Qual è la differenza tra Sunniti e Sciiti ?

La divisione è puramente ideologica e presenta due letture/visioni inconciliabili l’una con l’altra.

La disputa ha inizio nel 632 alla morte di Maometto, detto in breve, alla morte del profeta, ci fu una lotta per stabilire chi dovesse riempire il vuoto di potere, e tra i tanti contendenti alla successione di Maometto, in due trionfarono, da una parte Abu Bakr, amico del profeta e padre di Aisha, moglie Maometto, dando origine al ramo Sunnita, secondo cui, ogni musulmano di buona fede, e abbastanza addentrato nella dottrina, potesse accedere alla carica di guida politica e spirituale dell’intera Umma, tutta la comunità islamica mondiale.
Dall’altra parte trionfò Ali, cugino e genero di Maometto, dando origine alla corrente sciita, secondo cui, alla guida politica e spirituale dell’Umma avrebbe dovuto esserci un consanguineo di Maometto, un discendente diretto della sua famiglia.

Questa differenza apparentemente minimale, è in realtà una profonda differenza sul piano politico, de facto, che avrebbe portato la corrente sunnita a diventare la principale e più diffusa corrente islamica (ad oggi circa il 90% della popolazione islamica è di fede sunnita). Questo per ovvie ragioni soprattutto politiche.

La corrente sunnita è quella che più si presta ad una possibile “carriera” politica e spirituale, chiunque si professi di fede sunnita può infatti ambire a diventare guida politica e spirituale dell’intera comunità, e più probabilmente potrà riunire sotto un unico vessillo l’Umma.
Dall’altra parte, questo progetto, per gli sciiti è molto più complesso e difficile da perseguire, poiché solo un legame di parentela reale o presunto con il profeta poteva garantire la possibilità di accedere a tale carica, in questo senso, la fede sciita, più dinastica si sarebbe ritrovata a vivere sulla propria pelle, numerose crisi e lotte politiche tra i vari eredi o presunti eredi, che ambivano alla successione di Maometto, queste lotte interne avrebbero portato alla nascita di numerose correnti minori, di cui almeno tre grandi confessioni sciita, da una parte i Duodecimani (1) (o Imamiti), da un altra parte gli Ismailiti (Settimani) e in fine i Zayditi.

I Duodecimani e Ismailiti nascono in seguito al problema della successione dell’ Imam Jaʿfar al-Ṣādiq avvenuta nel 765, il cui erede legittimo, il primogenito Ismāʿīl era morto prima di Jaʿfar al-Ṣādiq. A questo punto si aprì un problema di successione, per gli Ismailiti l’erede legittimo era Muḥammad b. Ismāʿīl, figlio di Ismāʿīl e nipote di Jaʿfar al-Ṣādiq, mentre i Duodecimani sostennero il fratello di Ismāʿīl, Mūsā al-Kāẓim, nonché figlio secondogenito di Jaʿfar al-Ṣādiq.

Per i sunniti il problema della successione dinastica, per certi versi, non si pone, l’erede legittimo non è infatti colui che condivide il sangue con il suo predecessore, ma colui che si sarebbe dimostrato più inoltrato nello studio e nella conoscenza dei testi sacri.

La grande “versatilità” politica offerta dalla fede Sunnita, l’ha resa con il passare del tempo, sempre più diffusa, fino ad arrivare, come abbiamo già detto, a coprire più del 90% della popolazione islamica mondiale, e soprattutto negli ultimi secoli, in cui gli avvenimenti europei mettevano in discussione il diritto di nascita, e professavano il trionfo della democrazia, la fede sunnita, acquisiva sempre maggiori consensi sul piano, creando leader carismatici in grado di trascinare le folle, dando vita a partiti politici di massa, come il Ba’ath o i Fratelli Musulmani, il cui principale obbiettivo politico è la riunificazione del popolo islamico.
La visione internazionalista della fede sunnita, e la sua politica molto più democratica di quanto non fosse la visione sciita, avrebbe incontrato nell’ultimo secolo e mezzo la visione marxista, portando alla nascita di numerosi partiti socialisti islamici, come il Ba’ath, i cui leader più illustri sono probabilmente la “dinastia” degli Assad in Siria e Saddam Hussein in Iraq, o i Fratelli Musulmani, più radicati in Egitto e a Gaza, e che per l’aperta conflittualità con il Ba’ath, sarebbero stati messi fuorilegge in paesi come Bahrain, Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan e Uzbekistan.

  1. I termini Decimanide e Settimanide derivano rispettivamente dal decimo e settimo califfato. Per estensione, l’affermazione della dinastia di Osman I, che avrebbe portato alla nascita dell’impero Ottomano, deriva dall’ottavo califfato

Fonti : 

W. Montgomery Watt, Breve Storia dell’Islam, Il Mulino, 2001
M. Emiliani, Medio Oriente. Una storia dal 1918 al 1991, Laterza, 2014.
What is the difference between Sunni and Shia Muslims?, The Economist, Mag 29 2013, S.B. Traduzione in italiano sull’Internazionale, a cura di Giusy Muzzopappa, Gen 05 Gen 2016.

Religione, una storia che va dalla magia alla scienza

“Storia ed evoluzione della religione e del mondo spirituale, dalle prime preistoriche forme di magia, passando per i politeismi antichi fino a raggiungere la divisione tra il mondo spirituale ed il mondo scientifico, e la nascita di monoteismi, scienza e filosofia.”

La storia delle religioni è una disciplina che viaggia parallelamente all’antropologia e permette di osservare l’evoluzione del mondo e delle strutture umane da un punto di vista differente.

Ad un certo punto della storia, la religione si trasforma, passando dall’essere un qualcosa di pubblico e condiviso, da vivere collettivamente in gruppo attraverso giochi, feste e banchetti, per diventare qualcosa di più intimo e riservato, da vivere nel privato, in un clima più familiare, questo cambiamento strutturale si lega al cambiamento di rotta nell’inseguimento degli obbiettivi fondamentali, o meglio nei compiti propri della ricerca religiosa e spirituale.

Compito della magia e dei politeismi è quello di spiegare l’inconoscibile, la magia in particolare aveva il compito di rendere accessibili all’uomo quei fenomeni di cui non se ne comprendeva totalmente la natura ed i meccanismi, e di cui tuttavia aveva una conoscenza empirica degli effetti e di conseguenza quei fenomeno sono considerati magici.

Agire in un determinato modo, compiere una determinata azione produce una reazione, la magia è quindi la larva da cui sarebbero nate il mondo della fisica, l’embrione potremmo dire del terzo principio della dinamica, e allo stesso tempo delle religioni, procedendo con una prima divisione netta tra tutto ciò che poteva essere controllato dall’uomo, e ciò che al contrario era totalmente incontrollabile e quindi inconoscibile. Ciò che può essere controllato esce dal mondo magico per entrare a far parte del mondo tecnico e scientifico, tutto il resto necessita di una spiegazione, e a questo scopo nascono divinità e le mitologia.

La mitologia riesce a spiegare con le i suoi racconti ed i suoi personaggi dotati di poteri straordinari, tutto quanto accadeva al di fuori del controllo umano, per ogni fenomeno geologico o cosmologico esiste una divinità che con il suo lavoro possa giustificarlo, e in caso di anomalie la natura “umana” delle divinità funge da ancora di salvataggio, così fenomeni rari o imprevedibili quali possono essere una eclissi, un terremoto, o una pioggia di meteore, sono spiegate con capricci e litigi e guerre tra queste divinità create allo scopo di decidono e regolare le sorti del mondo.

Il mondo mitologico è un mondo statico e stagnante, che tende alla non evoluzione, e in caso di nuove scoperte semplicemente si munisce di una nuova divinità per assolvere al nuovo compito, al contrario il mondo fisico delle scienze è in continua evoluzione e mutamento, teorie e concetti sono continuamente rielaborate e ridisegnate, e lo stesso accade per la strumentazione in uso, gli attrezzi da lavoro e di osservazione del ricercatore, dello scienziato, sono in continua evoluzione, diventando sempre più accurati e precisi e permettendo di diversificare sempre di più la ricerca, e le ricerche, permettendo quindi lo studio di fenomeni che prima erano considerati incomprensibili la cui comprensione era affidata alla mitologia.

Gli scienziati puntando i propri strumenti e facendo luce sul lavoro degli dei, rendono quel tipo di mitologia, statica, obsoleta, sostituendosi ad essa, e rilegando la religione e lo spiritualismo al ruolo di guida etica e morale.

La religione in questo modo cambia la sua natura trasformandosi da pubblica a privata, ed incentrando la sua ricerca non più sul funzionamento del mondo e dell’uomo, ma sull’uomo in quanto essere senziente, lavorando parallelamente alla ricerca filosofica, con però un’eredità sociale, che rende la religione un fenomeno culturale da vivere privatamente, e nella sua componente originale di strumento di semplificazione, basato sull’accettazione di dettami e dogmi precostituiti, risulta accessibile a chiunque.

Potremmo dunque dire che da una parte le scienze cercano di capire come funziona l’universo e l’uomo, mentre le varie religioni e filosofie cercano di comprenderne il perché, nel tentativo di rispondere alla domanda fondamentale … chi è l’uomo ?

 

 

Bibliografiai :

James George Frazer, The Golden Bough: A Study in Magic and Religion, 1915

Ernesto de Martino, Il mondo magico: prolegomeni a una storia del magismo , 1948