trump si prende la luna

Trump dichiara la Luna territorio Americano?

Il presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo che incoraggia i soggetti privati a investire nel programma di esplorazione spaziale che punta a Marte passando dalla Luna. Trump garantisce lo sfruttamento minerario e naturale dello spazio agli americani: «gli Stati Uniti non lo considerano un bene comune globale»

Aprile 2020, non c’è limite al peggio. Con un ordine esecutivo, il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, incoraggia le società private, in particolare quelle statunitensi, allo sfruttamento minerario del suolo lunare.

L’ordine Esecutivo di Trump

Tra i poteri del presidente degli stati uniti, vi è quello di emanare ordini esecutivi, ovvero leggi speciali/straordinarie, e il 6 aprile 2020 il presidente Trump, ha emanato un ordine esecutivo che riguarda il programma spaziale degli USA che punta ad andare su Marte, passando per la Luna, nell’ottica del programma Artemis.

Il programma Artemis punta a stabilire una presenza umana sostenibile nell’orbita lunare entro il 2024 ed una base sul suolo lunare, entro il 2028. Il programma Artemis prevede anche la partecipazione di partner commerciali che possano recuperare e utilizzare le risorse dello spazio: acqua, regolite e altri minerali.

Secondo il presidente Trump la mancanza di regole che consentono a soggetti privati di recuperare risorse naturali dalla luna e dallo spazio, ha enormemente rallentato e scoraggiato la partecipazione di privati ai vari programma spaziali governativi e intergovernativi

La mancanza di certezze riguardo ai diritti di sfruttamento delle risorse spaziali da parte di soggetti privati, e in particolare il diritto di recupero e utilizzo a scopi commerciali delle risorse naturali della Luna, ha scoraggiato alcune imprese a partecipare al programma spaziale”

In effetti, la giurisprudenza che riguarda lo sfruttamento minerario e delle risorse extra atmosferiche, è abbastanza vacante, non vi sono molte regole se non qualche trattato, che lo stesso Trump non ha mancato di menzionare.

Il trattato spaziale

Nel 1966 una commissione delle Nazioni Unite, ha elaborato un trattato internazionale, noto come The Outer space Treaty, approvato dalla risoluzione 2222, successivamente firmato e ratificato dai governi di tutti i paesi membri dell’ONU entro la fine del 1966.

Firma e Ratifica sono passaggi istituzionali differenti, la firma coinvolge il presidente e il governo, mentre la ratifica, avviene in un secondo momento, e costituisce l'approvazione e acquisizione, da parte del parlamento nazionale, della norma di diritto internazionale, all'interno del corpus giuridico nazionale. Può capitare che un presidente o ministro Firmi un trattato ma che questi, successivamente, non venga ratificato, come è successo con il trattato istitutivo della Società delle Nazioni, firmato dal presidente USA Woodrow Wilson, ma non ratificato dal Congresso, cosa che de facto, ha ha permesso agli USA di non entrare a far parte della Società delle Nazioni  

Secondo questo trattato, la Luna e gli altri corpi celesti (extra atmosferici) possono essere usati esclusivamente per scopi pacifici, non si fa tuttavia menzione della possibilità (o divieto) di sfruttamento privato delle risorse naturali dei suddetti corpi.

Il trattato è stato modellato su quello che era il preesistente trattato antartico del 1959.

Un video del Canale Link 4 Universe in cui si parla proprio di Diritto “lunare” e sfruttamento delle risorse spaziali.

La questione giuridica scaturita dall’ordine esecutivo di Trump, apre le porte ad un corposo dibattito internazionale, che coinvolgerà nelle prossime settimane, mesi, forse anni, l’ufficio delle Nazioni Uniteper gli affari dello spazio esterno (UNOOSA) l’assemblea Planetaria dell’ONU ed il consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e l’ampia documentazione giuridica riguardante il trattato Antartico, giocherà quasi certamente un ruolo determinante, viste le numerose analogie tra i due trattati del 1959 e 1966.

Una questioni di diritto internazionale

Il trattato dello spazio extraplanetario, rientra in quello che è il campo del diritto internazionale, ed è volto a regolamentare i rapporti tra le nazioni.

Nella gerarchia giuridica, questo trattato rientra in un campo posto al di sopra del diritto nazionale, ciò significa che, l’ordine esecutivo di Trump, ha valore, ma il suo valore è relativo, poiché tecnicamente Trump non possiede l’autorità giuridica per decidere autonomamente, come, dove e quanto può o potrà essere sfruttato il suolo lunare e altre risorse extra atmosferiche.

Nonostante ciò, l’ordine esecutivo di Trump, non costituisce (totalmente) una violazione del diritto internazionale, poiché interviene in una zona grigia del diritto internazionale, dove non è ben chiaro cosa si possa o non si possa fare. L’ordine esecutivo, che deriva dai poteri militari del capo della Casa Bianca, non totalmente legittimo, ma non è neanche un atto di guerra e finché l’ONU non si esprimerà in merito, vivrà in quel limbo giuridico per cui è valido e illegittimo allo stesso tempo.

Va detta un ultima cosa, i provvedimenti e le decisioni da prendere, in seguito ad una violazione di questo calibro, coinvolgono direttamente il consiglio di sicurezza delle nazioni unite, consiglio di sicurezza di cui gli USA sono membro permanente con diritto di veto, che tradotto significa che molto probabilmente non ci saranno ripercussioni per gli usa, e l’ordine esecutivo di Trump verrà accolto positivamente dall’Office for Outer Space Affairs delle Nazioni Unite.

Indipendentemente da come si concluderà la vicenda giuridica, ciò che accadrà nell’immediato futuro è che l’ordine esecutivo di Trump verrà analizzati e valutato direttamente dal consiglio di sicurezza dell’ONU

Considerazioni personali

Personalmente non so come evolverà la situazione, ma possiamo provare ad intuirlo.

Lo spazio extraplanetario, così come la superficie lunare e marziana, rappresentano una grande opportunità per l’umanità nel suo complesso, oltre che un immensa fonte di profitto per chiunque vorrà mettere le mani su quell’enorme torta ricca di risorse minerarie preziose.

Dall’accesso e dal controllo dello spazio dipenderanno, nei prossimi anni, gli equilibri tra nazioni, società private e multinazionali.

Potenzialmente una nazione povera di risorse minerarie, in grado di attingere alle risorse minerarie extraplanetarie, può vivere una vera e propria rivoluzione industriale, così come una nazione ricca di risorse minerarie, ma impossibilitata a raggiungere lo spazio, potrebbe non conoscere una nuova fase espansiva, e in assenza di un sistema di regole e di una visione condivise tra le nazioni sulle modalità con cui operare, questa corsa alle risorse potrebbe tradursi in conflitti di varia natura, anche sulla terra.

Rispetto alle questioni terrestri tuttavia, lo spirito di cooperazioni tra le nazioni, quando riguarda lo spazio sembra essere condiviso, è quindi molto improbabile che assisteremo a scenari simili a quello africano, ed è più probabile che si andrà in una direzione molto simile a quella presa per l’Antartide, dove, da decenni, le nazioni collaborano con privati, per scopi scientifici e per recuperare risorse minerarie.

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