L’aggressione USA all’Iran è un atto criminale e illegittimo.

Ecco perché l’Intervento USA in Iran non solo “non è Giusto”, ma è anche “non necessario” ed è da considerarsi oltre che illegale e illegittimo, anche immorale.

Si dibatte da secoli per non dire millenni, visto che se ne discute da Aristotele in poi, sul tema della guerra giusta o ingiusta e dal punto di vista di chi la fa, ogni guerra è una guerra giusta, e tutte le altre sono ingiuste.

Circa 4 secoli fa, era circa il 1648, durante la pace di Westfalia, dopo la guerra dei 30 anni, è successo qualcosa, è successo che gli stati europei sono arrivati alla conclusione che i rapporti tra le nazioni dovessero essere riconosciuti reciprocamente, e la giurisdizione di una nazione era valida solo ed esclusivamente entro i confini di quella nazione.

Questo significa che negli USA ha valore la legge statunitense e in Iran la legge Iraniana, e che gli USA, non hanno giurisdizione sull’Iran, o Iraq, ciò significa che uccidere qualcuno, chiunque esso sia, in un paese straniero, è un omicidio, e di perse questo basta a definire illegale l’azione USA.

So che può sembrare strano, ma il diritto internazionale non prevede il delitto d’onore, la vendetta o la giustizia privata.

Questo principio, codificato per la prima volta a Westfalia è stato ripreso totalmente dall’ONU (di cui fanno parte sia USA che Iran) e ciò significa che i rapporti tra le due nazioni sono e devono essere regolati (dall’ONU) e disciplinati dal diritto internazionale e dalla carta delle nazioni.

Per il diritto internazionale, la guerra è sempre ingiusta, dove per giusto e ingiusto si intende in termini prettamente giuridici e quindi legale, ma, va precisato, esistono delle eccezioni per l’uso autorizzato della forza. Queste eccezioni si manifestano solo al culmine di un lungo iter diplomatico, nel quale sono state varate una serie di azioni (tutte autorizzate e monitorate dall’ONU), e, in assenza di un risultato visibile, l’ONU e solo l’ONU ha l’autorità giuridica internazionale per autorizzare un qualche tipo di intervento militare, che quindi può essere considerato giusto, ovvero legale, lecito. Qualsiasi altro intervento è da considerarsi illecito/illegale e quindi ingiusto.

La questione della guerra Giusta come guerra legale è stata ampiamente esplicata da Norberto Bobbio nel saggio "Una Guerra giusta, sul conflitto del Golfo" nel 1991, un saggio di estrema attualità che vi invito a recuperare quanto prima.
E in modo molto più ampio da Michael Walzer, nel saggio del 1977 "Guerre giuste e ingiuste. Un discorso morale con esemplificazioni storiche", anche questo, vi invito a recuperare se possibile.
Vi segnalo inoltre, i numeri di Micromega pubblicati tra l'agosto del 1990 e il marzo 1991, e tra gennaio 1998 e dicembre 1999, in cui sono stati riproposti una serie di interventi legati alla natura della guerra, sul piano giuridico, morale, economico, strategico, in occasione della prima guerra del golfo e del conflitto nei balcani, di cui mi sono occupato nella mia tesi di laurea magistrale e che potete recuperare in digitale, sul portale della biblioteca dell'università di Pisa.

L’intervento USA ai danni dell’Iran non ha rispettato l’iter previsto dall’ONU, di conseguenza è giuridicamente illecito, ingiusto, illegale e, come ho scritto in precedenza, a parti invertite (quindi, se l’Iran avesse ordinato l’assassinio di un generale USA), l’ONU avrebbe “condannato” repentinamente l’azione iraniana, procedendo, come previsto dallo statuto, con un embargo totale nei confronti del paese, attivando un blocco navale, congelamento dei conti esteri del paese e con una serie di sanzioni punitive, volte ad ottenere un qualche risarcimento dall’Iran, comprensivo dell’incriminazione ufficiale di chi ha dato l’ordine, presso la corte di Giustizia Internazionale.

Questa cosa non è avvenuta agli USA, l'ONU non ha sanzionato il paese, qualcuno si è limitato ad ammonirlo, e Trump non è stato convocato di fronte la corte di giustizia, solo ed esclusivamente perché gli USA hanno diritto di veto, in pratica se l'ONU sanzionasse gli USA, gli USA ponendo il veto, renderebbero nulle le sanzioni.

Per l’ONU e il diritto internazionale, non esiste alcun tipo di episodio che possa giustificare un intervento armato e l’uso della forza, al di fuori dell’iter previsto dagli articoli 40,41 e 42 della carta delle nazioni.

Per intenderci, nel caso ipotetico in cui l’Iran avesse ordinato l’omicidio del presidente degli stati uniti d’america e, dopo l’omicidio, avesse dichiarato al mondo di essere responsabile della morte del leader statunitense, anche in quel caso, gli USA non sarebbero comunque legittimati, sul piano giuridico, ad intervenire militarmente contro l’Iran. Stiamo parliamo di un caso ipotetico in cui tutte le prove del coinvolgimento iraniano nell’assassinio sono pubbliche e palesi e ci sono dichiarazioni e rivendicazioni ufficiali, da parte del governo iraniano del proprio coinvolgimento.

Nel caso reale però, non c’è nulla di tutto questo, alcuna prova, non c’è alcun documento, non c’è nulla di nulla, L’unica cosa che c’è, sono una serie di “giustificazioni” tra l’altro molto vaghe, e non supportate da alcuna prova, di un qualche ipotetico coinvolgimento iraniano in alcuni attentati nei pressi di un ambasciata USA, in un paese che non è proprio in ottimi rapporti ne con l’Iran, ne con gli USA che considera ancora come degli invasori stranieri.

Che è un po’ come bombardare l’Italia perché nei pressi del consolato USA a Napoli, sono esplose delle bombe carta la notte di capodanno e dire che il ministro degli esteri Di Maio, che in quel periodo era a Napoli dai parenti, è coinvolto nell’attentato.

L’azione USA ai danni dell’Iran, riporta la mente di chiunque conosca un minimo la storia del golfo al 1980, quando, nel tentativo di arginare la rivoluzione islamica in Iran, che minacciava di estendersi a tutto il golfo persico, oltre che nel medio e vicino oriente, gli USA e l’URSS decisero di finanziare, addestrare e armare l’esercito Iracheno contro l’Iran, che con il pretesto di una disputa territoriale, sarebbero stati coinvolti in guerra per oltre otto anni, fino all’agosto del 1988. Con la differenza che, rispetto ad allora, gli USA sono parte attiva nel conflitto, intenti a riconquistare una propria posizione di dominio in una regione del mondo, la cui instabilità è nota da decenni, ed è sempre più vicina all’influenza Russa, a discapito di quella “americana”.

L’azione USA che molti critici hanno letto come una guerra elettorale, credo vada letta in un quadro più ampio, in cui è in gioco il ruolo degli USA nel mondo, un mondo di cui negli ultimi vent’anni l’unica superpotenza sopravvissuta alla guerra fredda ha giocato, prendendo le battute da Robert Kagan in “Paradiso e Potere”, il ruolo dello Sceriffo che si è appuntato da solo la spilla sul petto, e mentre l’Europa continua a coprire il ruolo del gestore del saloon, in città è arrivato il capo dei banditi, che accusa lo sceriffo di essere un uomo della ferrovia e che fa gli interessi non della città ma della ferrovia, e dunque, lo sfida a duello, per diventare il nuovo sceriffo.

In conclusione, in modo molto provocatorio, mi permetto di dire che l’azione USA in medio oriente è un atto di aggressione illegale e illegittimo e chi sostiene il contrario, sta anteponendo ragioni e interessi politici alla più nuda e cruda realtà empirica dei fatti.

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