Vascello greco di 2400 anni ritrovato in perfette condizioni sul fondo del Mar Nero

Il relitto più antico del mondo ben conservato, è stato ritrovato nel Mar Nero al largo della Bulgaria, si tratta di un vascello greco di oltre 20 metri inabissatosi nel V secolo A.C.

Tra i tanti ambienti del nostro pianeta, il mare è forse uno dei più ostili, almeno per quanto riguarda la preservazione di manufatti, reperti e vascelli, questo perché gli alti livelli di salinità e la presenza di microorganismi e batteri, nel tempo tendono a distruggere tutto ciò che non appartiene al mare, e nel caso di vascelli in legno affondati migliaia di anni fa, spesso ciò che arriva a noi è qualche ceramica, del vasellame e con un po’ di fortuna qualche moneta d’oro, mentre oggetti in metallo ricchi di ferro e tutto ciò che è in qualche modo organico, quindi legname, vele, corde ecc viene distrutto, o meglio, viene divorato dal mare.

Vi sono però condizioni particolari in cui anche reperti possono sopravvivere all’insaziabile fame del mare, e il Mar Nero rappresenta uno di questi rari casi in cui il mare non è poi così famelico.

Una delle particolarità che rende unico il Mar Nero è la sua composizione chimica, con bassi livelli di ossigeno nell’acqua, queste condizioni non sono proprio l’ideale per il proliferare della vita subacquea e questo va a tutto vantaggio della ricerca archeologica sottomarina.

Basse quantità di ossigeno nell’acqua significano infatti bassi livelli di fauna e flora marina, pochi batteri e microorganismi, rendendo il Mar Nero un ambiente poco ostile per i manufatti umani e quindi particolarmente adatto alla preservazione di relitti risalenti a secoli o addirittura migliaia di anni fa.

A differenza di mari o oceani più ossigenati, come ad esempio il mare dei Caraibi, nel Mar Nero un vascello può sopravvivere quasi intatto per secoli o addirittura millenni. Nel Mar Nero, per fare un esempio concreto, un relitto di un imbarcazione risalente al 400 a.c. può essere ritrovato nel 2018 in condizioni nettamente migliori, rispetto a quelle di un relitto di un vascello spagnolo del XVI o XVII secolo, inabissatosi nel mare dei Caraibi.

Questo esempio non è totalmente frutto della mia immaginazione, ma parte proprio da un recente ritrovamento, fatto nel Mar Mero. Quello che vedete di seguito è infatti il relitto più antico mai ritrovato.

Si tratta del relitto di un mercantile Greco, lungo oltre 20 metri, ritrovato al largo della costa delle a Bulgara, proprio nel Mar Nero e secondo le prime stime sulla datazione del relitto, sembrerebbe risalire almeno al 400.a.c.

Risalenti a quell’epoca sono stati trovati alcuni relitti in passato, ma mai conservati così bene, generalmente relitti di oltre 2000 anni si presentano come una serie di chiodi immersi nella fanghiglia e qualche frammento di legname, non come un intera imbarcazione perfettamente conservata.

Stando ai primi rilevamenti, sembra che il mercantile in questione si sia inabissato circa 2400 anni fa e in condizioni “normali” di un simile naufragio probabilmente non sarebbe rimasto quasi nulla, tuttavia questo mercantile si è inabissato nel Mar Nero, non nel Mediterraneo, e la bassa quantità di ossigeno presente nell’acqua, ha permesso al relitto di deteriorarsi molto lentamente, rimanendo quasi del tutto intatto in fondo al Mare per più di 2400 anni.

Questa imbarcazione è stata scoperta dai ricercatori del Black Sea Maritime Archaeology Project, si tratta di un progetto di ricerca di 3 anni che ha il compito di cercare relitti sul fondo del Mar Nero.
Fino ad oggi sono stati ritrovati circa 60 vascelli che vanno dal 400 a.c. al 1600 d.c.

Per qualsiasi altra informazione potete recarvi sul portale Bleackseamap, che fa capo al progetto Black Sea Maritime Archaeology.

Il mondo della ricerca archeologica non è proprio il mio forte, oggi ve ne sto parlando perché questa scoperta mi ha entusiasmato tantissimo, ma se volete seguire ricerche archeologiche in corso e avere maggiori dettagli su questo o altri progetti di ricerca, vi consiglio di seguire Lost Archeology

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