NOBUO FUJITA || Il pilota giapponese che bombardò la California

Oggi vi racconterò una storia, la storia di Nobuto Fujita, un pilota giapponese che nel 1942 riuscì a portare a termine due bombardamenti due incursioni aeree sul suolo degli Stati Uniti, riuscendo a colpire la California e l’Oregon, ma andiamo con ordine.

Nel settembre del 1942, nel vivo della Seconda Guerra Mondiale, il Giappone lanciò un audace attacco sul suolo degli Stati Uniti (meno famoso dell’attacco a Pearl Harbor) in cui riuscirono a bombardare la parte continentale degli USA. Fu l’unico attacco in tutta la guerra in cui gli la parte continentale degli USA fu colpita colpiti dalle forze nemiche.

Le incursioni (due) sono state lanciate da un sottomarino che si trovava a pochi chilometri dal confine tra gli stati di Oregon e California ed ebbero come obbiettivo principale non le città ma i boschi… si avete letto bene, i giapponesi bombardarono i boschi tra California ed Oregon, causando danni alla terra e provocando disagio alla popolazione americana senza però coinvolgere direttamente la popolazione civile, l’attacco era un messaggio, quasi a voler dire “siamo qui e possiamo colpirvi quando vogliamo … paura eh?”.

L’attacco riuscì, almeno sulla carta, ma in termini pratici fu probabilmente il più grande flop mai registrato dall’aviazione giapponese, anche se il panico si diffuse (anche se solo minimamente) e le incursioni furono riportate su alcune testate nazionali, tuttavia, sfortuna volle che i giapponesi non prestarono molta attenzione alle previsioni meteo lanciando l’attacco con condizioni meteorologiche decisamente sfavorevoli ai loro piani.

Detto in soldoni, quel giorno c’era poco vento e questo limitò tantissimo la diffusione degli incendi, inoltre la rapida risposta dal servizio antincendio e gli erronei calcoli sull’altezza da cui sganciare le bombe, ridussero al minimo i danni (un piromane con un accendino e una tanica di benzina probabilmente avrebbe fatto più danni delle due incursioni aeree).

E in effetti, in altre occasioni riuscirono a provocare molti più danni utilizzando la strategia del “palloncino a fuoco”, in pratica si lanciavano migliaia di palloncini che trasportano esplosivi e sfruttando i venti, molti di questi palloncini riuscirono effettivamente a raggiungere l’America del Nord, partendo addirittura dal Giappone.

Nel 1962, molti anni dopo la seconda guerra mondiale, Nobuo Fujita (il pilota giapponese che aveva condotto le due incursioni) fu invitato a visitare la città di Brookings “colpita dai bombardamenti”.
Nobuo Fujita si recò effettivamente a Brookings dopo che il governo USA aveva assicurato al governo giapponese che non sarebbe stato giudicato come un criminale di guerra.

Quando Fujita è arrivato a Brookings ha portato con se l’antica spada da samurai della sua famiglia (circa 400 anni) promettendo seppuku (gettarsi sulla sua spada) come segno di pentimento per gli attacchi che aveva compiuto per la gloria dell’Impero giapponese.

Fortunatamente per Fujita la città di Brookings non ha richiesto Seppuku ma anzi, Fujita ha ricevuto un accoglienza estremamente calorosa da parte dei locali di Brookings. Addirittura nel 1997 ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Brookins, sfortunatamente per lui, non ha potuto godere a lungo di questo onore perché morì nel 1998 e le sue ceneri furono disperse dalla sua famiglia, tra i boschi vicino Brookins, proprio dove erano cadute le bombe incendiarie sganciate da Fujita nel 1942.

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