Chi era Cesare Battisti, l’eroe italiano nella prima guerra mondiale?

Negli ultimi giorni si sta parlando molto di Cesare Battisti, un criminale che dopo molti anni di latitanza è stato finalmente consegnato alla giustizia italiana, c’è però un grande problema attorno al suo nome, si tratta di un caso (poco casuale) di omonimia che sta spingendo molti italiani in questi giorni a credere che il patriota ed eroe italiano Cesare Battisti nato a Trento il 4 febbraio 1875 e morto a Trento il 12 luglio 1916, a cui sono intitolate strade, monumenti e piazze in tutto il paese, sia lo stesso Cesare Battisti arrestato in Bolivia nel 2018.

Si tratta in realtà di un caso di omonimia poco casuale, i due Cesare Battisti condividono il nome, per ragioni storiche, ed entrambi sono stati arrestati all’estero (uno in Italia da cittadino Austriaco, l’altro in Bolivia da cittadino Italiano) e successivamente condotti al proprio paese di origine per essere processati e scontare la propria pena, inoltre entrambi vennero associati, per motivi propagandistici ad una precisa identità politica (uno fu associato al Fascismo, l’altro al Comunismo) senza però mai essere realmente associati a quei partiti e senza aver mai avuto realmente l’appoggio di quelle correnti politiche, ma cerchiamo di fare chiarezza e di capire chi era, realmente, il Cesare Battisti che ricordiamo nelle nostre strade.

Una delle più forti e autorevoli voci dell’interventismo italiano, prima della grande guerra, fu quella di Cesare Battisti, che, al pari di Mussolini e Marinetti, si battè perché l’italia entrasse in guerra. Battisti, allora deputato socialista al parlamento viennese, rappresentante della città di Trento, nel 1914 lasciò il proprio incarico parlamentare e venne in italia, dove tenne una serie di incontri in piazze e teatri, per sensibilizzare gli intellettuali italiani e convincerli che l’italia dovesse entrare in guerra per liberare la sua Trento dal dominio austriaco.

Nel 1915, quando l’italia entrò in guerra contro l’Austria Battisti fu uno dei primi ad arruolarsi volontario tra le fila dell’esercito italiano, o meglio, del corpo degli alpini, sebbene non fosse un cittadino del regno d’italia, e partì al fronte, per combattere contro l’esercito austriaco. Si ritrovò a combattere soprattutto contro suoi ex concittadini, gente che conosceva, molti dei soldati contro cui combatté erano suoi amici, parenti, gente che lo aveva votato ed eletto al parlamento viennese.

Durante la guerra comunque, nel corso di un avanzata austriaca, Cesare Battisti venne fatto prigioniero dall’esercito nemico e condotto a Tento, qui venne processato e condannato all’impiccagione come traditore, per aver cospirato e combattuto contro l’impero Austro-Ungarico di cui era un cittadino. Venne impiccato a Trento, il 12 luglio 1916 e le sue ultime parole furono “Viva Trento italiana! Viva l’Italia!”.

Dopo la conclusione della guerra, con l’avvento del fascismo in Italia e l’occupazione italiana della città di Trento, Battisti fu proclamato Eroe Nazionale, e il suo nome fu elevato nell’olimpo del regno d’italia diventando un icona del nazionalismo italiano e del fascismo (anche se non era un fascista e la sua famiglia ha sempre negato che Battisti fosse un Fascista, rivendicando invece la sua ideologia socialista).

Durante il regno d’italia a Battisti furono intitolate innumerevoli strade, piazze e monumenti in tutta italia e in suo onore, molte famiglie italiane chiamarono i propri figli “cesare” (stando ai registri anagrafici, durante gli anni del fascismo Cesare era uno dei nomi più di tendenza in italia dopo Benito e Vittorio).

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