprendente ma che, allo stesso tempo è estremamente inquietante, una macchina che crea dal nulla un opera d’arte può effettivamente spaventare, ma, vanno fatte alcune precisazioni sull’effettiva capacità di questa macchina di creare.

La macchina non è cosciente e non è dotata di spirito di iniziativa, non ha deciso autonomamente di realizzare un ritratto per esprimere un qualcosa, ha realizzato un ritratto perché in fase di test, per verificare fino a che punto questa macchina, in tre mesi di studio, fosse riuscita a padroneggiare le tecniche degli artisti esaminati, e il risultato di questa verifica, di questo comando dato dall’uomo, è stato questo ritratto.

Da questo punto di vista quindi, non c’è nulla da temere, l’era delle macchine in cui queste saranno in grado di pensare autonomamente è ancora molto lontana, per ora le intelligenze artificiali continuano si limitano a rispondere alle domande che vengono poste loro ed eseguire i comandi e richieste fatti dall’uomo, dagli utenti, muovendosi nei limiti prefissati dagli sviluppatori.

Quando una IA che ha il compito di verificare la presenza di ingredienti e cibo nel nostro frigorifero e realizzare liste della spesa oppure ordinare ciò che manca, ci invierà un dipinto in cui siamo raffigurati, in quel caso forse dovremmo effettivamente iniziare a preoccuparci, ma al momento, siamo ancora molto lontani. La IA che ha realizzato questo dipinto non lo ha fatto per esprimere se stessa, non lo ha fatto per comunicare sentimenti ed emozioni, lo ha fatto perché gli è stato chiesto di farlo, applicando in maniera meccanica alcune delle tecniche apprese e registrate nel proprio codice, la macchina ha semplicemente emulato quello che dovrebbe essere il risultato finale della tecnica appresa, in questo caso, ha emulato la creazione di un ritratto, ed ha potuto farlo perché il suo codice lo prevede.

Ciò che ha fatto non è molto diverso dalla funzione “raccontami una barzelletta” dei vari assistenti vocali, Google Assistant, Siri, Bixbi, Cortana ed Alexa, attualmente presenti sul mercato.

Se chiedi allo smartphone di raccontare una barzelletta e lui la racconta, questo non significa che lo smartphone sia dotato di senso dell’umorismo, significa semplicemente che, nel suo codice sa cos’è una barzelletta e quando richiesto fa una ricerca sul web e ne racconta una selezionata casualmente.

Fonte: https://www.christies.com/features/A-collaboration-between-two-artists-one-human-one-a-machine-9332-1.aspx
Qualche informazione in più non guasta mai: https://tech.fanpage.it/christies-vende-allasta-il-primo-ritratto-realizzato-da-una-intelligenza-artificiale/

 

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