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Tutto sommato “non” era “solo” un altro muro nel mondo.

Quando fu e perché fu costruito il Muro di Berlino?
Quanto era alto, dove si trova, quante persone hanno provato a superarlo e quante hanno perso la vita provando a raggiungere l’altra parte?
In quanti lavorarono alla costruzione del muro, e in quanti lavoravano alla sorveglianza del muro?

Siamo davvero sicuri che questi dati abbiano una qualche importanza?

In fondo queste informazioni ci dicono solo che quel muro, era solo un muro di frontiera, ben fortificato, e che divideva in due una città, ma questo lo sapevamo già, era implicito nel suo nome, “muro di Berlino”.

Quello che queste informazioni, da sole, non ci dicono, è cosa quel muro era realmente, cosa rappresentava per chi viveva in quella città, e per chi viveva fuori da quella città. Non ci dice cosa rappresentava quel muro per chi viveva da una parte o dall’altra della striscia della morte, dalla parte giusta o dalla parte sbagliata del muro… e quale che fosse la parte giusta o sbagliata, forse non lo sapremo mai, e in realtà in termini storici, neanche ci interessa saperlo.

Una cosa è certa, trent’anni fa, il 30 novembre 1989, quel muro veniva abbattuto e la sua caduta, è stata forse l’episodio più importante del XX secolo, forse seconda solo alla fine della seconda guerra mondiale, o forse, ha rappresentato la vera fine della seconda guerra mondiale.

Ma comunque, se sono i numeri, nudi e crudi, quello che volete, eccovi serviti.

Il muro era alto 3,6 metri, fu costruito in più tornate tra il 1961 e 1975, per essere più precisi, venne costruito un primo muro al confine tra Berlino Est e Berlino Ovest nel 1961, poi rinnovato nel 1965. Più all’interno, di circa dieci metri rispetto al muro del 1961, nel 1962 venne costruito un secondo muro, poi rinnovato nel 1965.

I due, insieme delineavano il confine “orientale” e quello “occidentale” della “striscia della morte” un corridoio largo meno di dieci metri che si estendeva attorno Berlino Ovest per oltre 150Km. Il suo nome non lascia molto spazio all’immaginazione, chiunque vi mettesse piede, senza autorizzazione, andava incontro alla morte.

Il muro, ospitava circa 13 passaggi, nove dei quali collegavano Berlino Ovest a Berlino Est, i restanti quattro collegavano Berlino Ovest alla Repubblica Democratica Tedesca (RDT).

I varchi, così come tutta la muraglia erano presidiati e sorvegliati a vista, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, da circa mille guardie di frontiera e trecento unità cinofile, coadiuvate da più di seicento cecchini, perennemente di guardia sulle oltre trecento torri di guardia. E per non farsi mancare nulla, la “death Strip” era perennemente illuminata, circondata da diversi chilometri di filo spinato ed ospitava un fossato anticarro.

Il muro era stato costruito per impedire alla popolazione tedesca ella RDT di raggiungere Berlino Ovest e da lì fuggire verso la RFT (repubblica federale tedesca), e bisogna dire che assolse egregiamente al proprio compito, poiché tra il 1961, anno della costruzione del muro e il 1989, anno della caduta del muro, solo 5000 persone riuscirono a fuggire, molti dei quali tra il 13 ed il 15 agosto 1961, quando il muro era ancora poco più che una recinzione in filo spinato. Purtroppo, va segnalato che, nel tentativo di fuggire, circa 600 persero la vita tra il ’61 ed l’89.

Va precisato che, nel periodo immediatamente precedente la costruzione del muro, tra il 1958 ed il 1961, circa 2,5 milioni di persone, lasciarono la RDT, sfruttando il ponte aereo che collegava Berlino Ovest alla RFT e il mondo occidentale.

Non conosciamo il costo complessivo del muro, sappiamo però che l’ultimo ammodernamento, del 1975, costò al governo della RDT, circa 16 Milioni di Marchi, l’equivalente di circa 50 milioni di € del 2015.

Se questi dati non vi bastano, vi consiglio di recuperare il video associato a questo post, in cui oltre ai dati nudi e crudi, vi spiego anche cosa ha portato a determinate scelte e qual’era il clima internazionale quando determinate scelte vennero prese.

Vi consiglio inoltre la lettura dell’antologia “Non si può dividere il cielo. Storie dal muro di Berlino” curata da Gianluca Falanga https://amzn.to/2BDCLFe e dei saggi, Ulrich Mählert, La DDR. Una storia breve 1949-1989 | https://amzn.to/2oZ7iuB, Gianluca Falanga, Il ministero della paranoia. Storia della Stasi | https://amzn.to/2WaToS9
Anna Funder, C’era una volta la DDR | https://amzn.to/2oeIazs, Garton Ash, Timothy, Il dossier | https://amzn.to/2JjkYaI

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