batman l'eroe kinkyy, simbolo della società liberale borghese

Batman, l’eroe kinky simbolo della società Borghese

Batman è un miliardario, filantropo, che nella vita privata ha un controverso rapporto con il proprio servizievole e fin troppo autoritario maggiordomo, che nel privato ama indossare strane tute in lattex, ha un vero e proprio dungeon sotto casa, con una stanza piena di giocattoli dalla forma decisamente particolare, e le sue frequentazioni notturne sono uomini e donne, che spesso indossano tutine in lattex, e si legano e frustano a vicenda.

Batman ha decisamente qualcosa da raccontarci!

Prima di cominciare, va fatta una premessa, anche se abituati ad associare il fumetto ai più giovani, le storie di Batman, prendono ispirazione dal mondo dell’horror ed hanno una forte componente erotica al proprio interno, spesso apparentemente involontaria.

Horror ed erotismo in Batman viaggiano di pari passo e permeano ogni singola tavola e fotogramma delle varie opere che hanno avuto come protagonista l’uomo pipistrello, questo dualismo in alcune fasi è stato più presente rispetto ad altre, ma nel complesso, persino la demenziale serie TV degli anni sessanta e la serie a cartoni degli anni 90, erano piene di allusioni sessuali, più o meno esplicite. Fatta eccezione per queste due parentesi, il restante mondo di Batman si compone delle atmosfere gotiche e notturne di Gotham City, spesso raccontata attraverso le vicissitudini della vita notturna, mostrano una città divorata da alcol, droghe, prostituzione, asserviti alla criminalità organizzata. Ci mostrano un mondo corrotto sotto la superficie, che non era particolarmente “adatto” ai più giovani, un pubblico al quale il fumetto non si rivolge direttamente.

Batman è un fumetto per adulti, o al massimo adolescenti, e attraverso le sue storie parla di Politica, di società, di cultura, di sessualità, e lo fa decisamente con stile.

Batman Icona della società borghese

Gli eroi a fumetti sono nno dei simboli della cultura popolare, e negli ultimi anni, grazie all’enorme successo dei cinecomics, film ispirati al mondo del fumetto, questi eroi, come Batman hanno trovato una nuova giovinezza e un nuovo volto.

Il personaggio di Batman è apparso sui fumetti della DC Comics, per la prima volta nel 1939, e la genesi del personaggio è molto legata alla storia di quegli anni. Bruce Wayne, l’uomo dietro la maschera di Batman, nella propria versione originale, è figlio indiretto della grande depressione e la sua storia personale si lega alla storia degli anni trenta, ma è anche un uomo delle elite, è l’erede di un impero milionario, che, in modo più o meno diretto, ha perso i propri genitori per effetto della crisi del 29, e questo evento traumatico avrebbe condizionato tutta la sua vita da eroe.

Wayne vive in un mondo in cui le organizzazioni criminali dominano la città di Gotham, una città corrotta e in decadenza, e nelle storie che lo hanno come protagonista, nonostante i vari adattamenti temporali, ha impegnato gran parte delle proprie risorse private, per il bene della comunità.

Possiamo vedere Bruce Wayne come un miliardario filantropo, che fa più del proprio dovere, per proteggere la propria città. In questa descrizione molto generale, Bruce Wayne, oltre ad essere l’eroe mascherato di Gotham City, è anche un “eroe” ideologico.

Siamo sul finire degli anni trenta, la seconda guerra mondiale è alle porte, e il mondo, soprattutto gli Stati Uniti d’America, più che la Germania Nazista, nutre molte riserve nei confronti dell’Unione Sovietica, portatrice di un sistema di valori in conflitto con i valori borghesi della società Americana, e a proposito di valori borghesi, Batman è l’incarnazione di quel sistema di valori e di quella società, in quanto uomo che, nonostante sia cresciuto nel privilegio, si è costruito da solo, ha affermato la propria posizione grazie alle proprie capacità individuali, e, una volta raggiunto l’apice, ha messo le proprie competenze e conoscenze al servizio della collettività, non perché ne avesse un qualche dovere, ma per pura scelta morale.

Al di la delle varie influenze provenienti da altri fumetti e personaggi della Golden Age, il personaggio di Wayne è fortemente influenzato dalla cultura americana dell’epoca e rappresenta l’eroe, mosso da principi morali, che fa tutto ciò che è in suo potere, e anche qualcosa in più, per un bene superiore.

Nella prima metà degli anni quaranta il personaggio di Batman subisce notevoli trasformazioni, sia sul piano personale che sul piano estetico, e in questo periodo, con la guerra che infiammava in europa, fanno la propria apparizione alcuni dei principali nemici di Batman, tra cui il Joker, Pinguino e Due Facce, le storie di quest’ultimo sarebbero tornate in auge negli anni sessanta.

I personaggi che popolano il mondo di Batman sono tutti, in un modo o nell’altro legati all’ideologia borghese, e se in uomini come Bruce Wayne, vengono elevati i valori di quella data visione del mondo, in uomini come Pinguino e Due Facce, ne vengono evidenziati i lati oscuri.

Negli anni sono state avanzate numerose teorie e proposte diverse chiavi di lettura del personaggio di Batman, con non poche reazioni, spesso infastidite da parte degli autori.

La teoria di Batman icona gay.

Una delle teorie più interessanti sul personaggio di Batman fu ipotizzava una sua possibile omosessualità, questa teoria, avanzata per la prima volta nel 1991 da Andy Medhurst, nel saggio “Batman, Deviance and Camp” dove sosteneva che il personaggio di Batman fosse un “icona gay” perché “fu uno dei primi personaggi dei fumetti ad essere accusato di omosessualità” e che “la serie TV degli anni sessanta” per il suo uso consapevole e sofisticato del Kitschè una pietra miliare del camp“.

Gli storici autori del fumetto, come Alan Grant, non apprezzarono particolarmente questa teoria, osservando in un commento che il Batman delle loro sue storie, il Batman che aveva scritto per 13 anni non era gay, così come non lo era il Batman di Denny O’Neil e quello di Marv Wolfman, poiché il loro Batman si rifaceva al Batman di Bob Kane, uno degli ideatori del personaggio, che non lo aveva concepito come un personaggio Gay. L’unico autore che potrebbe avere avuto un interpretazione differente, secondo Grant, era quello di Joel Schimacher.

Diversamente da Grant, Devin Grayson ha assunto una posizione più morbida sull’orientamento sessuale di Batman, osservando che richiamandosi alla teoria della morte dell’autore, la risposta alla domanda se Batman fosse Gay o meno, stava al lettore, e a meno che, il personaggio non avesse espresso chiaramente, nel fumetto, il proprio orientamento, ogni lettore era libero di interpretare gli atteggiamenti dell’eroe.

Frank Miller, che diede vita alle storie di Batman negli anni 80, assunse una posizione ancora diversa, sostenendo da un lato che la lotta tra Batman e Joker, fosse un “incubo omofobo” e dall’alto che, il personaggio di Bruce Wayne era presumibilmente un uomo che sublimava le proprie pulsioni sessuali attraverso la lotta al crimine, arrivando alla conclusione che sarebbe stato “più sano” se Batman fosse stato veramente Gay.

Rileggendo le storie di Batman alla luce di queste teorie e dichiarazioni, e soffermandosi sulle relazioni personali di Bruce Wayne e Batman, con i vari personaggi, personalmente sposando la teoria per cui più che gay, Bruce Wayne sia un personaggio bisessuale.

Del resto in che altro modo potremmo definire un uomo milionario, con un rapporto decisamente particolare con il proprio servizievole e autoritario maggiordomo, che ama indossare tutine in lattice ed ha un dungeon pieno di giocattoli costosi dalla forma decisamente particolare.

Questa teoria riflette perfettamente la vocazione originale del fumetto, quale esaltazione dei valori positivi della società borghese, una società libera, in cui non esistono vincoli alla propria individualità e alla piena realizzazione di se, se non forse solo il principio di reciprocità per cui, la piena affermazione di se, la piena libertà di un individuo, è limitata solo ed esclusivamente dalla libertà di altri individui.

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La vita sessuale di un Frate del Medioevo | Decameron +18

La vita sessuale nel medioevo, era tutt’altro che noiosa e piatta.
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