Mi sono svegliato questa mattina leggendo dell’attacco degli USA all’Iran, l’intervento diretto che il mondo temeva, in parte aspettava e che è segno evidente della volontà USA di alimentare una escalation in Medio Oriente, rovesciare l’Iran e non solo.

In questo articolo voglio presentarvi una mia analisi personale sulla vicenda, senza giudizi morali di sorta.
Attacco USA all’Iran
Il recente attacco (illegale) degli USA all’Iran apre una porta pericolosa per tanti motivi.
Il primo è che qualunque sarà la reazione iraniana all’attacco (scegliere di rispondere all’attacco o percorrere la via dei negoziati) per l’Iran inizierà in entrambi i casi una fase turbolenta che porterà ad enormi vittime civili, causate o da una guerra aperta contro USA e Israele (e potenziali altri alleati nella regione, come Cisgiordania ed Arabia Saudita) o da una guerra civile interna, che non sarà affatto pacifica.
Meno diretta come conseguenza, ma comunque reale, è un escalation in Ucraina, e qualcuno dirà, cosa c’entra l’Ucraina, beh, c’entra, perché il messaggio di Trump è chiaro, se “vuole” garantire la sicurezza” di un amico, interviene immediatamente, se non interviene, non interverrà, abbiamo quindi l’ennesimo forte segnale di disinteresse USA per il conflitto in Ucraina, che risuona come un invito alla Russia ad intensificare le ostilità senza conseguenze.
Altra conseguenza diretta, è sulla diplomazia globale, il messaggio qui è che non serve. La linea USA è (oggi più che mai) bellicista, la guerra è per gli USA non uno strumento di risoluzione di conflitti tra stati ma lo strumento di risoluzione, e questo significa preoccupazione crescente per Groenlandia e Panama, dove l’intervento militare USA appare oggi più probabile che mai.
Tornando all’Ucraina la linea d’azione di Trump legittima per gli USA, la linea di Putin in Ucraina, e della Cina nei confronti di Taiwan (e viceversa, Taiwan nei confronti della Cina) perché agli USA di Trump, non serve una minaccia per intervenire, è sufficiente dire che che c’è una possibile minaccia. Ed è la stessa linea di politica estera di Putin e Netanyahou. Penso che potrebbero minacciarmi, e prima che mi minaccino attacco.
Superato il paradigma della guerra preventiva
Siamo oltre la “guerra preventiva” di Bush e Blair, per cui sono minacciato quindi attacco prima di essere attaccato, perché con Trump ora si attacca prima ancora di essere minacciati.
Una condotta sconsiderata e pericolosamente bellicistica, che sceglie la guerra a priori della diplomazia, e che neanche prova a negoziare, poiché il suo concetto di negoziazione, al pari di Putin e Netanyahou, si costituisce di condizioni dettate e innegoziabili, che non è detto porterebbero alla pace se accettate.
Forse aveva ragione Hobbes nel Leviatano sostenendo che la pace è un illusione, che siamo immersi in una guerra permanente, occasionalmente intervallata da alcuni momenti transitori, finalizzati al riarmo tra un conflitto e l’altro.
E andando ancora più indietro, forse aveva ragione Sallustio nel primo secolo a.c. quando sosteneva che il potere corrompe, e avarizia e cieca ambizione, subentrate come valori in una società in piena decadenza morale a causa della perdita del “grande nemico storico”.
In questo mi tornano in mente le parole del professore di storia romana all’università, che scherzosamente ci raccontò le “campagne persiane” come un evergreen della storia romana, la chiave di volta quando non sapevamo cosa dire su un “imperatore”.
Tornando all’Iran, non so cosa succederà, come reagirà il regime, posso solo immaginare alcuni scenari ed in uno degli scenari peggiori, l’Iran potrebbe decidere di utilizzare il materiale radioattivo in suo possesso, non per una bomba atomica, ma per qualcosa di molto peggio, una bomba sporca, che a differenza di un’arma nucleare, non ha bisogno di una ricetta “precisa”, de facto è una normalissima bomba, che disperde materiale radioattivo.
Effetti e conseguenze
Mi auguro di sbagliarmi, e che non si arrivi a tanto, ma non posso negare che la bomba sporca a questo punto rientra tra gli scenari possibili dell’escalation di violenza in medio oriente, voluta, iniziata ed alimentata dagli USA di Donald Trump. Un uomo che la storia in un modo o nell’altro ricorderà come un folle tiranno, protagonista del peggiore periodo della storia USA e dell’occidente moderno.