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USA si preparano ad azione militare contro la Turchia

Il dado sembra essere tratto, gli USA sembrano pronti ad un offensiva militare contro la Turchia e come volevasi dimostrare, ora che Mike Pompeo (segretario di stato USA) ha annunciato la possibilità di un azione militare statunitense approvata dal presidente Trump, le stesse persone che, appena dieci giorni fa, criticavano Trum e gli USA per aver “abbandonato e tradito i curdi” ora usano la parola Imperialismo per attaccare gli USA (continuando invece a tacere sulla politica imperialista della Russia).

Al di la delle contraddizioni degli anti-americani a cui non importa cosa effettivamente facciano gli USA, perché qualunque cosa facciano, sono in difetto, l’ipotetica e probabile azione contro la Turchia porta con se una fitta rete di conseguenze e rischia di mettere in crisi i già precari equilibri della NATO, di cui la Turchia fa parte fin dal 1952 anno della morte di Stalin e del test nucleare statunitense nell’atollo di Bikini.

Forse, prima di passare ad azioni militari, sarebbe opportuno provare a trovare soluzioni diplomatiche, e anche se Erdogan sembra non conoscere altro linguaggio che quello delle armi, sono abbastanza sicuro che non resisterebbe a lungo ad un embargo prolungato da parte delle Nazioni Unite. Certo, per un embargo totale servirebbe l’OK dell’ONU e in effetti l’ONU ha già provato a percorrere questa strada… ricordiamo che, neanche una settimana fa, l’ONU ha proposto di sanzionare la Turchia, con un embargo totale da parte dell’ONU, come previsto dall’articolo 41 dello statuto delle nazioni unite, e che la Russia ha esercitato il diritto di veto, impedendo all’ONU di intervenire.

L’ho detto e lo ripeto, stiamo assistendo ad un innaturale escalation di violenza ed uno spettacolo pietoso, di imperialismo Russo che prova a sostituirsi a quello americano, che mette in discussione il ruolo dell’ONU nel mondo, ed ora, con un possibile intervento contro la Turchia, sembra delinearsi all’orizzonte anche la fine della NATO.

Speravo in una presa di posizione dell’Europa, ma tanto per cambiare l’europa continua a comportarsi come il locandiere del vecchio West, e non si preoccupa di cosa accade fuori dalla locanda.

Nel frattempo però, fuori dalla locanda, gli USA continuano a comportarsi da sceriffo che si è appuntato da solo la spilla sul petto, ma lo sappiamo tutti che quello sceriffo è in realtà un uomo della ferrovia, e ora, a complicare la situazione, c’è la Russia che gioca il ruolo del capo dei banditi e vuole fare lo sceriffo.

E mentre il vero sceriffo, quello legittimo, l’ONU, continua a stare chissà dove, sepolto nel deserto fino al collo, con le mani legate dietro la schiena, mentre un avvoltoio volteggia sulla sua testa e qualche sciacallo non aspetta altro che un pretesto per smembrarlo e scopargli il cranio, fuori in strada, gli uomini della ferrovia e i banditi, continuano impunemente a saccheggiare i villaggi vicini e occupare la terra dei pellerossa, che in questo particolare scenario da vecchio West, vestono i panni del popolo curdo.

Ah, dimenticavo, l’intervento militare degli USA contro la Turchia, non è ancora chiaro se avverrà come azione della NATO o come azione indipendente degli USA, anche perché ricordiamo che la Turchia è un membro della NATO e questa sarebbe la prima volta nella storia che un paese NATO verrebbe attaccato da altri paesi NATO.

Che sia l’inizio della fine del patto atlantico? e se si, cosa verrà dopo?

Forse è il caso che l’Europa ponderi bene le proprie azioni, e che lo faccia in fretta, perché il tramonto della NATO lascerebbe un enorme vuoto di potere nel mondo che qualcuno dovrà riempire, e al momento, l’Europa e la Cina sono i principali candidati, ma è anche vero che la Cina non sembra interessata a ricoprire quel ruolo, mentre la Russia non aspetta altro.

Personalmente auspico un ascesa dell’Europa, ma non so quanto, in questo dato momento storico, questo desiderio possa essere realizzato da un organizzazione oggettivamente debole, ma con un enorme potenziale inespresso. Detto in soldoni, vorrei che l’Europa smettesse di girare attorno ai problemi e si decidesse, finalmente, ad affrontarli, con una politica estera comune e soprattutto con la nascita di una Comunità Europea per la Difesa, che porti a compimento quello che l’europa ha iniziato (e mai portato a termine) con la CED negli anni cinquanta.

All’epoca la CED appariva come un inutile alternativa alla NATO, ma senza gli USA, e andava in conflitto con la politica coloniale di Francia e Regno Unito, ma ora che non ci sono più le colonie e che gli USA sembrano essere sempre più interessati a scaricare la NATO, direi che le condizioni per la creazione di una nuova CED ci sono… il problema è che manca la volontà.

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