Cos’è la Corte Europea dei diritti dell’uomo, e perché non ha nulla a che vedere con la Comunità Europea?

La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, spesso abbreviata in CEDU o Corte EDU, è un corte internazionale indipendente, scollegata sia dalla Comunità Europea che dalle Nazioni Unite. Questa corte internazionale è stata istituita nel 19

Volendo essere meticolosi, tre date in particolare segnano la nascita della CEDU, queste sono il 21 gennaio, il 23 febbraio ed il 20 aprile del 1959.
Il 21 gennaio 1959 è il giorno in cui avvenne l’elezione dei membri della CEDU, il 23 febbraio 1959 vide l’inizio della prima seduta, che sarebbe durata 5 giorni, fino al 27 febbraio, ed il 20 aprile 1959 è il giorno in cui fu tenuto ufficialmente il discorso inaugurale dell’istituzione. Vi è una quarta data da menzionare nella genesi dell’istituzione, ed è il l 14 novembre 1960, in questa data fu emessa la prima sentenza della corte, nel caso Lawless contro l’Irlanda. Citare questa prima sentenza che vede il coinvolgimento dell’Irlanda nel 1960 è molto importante per rimarcare che non vi è alcun legame tra la Corte Europea e la comunità Europea, in quanto nel 1960 l’Irlanda non era parte di nessuna delle istituzioni comunitarie europee che costituiscono la base dell’Unione Europea. L’Irlanda infatti sarebbe entrata nella comunità europea soltanto tredici anni più tardi, nel 1973, insieme alla Danimarca e al Regno Unito, e va sottolineato che, proprio nel 1960 l’Irlanda, insieme al Regno Unito, Danimarca, Portogallo, Austria, Svezia, Norvegia e Svizzera, avevano fondato l’EFTA, European Free Trade Association, in italiano ,l’Associazione Europea per il libero scambio, un organizzazione internazionale, sovranazionale concorrenziale alla comunità europea, che raccoglieva e raggruppava tutti quei paesi che all’epoca non volevano far parte della comunità europea.

Ne consegue che, la prima sentenza emessa dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo, non coinvolge un membro della comunità Europea ma un membro dell’EFTA e che quindi, la Corte Europea non ha nessun legame effettivo con la Comunità Europea.

Il motivo per cui la Corte Europea non è un organo comunitario risiede nella sua istituzione.

Essa nasce in seno ad una convenzione internazionale tra stati europei, più precisamente la convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma, in Italia, il 4 novembre 1950 dagli allora 12 membri del Consiglio d’Europa (Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Turchia), ed è entrata in vigore il 3 settembre 1953, e la Corte Europea per i diritti dell’uomo è stata istituita, successivamente, per garantire e assicurare l’applicazione ed il rispetto dei tre titoli e 59 articoli che compongono la Convenzione. Attualmente la Corte Europea per i diritti dell’uomo conta 47 membri, ovvero tutti i membri del Consiglio d’Europa, che, proprio come la corte europea, non va confuso con la comunità europea, poiché non è un organo comunitario, basti considerare che, tra i membri del consiglio d’Europa vi sono, oltre a tutti i membri della comunità europea, anche la Russia, la Turchia, la Svizzera, la Norvegia, l’Islanda e molti altri paesi europei e non, mentre ad altri paesi non europei come Israele e il Giappone, è riconosciuto lo status di osservatori del consiglio d’europa.

Sul piano internazionale la Convenzione CEDU è considerata un testo centrale in materia di protezione dei diritti fondamentali dell’uomo, per certi aspetti superiore alla Convenzione di Ginevra, nonostante sia stata ratificata da un numero minore di nazioni, poiché, a differenza della convenzione di Ginevra, la convenzione Europea per i diritti dell’uomo, è  perché è l’unica convenzione internazionale, dotata di un proprio meccanismo giurisdizionale permanente, e che, di conseguenza, consente ad ogni individuo di richiedere la tutela dei diritti di cui questa convenzione è garante, senza che debba esservi una mediazione politica e istituzionale che coinvolga. Questo significa, all’atto pratico che attraverso il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, un singolo uomo, di una qualsiasi nazione del mondo, indipendentemente dal fatto che questa nazione abbia sottoscritto o meno la convenzione, può recarsi a Strasburgo, o delegare qualcuno perché lo faccia, e segnalare una violazione dei diritti umani riconosciuti dalla convenzione e se accolta la sua richiesta, la corte ha il potere di sanzionare e punire, persino colossi intoccabili dalle Nazioni Unite come gli Stati Uniti, la Russia e gli altri membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’ONU.

Histori Fact:

L’Italia è stato uno dei paesi promotori della nascita della CEDU ed ha ospitato la sua ratifica, avvenuta a Roma nel 1953, tuttavia, se bene l’Italia facesse effettivamente parte della convenzione fin dalla sua istituzione, il testo è entrato in vigore in Italia soltanto due anni più tardi, il 10 ottobre 1955. Il ritardo nell’approvazione del testo e del suo inserimento nell’ordinamento giuridico nazionale è dovuto ad una lunga elaborazione giurisprudenziale.

Il testo integrale della convenzione europea dei diritti dell’uomo è disponibile, in inglese e francese sul portale ufficiale del consiglio d’europa.

Fonti:

https://www.coe.int/en/web/conventions/
http://www.studiperlapace.it/documentazione/europconv.html

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