La congiura dei Pisoni | L’inizio della follia di Nerone?

Nel 65 a.c. Nerone sventa la congiura dei Pisoni diventando sempre più paranoico e diffidente.

Nerone inizia a governare in maniera sempre più autoritaria, si circonda di persone accondiscendenti, fornisce poteri speciali e protezione imperiale, a miliziani che rispondono esclusivamente a lui. Dichiara internamente guerra allo stato romano, mette in discussione alleanze “internazionali” e dilapida il tesoro imperiale per ragioni futili e personali. E in fine, nel 68 a.c. una nuova cospirazione metterà fine al principato. Da un certo punto di vista l’ultimo di un era, l’ultimo della dinastia giulio claudia.

Alla morte di Nerone segue una nuova fase di guerra civile, conflitti, violenze, come non se ne vedevano a Roma da oltre un secolo, da cui uscirà vittorioso Vespasiano che inaugurerà unna nuova dinastia.

Quella della congiura di Pisone e l’inizio della follia di Nerone è una storia vecchia di 2000 anni, e pure, l’eco di quelle vicende arriva fino a noi e si riversa nell’attualità come un inquietante profezia.

La congiura

Anno 65 d.C. Nerone regna e governa su Roma, quasi convinto di essere un dio vivente. E nella realtà è l’uomo più potente del proprio tempo. Ma se c’è una cosa che la mitologia ha insegnato agli antichi, è che anche gli dei possono cadere.

Tra l’incendio di Roma, le persecuzioni dei cristiani, Nerone si fa tanti nemici, ma riesce comunque a tenere buono il popolo romano, a spese dei senatori e del senato. In questo contesto, alcuni senatori, cavalieri, pretoriani e letterati si uniscono contro Nerone mossi da rancori personali e il desiderio di un principe migliore o ancora meglio, tornare alla repubblica. 

Tacito, negli Annales racconta che i cospiratori, sostenuti da Fenio Rufo e Suburio Flavio, designarono Gaio Calpurnio Pisone come nuovo imperatore, e si prepararono ad assassinare Nerone, durante i giochi al Circo Massimo. Secondo il piano, Plauzio Laterano avrebbe finto di supplicare Nerone per poi colpirlo, con i complici che acclamavano Pisone.​

La congiura venne però scoperta, uno dei liberti di Flavio Scevino, denunciò il padrone per avergli ordinato di affilare un pugnale e preparare bende, rivelando legami con Antonio Natale e Pisone. 

Negli Annales Tacito racconta che Natale, sotto tortura, confessò la congiura e fece i nomi di diversi congiurati, tra cui anche Seneca. 

Diversamente, la liberta Epicari, denunciata da Volusio Proculo, non cedette alla tortura e si suicidò eroicamente senza tradire nessuno.

Cassio Dione tuttavia, fornisce una versione leggermente diversa della storia. Secondo la sua Storia Romana, la congiura venne scoperta grazie ad alcune confessioni (non ottenute sotto tortura) e voci riguardanti alcune divergenze sul futuro imperatore. Dione sostiene infatti che vi fossero anche piani per sostituire Pisone con Seneca dopo l’uccisione di Nerone. 

La reazione di Nerone quando scoprì la congiura fu brutale. Ordinò esecuzioni sommarie e suicidi: Pisone e Seneca si tolsero la vita, Tacito ci dice che Seneca fu costretto al veleno  quanto a pisone, invece, abbiamo meno informazioni.

Secondo le fonti ufficiali, la congiura coinvolse almeno 41 persone, tra cui circa 19 senatori. 

Dopo la Congiura, Nerone accentuò le proprie paranoie, diventando sempre più sospettoso, diffidente, e agendo in maniera sempre più autoritaria e irrazionale, cosa che avrebbe portato ad una nuova congiura nel 68 d.C. con cui avrebbe avuto fine la Dinastia Giulio Claudia, innescato una nuova fase di guerra civile, ma questa è un altra storia.

Fonti:

Tacito – Annales
Svetonio – Vita Neronis
Cassio Dione – Storia romana ( Libro LXII)