Le liste di Proscrizione varate dal Parlamento europeo #saveyourinternet

Non molto tempo fa ho pubblicato un articolo di approfondimento sulle liste di proscrizione rese pubbliche da Lucio Cornelio Silla nell’82 a.c. e in quel momento non mi rendevo conto dell’enorme attualità del tema trattato, ho deciso così di riprendere in mano quell’argomento, strapparlo alla storia e utilizzarlo come pretesto per parlare della nuova normativa sul Copyright della comunità europea che, da qualche mese, sta dilaniando Internet.

Sul canale youtube Chiccheinformatiche ho già parlato, in termini generali, di questa normativa, dopo l’allarme lanciato dalla piattaforma Wikipedia Italia che lo scorso e luglio, in segno di protesta, aveva deciso di oscurare le proprie pagine.

Gli utenti di Wikipedia italia, l’enciclopedia online a partecipazione libera, si sono svegliati stamattina, martedì 3 luglio 2018, con una sorpresa: le pagine italiane del sito sono oscurate, si legge, in protesta contro le violazioni della «libertà di Internet».

La protesta di Wikipedia e di altri creatori di contenuti del web ha avuto come effetto soltanto un rinvio della questione, ma ad oggi la nuova normativa sul Copyright è rimasta immutata e il prossimo 24 novembre, giorno in cui verrà votata dal parlamento, questa normativa che in apparenza ha il compito di tutelare i creatori di contenuti del web, potrebbe uccidere la creatività stessa.

La nuova normativa sul Copyright, detto molto semplicemente, prende tutte le precedenti normative sul Copyright e le inasprisce, stringendo le maglie del web fino a renderle come un filtro talmente spesso da non far passare più nulla, o quasi.

Secondo la nuova normativa, che andrà a colpire principalmente le grandi piattaforme che ospitano contenuti (e in maniera marginale anche i piccoli blog), le piattaforme saranno responsabili di tutto ciò che viene caricato su di esse, e di conseguenza, eventuali violazioni del copyright, tuttavia, per violazione del copyright, non si intende l’upload o l’utilizzo, integrale o in parte, di materiale protetto, ma anche una semplice citazione costituirà violazione di Copyright, ma facciamo un esempio pratico, l’immagine che segue, potrebbe sembrare una creazione originale e innocente e pure, per la nuova normativa sul copyright questa immagine che vede Sergio Mattarella e il simbolo della repubblica italiana, costituisce una violazione di Copyright.

Vi lascio qualche secondo per osservarla attentamente e pensarci…

Ora che avete analizzato nel dettagli l’immagine vi spiegherò perché questa immagine, per la nuova normativa sul Copyright, costituisce una violazione.

Patiamo dal background, una foto dell’italia vista dallo spazio, questa foto è stata scattata dalla stazione spaziale internazionale ed è stata divulgata pubblicamente, tuttavia, numerose testate e blog, nel caricarla nei propri articoli, non l’hanno contrassegnata come immagine libera per l’utilizzo, e se bene questa immagine sia di pubblico dominio, per la nuova normativa sul Copyright, non può essere utilizzata in alcun modo, ne ripubblicata, ne utilizzata in parte, come in questo caso.

Il fatto che lo sfondo, fuori fuoco, e totalmente irriconoscibile, sia un immagine potenzialmente protetta da copyright, costituisce una violazione di copyright.

Nell’immagine è presente una fotografia di Sergio Mattarella, che in realtà non è una fotografia, si tratta di un frame estrapolato da un video in cui il presidente Mattarella parlava in un telegiornale, aver estrapolato quel fotogramma, costituisce, per la nuova normativa, una violazione di copyright, in quanto il filmato da cui è stato estratto il fotogramma che successivamente è stato ritagliata la sagoma di Mattarella, è protetto da copyright, ma non è tutto perché sarebbe violazione di Copyright anche se avessi ritagliato, da quel fotogramma di quel video, soltanto la testa di Mattarella incece dell’intero busto.

Il pattern che si sovrappone alla fotografia dello spazio e che riempie lo spazio dell’immagine non occupato da Mattarella o dal simbolo della repubblica italiana è un ulteriore violazione di copyright, poiché si tratta di un modello grafico copiato da una locandina promozionale del film Star Wars VIII – the Last Jedi, in cui, al posto di Mattarella ci era un eroe della ribellione e al posto del simbolo della repubblica vi era il logo della ribellione.

Anche il simbolo della repubblica italiana è, contro ogni logica, una violazione di copyright, perché non ho utilizzato il simbolo preso dai portali istituzionali, ma ne ho utilizzato uno, preso da google immagini, realizzato da un illustratore che lo ha pubblicato sul web e ad oggi, quest’ultima, forse sarebbe l’unica reale violazione di copyright, poiché ho effettivamente utilizzato un qualcosa che è stato realizzato da qualcun’altro. 

Gli effetti di questa nuova normativa sulla produzione di contenuti originali e la pubblicazione dei suddetti contenuti sul web è devastante poiché mette in serio pericolo la libertà di espressione di artisti e creatori di contenuti che ogni giorno realizzano opere originali e divertenti per il web.

Questi contenuti non violano il diritto d’autore, non sfruttano il lavoro artistico e creativo di altri in maniera illecita e illegale, e non è possibile che, utilizzare un frammento di un fotogramma di un film di 4 ore, sia, per la nuova normativa sul copyright equivalente al ricaricare l’intero film rendendolo disponibile per lo streaming pirata.

Questa normativa, crea de facto delle liste di proscrizione volte a distruggere la creatività sul web, una creatività che ha permesso la nascita di nuove opportunità lavorative per migliaia di persone in tutta europa, e tutti questi lavori andranno perduti, come lacrime nella pioggia, e la cosa assurda è che anche questa citazione testuale al film Blade Runner è una violazione di Copyright.

Queste liste di proscrizione colpiscono i tanti piccoli creativi del web, per tutelare poche grandi realtà imprenditoriali, che non hanno mai compreso il web e che, non riuscendo a mantenere il passo con l’innovazione digitale, invece di sfruttare il web, cercano di controllarlo e limitarlo.

Questa normativa è stata descritta da molti come una forma di censura, ed è vero, è una forma di censura non dissimile da quelle operate in realtà meno libere dell’Europa, (tipo la Russia, la Cina, la Turchia e la Corea del nord e l’Iran) e che, proprio in quelle realtà ha prodotto una fuga delle grandi piattaforme.

In Cina ufficialmente non esiste Youtube, in Russia l’accesso a Facebook è molto limitato in favore del social network VKontakte, più o meno indirettamente controllato dal governo.

Con questo articolo mi unisco alla lunga schiera di creatori di contenuti del web che si stanno mobilitando contro la normativa sul copyright, informandovi dei rischi per la libertà di espressione e di parola che questa normativa rappresenta. Internet così come lo conosciamo potrebbe smettere di esistere, almeno in europa, a meno di non utilizzare alcuni stratagemmi come in Russia, Cina, Turchia, Corea del nord e Iran), questa normativa potrebbe mettere in fuga aziende come Facebook, Google, google in particolare è stata già costretta a chiudere alcune delle sue divisioni in diversi paesi europei, una su tutte la divisione google news, che non è altro che un feed di notizie provenienti dai vari quotidiani, e che in Germania ha già chiuso i battenti, anticipando quello che potrebbe succedere nel resto d’europa non solo a Google News, ma alla stessa Google, in particolare alle piattaforme Youtube e Blogger, per non parlare di Facebook, Instagram, Twitter, Tumblr e qualsiasi altra grande piattaforma che permette agli utenti di caricare liberamente contenuti originali come immagini, fotografie, video ed articoli come questo.

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