Uno STORICO al Governo? Riflessioni su un possibile governo Sapelli

Una considerazione personale su Giulio Sapelli, storico, per essere più precisi storico dell’economia ed economista, in lista per essere un probabile presidente del consiglio dei ministri italiano.

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Premetto che ho delle sue opere ho letto soltanto “Storia economica dell’Italia contemporanea”, edito da Mondadori, “Adriano Olivetti. Lo spirito nell’impresa”, edito da Mondadori (entrambi studiati per un esame di storia economica) ed ho letto, per un esame i geografia dello sviluppo, “Antropologia della globalizzazione”, edito da Mondadori.

Non vi è dubbio che come storico dell’economia, Sapelli sia una vera e propria e eccellenza italiana, che ha lavorato in numerose università prestigiose, sia italiane che europee. Inoltre, come economista leggevo che ha ricoperto incarichi di alto profilo in diverse grandi istituzioni bancarie italiane e non. Ma al di la delle competenze e delle conoscenze tecniche, per me Sapelli è prima di tutto uno storico e nella mia riflessione è questo l’aspetto più importante.

Potenzialmente potremmo avere uno storico come presidente del consiglio dei ministri, e la sua formazione accademica, ,è per quanto mi riguarda, una potenziale garanzia di imparzialità e responsabilità, poiché uno storico nella sua formazione impara a tenere presenti tutte le opzioni, non solo quelle favorevoli alla propria tesi e allo stato attuale delle cose, un uomo con questa capacità è potenzialmente in grado di governare l’italia riuscendo a trovare un punto di contatto tra le tre forze politiche che spaccano il parlamento.

Dal mio punto di vista puramente personale, la possibile presidenza di Sapelli sarebbe auspicabile, appena ho letto il suo nome e ne sono stato entusiasta, non sapevo a quale forza politica fosse legato e sinceramente la cosa non mi interessava minimamente, poi ho scoperto un legame tra Sapelli e il Centro Destra e la cosa ha lasciato il mio entusiasmo invariato, questo perché Sapelli ha, per quanto mi riguarda, le carte in regola per essere un buon presidente del consiglio dei ministri (personalmente lo vedrei molto bene anche come ministro dell’Economia e delle finanze) e il fatto che sia uno storico è per me la cosa più importante in assoluto, poiché lo pone al di sopra della propaganda e degli interessi politici, ma il fatto che sia uno storico è per me, anche, una fonte di dubbio.

Non fraintendetemi, da storico sono più che felice di vedere uno storico in lizza per una carica così importante, sarebbe sicuramente un grande riconoscimento per la categoria, finalmente gli storici italiani avrebbero nuovamente quella dignità istituzionale che in italia hanno perso da tempo, una dignità istituzionale perduta non per colpa loro, ma perché messi quasi al bando dalle istituzioni e dall’ambiente lavorativo in generale, non serve che sia io a dirlo, ma una laurea in storia, così come una qualsiasi altra laurea umanistica, in questo paese, sul piano lavorativo vale ben poco.

Personalmente sarei estremamente felice di vedere uno storico alla presidenza del consiglio dei ministri, sarei felice, da storico e da cittadino italiano dotato di intelligenza e forse da idealista sognatore, sono anche spinto a pensare (in maniera totalmente irrazionale) che questo governo possa essere un governo abbastanza stabile e duraturo; Se l’italia fosse un paese normale e incline alla democrazia, cosa che ultimamente ha dimostrato di non essere, questo governo improvvisato potrebbe potenzialmente durare molto a lungo, perché a la mediazione tra le forze politiche, affidata al presidente del consiglio, sarebbe de facto affidata ad un uomo, la cui formazione accademica consiste proprio nel cercare un punto di contatto tra visioni politiche e ideologiche differenti, tra fonti storiche spesso contrastanti tra loro. Dall’altra parte però, sono perfettamente consapevole che questo governo non sarà un governo realmente solido, e di sicuro non sarà un governo duraturo, so benissimo che alla fine, gli interessi politici dei singoli partiti impegnati nella formazione del governo, al di là dei vari slogan elettorali, verranno anteposti agli interessi reali degli italiani e che questo governo sarà fondamentalmente un governo a tempo.

Ed è questo che più mi preoccupa, mi preoccupa l’idea di vedere un governo destinato a fallire, affidato alle sapienti mani di un uomo di uno storico, affidato ad un uomo come Giulio Sapelli, mi preoccupa l’idea che, il quasi inevitabile, fallimento di questo eventuale governo verrà attribuito alle mancate capacità del Premier più che all’incapacità e alle responsabilità delle due forze politiche che formeranno il governo.

La mia preoccupazione più grande è che il riflesso del fallimento di questo potenziale prossimo governo, possa ricadere sullo storico e sugli storici italiani, compromettendo ulteriormente l’immagine percepita dagli italiani della figura degli storici e della storia in generale.

Purtroppo viviamo in un epoca in cui la storia non è più maestra di vita, ma è un banale strumento di propaganda piegato e distorto all’occorrenza dal politicante di turno, viviamo in un epoca e in una nazione in cui gli storici non sono neanche considerati dei veri intellettuali, e per la maggior parte delle persone la storia è un semplice ricordo di un passato mitico, distorto da qualche loggia massonica e istituzioni politiche o private, per tutelare i propri interessi. Viviamo in un epoca in cui la storia ha perso ogni valore reale ed è spesso considerata uno spreco di tempo, una materia scolastica “inutile e noiosa” in cui  ci si limita ad imparare a memoria date e nomi di persone morte da tempo, ed eventi di cui ci importa ben poco e che non ci serviranno mai nella vita.

Da storico provo profonda tristezza per questa visione estremamente riduttiva della storia ed ho paura che l’inevitabile fallimento del prossimo governo, se affidato a Sapelli, diventi un ulteriore elemento di denigrazione della storia e della figura degli storici. E se oggi noi storici in italia, sopratutto sul piano lavorativo, contiamo decisamente poco, perché non siamo mica laureati in Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Ingegneria o al massimo in Filosofia, ho paura che se Sapelli sverrà posto posto a capo del governo e se il suo governo cadrà in pochi mesi, come è prevedibile che sarà, l’immagine pubblica di noi storici cadrebbe ancora più in basso.

E quindi sono confuso e sono combattuto, perché da una parte non riesco ad immaginare uomo migliore di Sapelli (tra quelli proposti nelle ultime settimane) per rappresentare l’italia, per governare il nostro paese, non riesco ad immaginare una figura più professionale e competente di uno storico per traghettare il paese fuori da una crisi istituzionale e politica che la stessa italia ha già visto manifestarsi con modalità molto simili, in un passato non troppo lontano ma già dimenticato. Dall’altra però sono anche molto preoccupato del fatto che, questa scelta possa affossare ulteriormente la figura degli storici in italia.

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Autore dell'articolo: Antonio Coppola

Antonio Coppola
Articolista Freelance, laureato in storia contemporanea specializzando in geopolitica e relazioni internazionali. Appassionato di musica, tecnologia e interessato ad un po tutto quello che accade nel mondo.