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La Battaglia, storia di Waterloo di Alessandro Barbero | Recensione

Molte volte ho parlato di Napoleone e di Waterloo, di quella battaglia che in un certo senso ha rotto l’incanto e consegnato Napoleone alla Storia.

La battaglia di Waterloo è stata raccontata da innumerevoli autori, a partire da Carl Von Clausewitz che su quel campo di battaglia era effettivamente presente, e non è mia intenzione aggiungermi, con questo post, alla lunga lista di nomi che hanno raccontato la battaglia.

Il mio intento è quello di fornire la mia personalissima ed estremamente soggettiva opinione sul saggio La Battaglia, Storia di Waterloo di Alessandro Barbero, storico e divulgatore italiano, docente di storia all’università di Torino che non ha certo bisogno di presentazioni, il suo lavoro come consulente e divulgatore su Rai Storia e membro del comitato scientifico di programmi come Quark e Ulisse, i suoi saggi e le sue innumerevoli conferenze tenute in tutta italia sono una garanzia di qualità e affidabilità, e questo saggio sulla battaglia di Waterloo non fa eccezione, è un un saggio a mio avviso meraviglioso, che vi consiglio di recuperare se non avete già letto.

Non serve che quindi mi dilunghi oltre sul curriculum e la biografia del professor Barbero e forse non serve neanche che vi dica cosa troverete nel libro qualora decideste di leggerlo, ma lo farò lo stesso.

Napoleone, per anni era stato forse qualcosa in più di un semplice uomo, di un semplice generale, di un semplice imperatore. Per milioni di uomini e donne in tutta europa Napoleone era stato quasi l’incarnazione di un sogno, aveva rappresentato l’avanguardia di una nuova epoca che si faceva strada nel vecchio mondo, era stato quasi una visione del mondo futuro che si affacciava sulla vecchia e logora europa.

Allo stesso tempo però, per altri versi, Napoleone era stato anche uno spietato signore della guerra, un demone sanguinario feroce, un folle che aveva spalancato i cancelli degli inferi, lasciando che la morte si riversasse sull’Europa come un fiume in piena e da questo punto di vista, la battaglia di Waterloo si presentava come l’ultimo grido disperato del morente gigante Golia che cadeva sotto i colpi di fionda del piccolo Davide.

Napoleone era stato il sogno e l’incubo dell’Europa tutta e dei suoi popoli, era stato amato ed odiato, prima di essere consegnato definitivamente alla storia, nell’atto finale di quel monumentale spettacolo che era stato l’impero francese, e che ora conosceva nella battaglia finale di Waterloo.

La battaglia di Waterloo è sicuramente più di una semplice battaglia, ebbe senz’altro un valore simbolico sia sul piano militare che sul piano politico, fu certamente una battaglia epocale, il cui esito avrebbe definito il futuro e le sorti dell’europa, che all’epoca, era ancora il cuore pulsante del mondo, e di conseguenza la battaglia di Waterloo segnò il futuro del mondo da quel momento in avanti.

Ma al di la di questo banale esercizio di retorica, alla fine, a Waterloo si combatté una vera battaglia, e soldati ed uomini provenienti da ogni angolo del vecchio continente, si scontrarono, si affrontarono, furono posti gli uni contro gli altri, fucile contro fucile, spada contro spada, cadavere sopra cadavere, per definire le sorti del mondo.

La Battaglia, Storia di Waterloo, ha per cardine una battaglia, forse la battaglia più importante dell’europa del XIX secolo, la grande battaglia di Waterloo, che qualcuno potrebbe definire come la grande battaglia per il destino del mondo, ma il fatto che sia un libro che parla della battaglia di Waterloo, non significa che parli solo della battaglia di Waterloo.

Ovviamente la battaglia vera e propria, gli schemi utilizzati, gli schieramenti, le unità sul campo, l’equipaggiamento dei soldati, l’artiglieria, ecc, ecc sono una componente centrale, fondamentale, per questo libro, ma raccontare la battaglia di Waterloo significa anche e soprattutto raccontare la storia di quella battaglia, significa racconta il mondo in cui venne vissuta e combattuta questa battaglia. Barbero tra le pagine di questo libro ci dice cosa c’era in gioco su quel campo di battaglia, chi erano i giocatori, qual’era lo stato d’animo delle pedine, disseminate sul campo di battaglia da entrambe le fazioni, ci racconta le paure e le angosce degli uomini che si affrontarono sul campo ed i timori e le speranze dei generali asserragliati nelle retrovie.

Da quella battaglia, dalla battaglia di Waterloo dipendevano, come già detto, le sorti del mondo, da quella battaglia dipendeva il futuro dell’europa e di tutti i suoi abitanti, e tutti, in quel momento, ne erano consapevoli.

La Battaglia, Storia di Waterloo di Alessandro Barbero è questo, un libro che racconta uno scontro di civiltà interno all’Europa, uno scontro che iniziò sul finire del XVIII secolo e continuò per gran parte del XIX secolo, il libro racconta la battaglia centrale di quello scontro epocale vissuto al cavallo tra quei due mondi che oggi indichiamo come età Moderna ed età Contemporanea, racconta un tempo troppo veloce che ha rischiato di lasciarsi la storia alle spalle, ma anche un tempo che si è impantanato e per questo è stato raggiunto e senza che se ne accorgesse, è stato superato dalla storia. Racconta l’alba di un epoca dalla doppia morale e dalla doppia faccia, che con una mano dispensava prosperità e progresso e dall’altra raccoglieva morte e distruzione.

Racconta di quel momento indelebile della storia che ha visto spalancare i cancelli degli inferi e la morte ha iniziato a cavalcare sull’Europa, da Waterloo in avanti, nel bene o nel male, l’europa non sarebbe più stata la stessa europa. A Waterloo, in quella storica battaglia, non ci furono vincitori ne vinti, ci fu solo, un deroga del tempo concesso al vecchio mondo che si sarebbe trascinato in avanti, con qualche affanno, ancora per qualche decennio.

Per quanto riguarda il libro in se, il mio giudizio è più che positivo, scritto nel solito stile di Alessandro Barbero, con la solita non banale semplicità, con la solita ironia ed accuratezza, un libro che dice tutto quello che c’era da dire e forse anche qualcosa di più, ma senza che questo risuoni come un eccesso, è un libro che racconta una storia militare, ma non la storia di una battaglia qualsiasi, bensì la storia della più grande ed importante battaglia del XIX secolo.

Questo libro ci porta, attraverso la sua narrazione, nel ventre della balena, ci conduce nel vivo della battaglia di Waterloo, e al fianco dei soldati bonapartisti, ci mostra i colori, i suoni, i profumi, ma anche il dolore, il fetore di sangue che si mischia con l’odore acre della polvere da sparo ed il fumo dei cannoni, mentre le grida dei soldati che cadono uno dopo l’altro come mosche, si mischiano tra loro e si perdono tra l’affannoso respiro dei cavalli ed il boato assordante di colpi di fucile, cannone ed esplosioni di mortai.

Non ho altro da aggiungere, queste erano le mie considerazioni sul libro La Battaglia, Storia di Waterloo, di Alessandro Barbero e più in generale le mie considerazioni personali sulla battaglia di Waterloo.

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