La dichiarazione Schuman e il destino del Ruhr

La regione del Ruhr con i suoi ricchi giacimenti di carbone e minerali, rappresenta una delle aree più interessanti d’europa, il cui controllo per secoli è stato fonte di conflitti vista la natura strategica delle risorse in esso contenute. Il Ruhr situato a pochi chilometri dal confine francese della Germania è stato protagonista di numerosi conflitti tra le nazioni europee, soprattutto Francia e Germania, diretti interessati al suo controllo, ed ha contribuito, in maniera più che significativa alla crescita e l’evoluzione dell’industria tedesca, rendendola nel corso del XIX secolo, una delle più ricche e potenti al mondo, in grado di doppiare in pochi decenni l’industria Britannica, fino a quel momento leader nel mercato.

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Il controllo dell’area del Ruhr ha avuto una natura significativa anche nei processi di unificazione della nazione tedesca intorno al 1871, facendo, con le sue risorse, da motore accelerando la spinta unitaria, che avrebbe unificato i vari piccoli stati tedeschi, venutisi a formare con il crollo dopo il congresso di Vienna del sacro romano impero, dando vita alla Repubblica Tedesca. Repubblica tedesca che, sconfitta nel corso della prima guerra mondiale, sarebbe riuscita , grazie alle preziose risorse del Ruhr a riacquistare in pochissimo tempo una posizione di rilievo nel panorama globale, proiettando la Germania Nazista alla ribalta, e dandole la forza di intraprendere un nuovo, devastante conflitto mondiale.

Fatta questa premessa storica, diventa chiaro come, l’assegnazione dell’area del Ruhr alla Germania sconfitta nella seconda guerra mondiale, apparisse agli occhi delle potenze vincitrici inaccettabile, la Germania  era “responsabile” dell’inizio di ben due conflitti mondiali, oltre che della violazione dei trattati di pace, le sue risorse andavano quindi limitate e controllate, e il Ruhr, come la stessa Germania, venne affidato, nel secondo dopoguerra, al controllo di un comitato internazionale, controllo che si mostrava agli occhi del mondo come una misura temporanea, e prima o poi, il Ruhr con i suoi immensi giacimenti di carbone e minerali sarebbe dovuto tornare alla Repubblica Federale Tedesca.

Il destino della Germania, e del Ruhr in particolare, diventano centrali nel dibattito internazionale, inoltre, nazioni come la Francia, erano interessate al controllo dell’area e l’accesso quasi gratuito alle risorse carbonifere tedesche.

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In questo clima di politica internazionale, il 9 maggio 1950, l’allora ministro degli esteri francese Robert Schuman, pronunciò la “dichiarazione Schuman” ideata da Jean Monnet, con cui si proponeva un sistema per il superamento delle rivalità storiche tra Francia e Germania, con un conseguente avvicinamento tra Parigi e Bonn.

 

Il Piano Schuman, prevedeva la creazione di un consorzio internazionale, scollegato dalle politiche nazionali, che si occupasse del controllo collettivo delle risorse del Ruhr , nell’idea di Schuman e Monnet questo consorzio sarebbe stato accessibile a qualsiasi altro paese europeo intenzionato a collaborare, ed è ufficialmente riconosciuto come il baccello embrionale da cui sarebbe successivamente nata la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio.

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Per la sua importanza nella successiva storia europea, il consiglio dei ministri europeoistituì nel 1985 la “festa dell’europa” la cui data venne fissata al 9 Maggio

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